Ivrea e l’intero Canavese salutano una figura che ha attraversato decenni di politica locale e impegno sindacale con uno stile riconoscibile, diretto, spesso divisivo ma sempre centrale nel dibattito pubblico: Fiorenzo Grijuela, ex sindaco della città delle “Rosse Torri”, è morto lasciando “un vuoto” – come scrivono in molti – nella memoria collettiva e nella storia amministrativa dell’Eporediese.
A piangerlo non sono solo gli ambienti politici: nel lutto rientra anche il mondo del lavoro e del sindacato, perché Grijuela è stato sindacalista della Fiom Cgil in Olivetti negli anni Settanta, oltre che membro del Consiglio di gestione Olivetti tra il 1970 e il 1971. Un profilo, il suo, che unisce fabbrica e istituzioni, militanza e amministrazione, conflitto e governo della città.
Dalla Milano del 1939 a Ivrea: l’arrivo in Olivetti e l’inizio della “storia canavesana”
Nato a Milano nell’agosto del 1939, Grijuela amava ricordare l’origine della sua avventura eporediese: l’arrivo a Ivrea nel giugno del 1960, quando venne assunto in Olivetti come studente lavoratore. Da quel primo impiego nasce un legame profondo con il territorio che, negli anni, si trasformerà in una presenza costante nella vita pubblica.
È l’inizio di una lunga traiettoria fatta di “impegno civico, passione e serietà”, come viene descritta nella ricostruzione che in queste ore sta circolando tra istituzioni, associazioni e cittadini. L’esperienza in fabbrica e nel sindacato non resterà un capitolo separato: diventerà l’impronta con cui Grijuela affronterà anche i ruoli istituzionali successivi.
Il sindacalista Fiom Cgil e il Consiglio di gestione Olivetti
Negli anni Settanta, Grijuela viene ricordato come un sindacalista combattivo, schietto e preparato: un tratto che lo accompagnerà per tutta la sua vita pubblica. La militanza nella Fiom Cgil e l’esperienza nel Consiglio di gestione Olivetti (1970-1971) lo collocano dentro la stagione in cui Ivrea e la sua industria erano un laboratorio sociale ed economico, con un rapporto stretto tra comunità, impresa e conflitto sindacale.
Per molti, quella formazione “di fabbrica” spiega anche la cifra con cui, anni dopo, interpreterà la politica: presenza quotidiana, capacità di tenere il punto, attenzione al lavoro e agli effetti concreti delle decisioni pubbliche.
Una carriera politica lunga: Pci, Ds e incarichi nel territorio
Prima di diventare sindaco, Grijuela aveva già occupato diversi ruoli di rilievo:
assessore all’istruzione
capogruppo del Pci
presidente dell’ex Usl (dal 1985 al 1990)
consigliere provinciale fino al 1998
È una sequenza che racconta una figura radicata nella politica del Novecento, capace però di attraversare il passaggio tra fasi storiche diverse, mantenendo un’identità riconoscibile e una presenza considerata “autorevole” anche da avversari politici.
Dieci anni da sindaco (1998-2008): una stagione intensa, segnata dalla crisi Olivetti
Il capitolo più noto resta la guida di Ivrea: due mandati consecutivi da sindaco, dal 1998 al 2008. Sono anni complessi, che coincidono con una fase dolorosa per il territorio: la crisi e il ridimensionamento del mondo Olivetti, con effetti diretti sull’economia e sulla coesione sociale.
Il Partito Democratico di Ivrea lo ricorda proprio così: un amministratore che, in “anni difficili attraversati dalla crisi della Olivetti”, affrontò la fase “con coraggio”, avviando progetti considerati decisivi per il futuro della città. Tra i riferimenti più concreti viene citata la riconversione dell’area ex Montefibre, indicata come uno dei percorsi che hanno posto basi strategiche per la trasformazione urbana ed economica.
Nella memoria di chi lo sostiene, Grijuela fu un sindaco che non cercava scorciatoie e che puntava su interventi strutturali, anche quando l’orizzonte politico suggeriva prudenza o attesa.
Cordoglio trasversale: il ricordo di Andrea Fluttero e la stima oltre gli schieramenti
Tra i messaggi che emergono per la loro forza c’è quello di Andrea Fluttero, ex sindaco di Chivasso, che racconta di averlo conosciuto nel 1995 quando era giovane consigliere provinciale di Alleanza Nazionale e Grijuela era capogruppo dei Ds: un incontro tra avversari, ma segnato da rispetto e apprendimento.
Fluttero lo descrive come un politico da cui imparare “stile, garbo e intelligenza politica” e ricorda la collaborazione successiva tra sindaci del territorio, sottolineando qualità e lealtà istituzionale. Un ricordo che pesa perché conferma un tratto: la capacità di lasciare un segno anche al di là della propria area politica.
“Ultimo dei sindaci di strada”: i social e il racconto di una politica fatta di presenza
Appena diffusa la notizia della morte, i social si sono riempiti di messaggi. Tra quelli più lunghi e densi, spicca il post di Franco Giorgio, che ricorda di aver lavorato al suo fianco nel primo mandato. Il suo testo dipinge Grijuela come una figura capace di “riempire” lo spazio pubblico con lealtà, coraggio, passione, tenacia e sincerità, e soprattutto come un amministratore che concepiva la politica “unicamente come servizio e civismo”, lontano da interessi personali e giochi di corrente.
Giorgio insiste su un punto: Grijuela non faceva sconti a nessuno, “tanto meno al suo partito di riferimento”. Un dettaglio che torna spesso nei ricordi: la schiettezza come stile, a volte spigoloso, ma percepito come autenticità.
La stessa idea ritorna anche nelle parole del consigliere comunale Massimiliano De Stefano, che lo definisce “forse l’ultimo dei sindaci di strada”: quello che incontravi ovunque, anche nelle periferie, disponibile e diretto. De Stefano lo colloca tra i politici capaci di attraversare Prima e Seconda Repubblica portandosi dietro un’idea di politica fatta di “presenza, ascolto e responsabilità”, lontana dal consenso facile e più orientata alle soluzioni concrete.
Il ricordo delle istituzioni e del territorio: “un pezzo di storia”
Al cordoglio si sono aggiunte altre voci, tra cui Paola Gamba, ex sindaco di Colleretto Giacosa, che sottolinea l’affetto personale e ringrazia per l’impegno istituzionale. Anche Uncem parla di “grande figura politica” e riconosce che il suo decennio da sindaco ha segnato una stagione “intensa, divisiva e ancora viva nella memoria collettiva”.
Questa definizione – intensa e divisiva – restituisce un tratto realistico: Grijuela non è ricordato come figura neutra, ma come un protagonista capace di polarizzare. E proprio per questo, oggi, viene percepito come “un pezzo importante della storia” cittadina.
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La scomparsa di Fiorenzo Grijuela chiude simbolicamente una stagione: quella di amministratori che provenivano dal lavoro e dal sindacato, che vivevano le istituzioni come estensione di un impegno quotidiano e che misuravano la politica sulla presenza fisica nei luoghi della città.
Ivrea lo ricorda come sindaco in anni durissimi, segnati dalla crisi industriale e dalla necessità di riconvertire spazi e prospettive. Il territorio lo saluta come una figura capace di lasciare un’impronta riconoscibile: nel bene e nel male, ma con un elemento che torna in quasi tutti i ricordi — l’idea della politica come servizio.



















