M5S a Rafah: la missione dal confine di Gaza per denunciare il dramma umanitario – IL VIDEO

Conte: “Il Governo si gira dall’altra parte, noi documentiamo lo sterminio”
Della Valle: “Testimonianze agghiaccianti, donne e bambini muoiono di fame e sete”

Una delegazione dal confine dell’orrore

Il Movimento 5 Stelle ha intrapreso una missione che lo porta al centro del conflitto più drammatico del nostro tempo: Gaza. In queste ore, una delegazione parlamentare composta da esponenti del M5S, del Partito Democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme a giornalisti, associazioni come ARCI e Assopace Palestina e rappresentanti della società civile, si trova a Rafah, al confine tra Egitto e Striscia di Gaza, per documentare e denunciare le condizioni disumane in cui versa la popolazione palestinese.

Giuseppe Conte: “Non possiamo girarci dall’altra parte”

A denunciare l’inerzia del Governo italiano è stato il leader del Movimento, Giuseppe Conte. In un post sui social, ha accusato l’esecutivo Meloni di restare in silenzio e di non alzarsi nemmeno in Aula per condannare “lo sterminio di palestinesi a Gaza”. Conte ha definito il governo israeliano “criminale”, riferendosi a un bilancio che ormai supera le 50mila vittime palestinesi, con oltre 45 bambini uccisi solo negli ultimi due giorni. “Oltre un milione di persone – ha scritto – è senza acqua, cibo, medicine, a causa di un blocco totale degli aiuti imposto da Israele da oltre due mesi”.

Della Valle: “Ospedali al collasso, fame e sete ovunque”

Dall’altra parte del Mediterraneo, arrivano intanto parole forti da Danilo Della Valle, europarlamentare del M5S, che partecipa alla missione. “Le testimonianze di cittadini palestinesi e ONG che abbiamo incontrato stamattina al Cairo sono agghiaccianti”, ha dichiarato. “A Gaza donne e bambini muoiono di fame e di sete, le strutture ospedaliere non riescono più a garantire le cure, il caos e la disperazione dominano ovunque e l’esercito israeliano continua la sua opera di annientamento”.

Obiettivo: aprire gli occhi all’Europa

Il viaggio della delegazione ha un obiettivo chiaro: portare testimonianza diretta alla comunità internazionale, rompere l’assordante silenzio delle istituzioni e sollecitare un intervento concreto. “Domani – annuncia Della Valle – ci recheremo al valico di Rafah per constatare di persona e denunciare il blocco dell’accesso degli aiuti praticato da Israele da settimane. L’aggressione verso i civili deve finire subito. La comunità internazionale smetta di stare a guardare”.

Una frattura politica sempre più profonda

Le dichiarazioni di Conte e dei parlamentari M5S rappresentano una netta spaccatura rispetto alla posizione del Governo italiano, che nelle scorse settimane ha mantenuto un atteggiamento prudente sul conflitto in corso. L’opposizione si fa portavoce di un’accusa durissima: il nostro Paese starebbe ignorando deliberatamente una catastrofe umanitaria.

Rafah: ultima frontiera della resistenza umanitaria

La scelta simbolica di recarsi a Rafah non è casuale. Il valico tra Egitto e Gaza rappresenta oggi l’unico possibile punto di accesso per gli aiuti internazionali, ma da mesi è chiuso o sottoposto a controlli rigidissimi. Proprio su questo varco si gioca una delle partite più delicate della diplomazia internazionale. E proprio lì si è voluta posizionare la delegazione italiana, per dare voce a chi da mesi sopravvive sotto le bombe, senza più nulla.

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Un appello che attraversa i confini

Il Movimento 5 Stelle, insieme alle altre forze dell’intergruppo per la pace, rilancia un messaggio che va oltre la contingenza politica: “Non possiamo voltare le spalle al grido di dolore che arriva da Gaza”, affermano. La speranza è che la testimonianza diretta riesca a scalfire l’indifferenza e a mobilitare un’azione diplomatica concreta per fermare una strage annunciata.

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