Maiorino (M5S) senza freni contro il giornalista Cerno: “Faccia il giornalista e parli del…” – EPICO

Nuovo scontro politico e mediatico sulla vicenda della Global Sumud Flotilla e sulla gestione dell’informazione attorno al conflitto in Medio Oriente. Alessandra Maiorino, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha rivolto un durissimo attacco a Tommaso Cerno, direttore de Il Tempo, accusandolo di essersi trasformato in un “megafono dell’ultradestra” e di alimentare polemiche strumentali.

Le dichiarazioni, arrivate attraverso una nota ufficiale, non lasciano spazio a interpretazioni: “Ormai Tommaso Cerno ha assunto tutte, ma proprio tutte le caratteristiche della destra, prima fra tutte il vittimismo. Grida all’esclusione della sua testata, Il Tempo, dalla conferenza stampa odierna sulla Global Sumud Flotilla, quando sa bene che non c’è stata alcuna esclusione e tanto meno limitazione della libertà di stampa”.

La polemica sulla conferenza stampa

Il caso è esploso dopo la conferenza stampa dedicata alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale che punta a portare aiuti umanitari a Gaza sfidando il blocco israeliano. Secondo Cerno, la sua testata sarebbe stata esclusa dall’evento, sollevando dubbi su possibili limitazioni della libertà di stampa.

Un’accusa respinta con fermezza dalla Maiorino: “Non c’è stata alcuna esclusione, e meno che mai un attacco alla libertà di informazione. Si tratta di una polemica inventata per spostare l’attenzione da ciò che sta davvero accadendo nella Striscia di Gaza”.

“Si occupi del genocidio a Gaza”

La senatrice pentastellata ha alzato ulteriormente i toni, invitando Cerno a rivolgere la sua attenzione a ciò che conta davvero: “Sarebbe auspicabile che questa libertà Cerno la esercitasse davvero, ricordandosi di essere un giornalista e non un megafono dell’ultradestra al governo. Si concentri su cose serie, tipo il genocidio in atto a Gaza, invece che su questioni da portineria”.

Un passaggio che segna l’ennesima presa di posizione del Movimento 5 Stelle, sempre più critico nei confronti della politica israeliana e dell’appoggio che, secondo il M5S, il governo Meloni continua a garantire a Tel Aviv senza alcuna riserva.

Il riferimento al passato politico di Cerno

Maiorino non ha mancato di lanciare anche una stoccata personale al giornalista, ricordando il suo percorso politico: “Noi preferiamo ricordarlo come senatore del Partito Democratico, era molto più simpatico e meno livoroso”. Una frase che sottolinea la delusione, secondo i 5 Stelle, per la parabola di Cerno, passato dall’esperienza progressista all’attuale ruolo di direttore di una testata collocata nel centrodestra.

Un dibattito acceso tra politica e informazione

Le parole della senatrice pentastellata alimentano un dibattito che va oltre la polemica personale. Da un lato, il tema della libertà di stampa e del pluralismo informativo; dall’altro, l’accusa di “vittimismo” e di utilizzo mediatico di vicende marginali per distogliere l’attenzione dalle tragedie internazionali.

Il tutto si inserisce in un contesto delicatissimo: la guerra a Gaza, con migliaia di civili uccisi e un’emergenza umanitaria che continua a scuotere l’opinione pubblica internazionale.

Il durissimo intervento di Alessandra Maiorino conferma la linea del Movimento 5 Stelle: riportare il dibattito politico sul terreno delle questioni globali, in particolare sulla guerra in Medio Oriente, e denunciare quello che viene definito senza mezzi termini “genocidio”.

Resta da capire se Tommaso Cerno replicherà a queste accuse e se la polemica si fermerà qui o continuerà a infiammare lo scontro tra giornalismo e politica.

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In definitiva, l’attacco della senatrice Maiorino non è soltanto un affondo personale contro Tommaso Cerno, ma un richiamo politico preciso: il Movimento 5 Stelle rivendica la necessità di spostare l’attenzione dai teatrini mediatici alle tragedie umanitarie. Gaza, con il suo carico di vittime civili e di ingiustizie, resta per i 5 Stelle la vera emergenza su cui il giornalismo e la politica dovrebbero concentrarsi. In un contesto dove la narrazione rischia di oscurare i fatti, la posizione del M5S si conferma netta: niente polemiche di retroguardia, ma un impegno costante a denunciare le responsabilità internazionali e le ambiguità del governo italiano.

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