Manifestazione M5S per Ranucci, tra Roma e Strasburgo, ecco cosa sta accadendo – VIDEO

Non è una piazza come le altre, né un giorno qualsiasi.
A Roma, in piazza Santi Apostoli, centinaia di persone si stanno radunando per sostenere Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, vittima dell’attentato esplosivo che ha colpito la sua auto pochi giorni fa.
L’appello, lanciato dal Movimento 5 Stelle, ha raccolto l’adesione di giornalisti, intellettuali e cittadini: “Viva la stampa libera. Difendiamo la verità, il coraggio di chi non si piega”.

Un messaggio chiaro, condiviso sui social dal M5S poco prima dell’inizio della manifestazione:

“Non è una data qualunque, non è una piazza come le altre. È il momento di difendere la libertà di stampa, la verità, il coraggio di chi non si piega. Sigfrido Ranucci ha subito un attentato vile che ha messo in pericolo lui e la sua famiglia. Quando un giornalista viene colpito per aver raccontato la verità, è la democrazia intera a essere sotto attacco.”

Alla manifestazione sono presenti Marco Travaglio, Rula Jebreal, Lirio Abbate, Francesco Cancellato e numerosi rappresentanti della società civile e del mondo dell’informazione.
Una piazza trasversale, che si unisce nel nome di un principio comune: la libertà di informare e di essere informati.

Sul palco arrivano le parole di Giuseppe Conte:

«Nessun logo, nessun colore: questa è la piazza della stampa libera»

«Grazie a tutti voi che siete presenti, grazie a Duilio Giammaria e a tutti i giornalisti testimoni che parleranno su questa piazza. Come ho scritto nell’invito, non ci sarebbe stato nessun logo politico, nessun colore politico: **questa è la piazza di “viva la stampa libera”».
Con queste parole Giuseppe Conte ha aperto il suo intervento in sostegno di Sigfrido Ranucci e del giornalismo d’inchiesta, ringraziando anche le delegazioni di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa che hanno aderito all’invito, oltre ai cittadini e alle associazioni presenti.

«Per una stampa libera serve una politica responsabile»

Il cuore del discorso è un binomio: libertà di stampa e responsabilità della politica. «Le due cose vanno insieme», ha scandito Conte, chiedendo che le istituzioni «mettano i giornalisti nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro». Da qui un elenco puntuale di impegni che, a suo avviso, devono riguardare tutte le forze politiche e tutte le istituzioni.

1) Ritiro delle querele contro Ranucci

Primo punto: un gesto immediato. «Il partito della Presidente del Consiglio dovrebbe ritirare la querela nei confronti di Sigfrido Ranucci — e così i singoli ministri», ha detto Conte. Poi la rivendicazione personale: «Sono stato Presidente del Consiglio: anche davanti agli articoli più pesanti non ho mai querelato nessuno».

2) Rispetto nelle sedi istituzionali

Secondo punto: misura e rispetto nel linguaggio politico, soprattutto nelle aule istituzionali, «dove c’è la massima attenzione dell’opinione pubblica». «Una politica responsabile non può sventolare carote né offrire cognac», ha ironizzato, per dire che la scena pubblica non può trasformarsi in un teatro di delegittimazione.

3) Una vera legge anti-SLAPP

Terzo punto: un intervento legislativo contro le azioni legali temerarie e pretestuose («le liti fatte per intimidire la stampa»). Conte propone di portare subito in Parlamento una vera legge anti-SLAPP che scoraggi l’uso delle cause come strumento di pressione economica e psicologica sui cronisti.

4) Allineamento al quadro europeo

Quarto punto: adeguare la disciplina italiana al quadro/regolamento europeo in materia di libertà e pluralismo dell’informazione. L’obiettivo è rafforzare le tutele oggi previste a livello UE e colmare i ritardi normativi del nostro ordinamento.

5) Riforma della Rai

Quinto punto: una riforma della Rai per sottrarla all’ingerenza politica. «La Rai non deve stare sotto il piede del governo», è il passaggio che riassume la richiesta di un servizio pubblico realmente autonomo e indipendente.

Tra prevenzione e dignità professionale

Conte ha insistito anche sulla prevenzione, ricordando che la tutela della stampa non si misura solo il giorno dopo un’intimidazione: occorre rafforzare ogni giorno le condizioni che permettono a chi indaga di farlo senza paura e senza ricatti. La parola d’ordine è dignità professionale: riconoscere il ruolo civico del giornalismo e non piegarlo a convenienze di parte.

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VIDEO CONTE E GABANELLI:
L’intervento di Giuseppe Conte non è stato solo un atto di solidarietà verso Sigfrido Ranucci: è stato la proposta di una agenda minima per la libertà di stampa. Gesti immediati (ritiro delle querele), regole chiare (legge anti-SLAPP e allineamento agli standard UE), istituzioni esemplari (rispetto nelle aule) e un servizio pubblico indipendente (riforma Rai).
Se questa road map troverà ascolto trasversale, la piazza «senza loghi» potrà diventare politica pubblica; altrimenti resterà l’ennesimo paradosso italiano: proclamare di difendere l’informazione e, al tempo stesso, tenere i giornalisti sotto pressione. La credibilità delle istituzioni, qui, si misura in atti concreti.


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