Manovra, disastro Governo ai danni dei cittadini. E scoppia la bufera politica – Ecco cosa accade e chi paga

La nuova Manovra economica del governo Meloni fa già discutere — e divide il Paese. Tra pensioni più lontane, agevolazioni ridotte e un impatto economico definito “risibile” dalle opposizioni, la Legge di bilancio 2026 è stata accolta da un’ondata di polemiche.

Il nodo principale, esploso in rete dopo le anticipazioni di Fanpage.it, riguarda l’aumento dell’età pensionabile. Secondo il nuovo impianto, l’accesso alla pensione sarà ulteriormente innalzato, con un’eccezione soltanto per chi ha già compiuto 64 anni nel 2025. Tutti gli altri dovranno aspettare di più per lasciare il lavoro.

Una misura che smentisce clamorosamente le promesse elettorali di Matteo Salvini, che nell’agosto 2022 aveva dichiarato:

“Se non cancelliamo subito la Fornero, spernacchiatemi.”

Il Movimento 5 Stelle, in un post virale sui social, ha bollato la riforma come “un’altra bufala elettorale smascherata dai fatti”, allegando proprio la citazione del leader leghista accanto all’annuncio dell’aumento dell’età pensionabile. Il post ha superato le mille reazioni in poche ore, con un solo commento in evidenza: “Imbarazzanti.”

 

M5S all’attacco: “Una manovra fantasma, nulla per ceto medio e imprese”

Ma il tema pensioni è solo la punta dell’iceberg.
Dalle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato arriva un durissimo comunicato dei parlamentari M5S, che smonta punto per punto la legge finanziaria:

“Non che ce ne fosse particolare bisogno dopo il Dpfp, ma anche lo stringato menù della manovra – scrivono – dimostra incredibilmente che per il ceto medio e per le imprese si prospetta un umiliante piattino di lenticchie.”

Secondo i pentastellati, la tanto sbandierata riduzione dell’aliquota intermedia “si ferma a 50mila euro di reddito lordo annuo, pesa per soli 3 miliardi nel 2026 e garantisce un beneficio massimo di 440 euro l’anno a una ristretta fascia di contribuenti: un caffè al giorno per pochi, mentre per gli altri neanche quello”.

Sul fronte imprese, la critica è ancora più dura:

“Siamo oltre la provocazione. Solo 7 miliardi nel triennio, tutto compreso: un ritorno al super e iperammortamento, il rifinanziamento della Zes unica e della legge Sabatini. Misure deboli, spalmate e prive di visione.”

Giorgetti nel mirino: “Un tetris contabile da emergenza”

Il comunicato M5S punta il dito anche contro il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accusato di “sostenere la manovra con artifici contabili e rimaneggiamenti del PNRR”.

“La principale fonte di copertura – spiegano i parlamentari grillini – è l’ennesima rimodulazione del Pnrr: si caricano interventi sui fondi europei, definanziando quelli nazionali, che vengono poi riutilizzati per puntellare la Manovra. È il solito tetris contabile di Giorgetti, per non dire un rammendo di emergenza.”

La Legge di bilancio 2026, da 18 miliardi complessivi, è la più piccola dal 2014.
“Un impatto nullo sulla crescita, esattamente come stimato dallo stesso Dpfp – prosegue il comunicato –. Ci chiediamo con quale coraggio questo governo si presenti al Paese mentre i salari reali segnano ancora un -9% rispetto al 2021, l’inflazione alimentare resta sopra il +5%, la povertà è in aumento e la produzione industriale cala da tre anni consecutivi.”

La chiosa è lapidaria:

“Questa manovra non esiste. È un foglio di calcoli senza una visione, senza un’anima e senza risposte per chi lavora.”

Il peso politico del nuovo caso pensioni

Il caso “Fornero 2.0” rischia di aprire una frattura anche dentro la maggioranza.
Fonti parlamentari riferiscono di malumori nella Lega, dove alcuni deputati considerano “inaccettabile” l’aumento dell’età pensionabile, in contrasto con le promesse storiche del partito.

Nel frattempo, le opposizioni rilanciano l’accusa di presa in giro elettorale.

“È l’ennesimo tradimento del governo Meloni – attaccano dal M5S –: prima le promesse di pensione a 62 anni, poi l’aumento a 64, ora un nuovo slittamento. Gli unici garantiti restano i parlamentari e i manager pubblici.”

Anche l’Unione Sindacale di Base ha annunciato di voler valutare iniziative di mobilitazione nazionale contro la misura, mentre i sindacati confederali parlano già di “una manovra che fa cassa sulle spalle dei lavoratori”.

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Conclusione: un governo in difficoltà tra promesse e realtà

Tra pensioni più lontane, incentivi ridotti e un bilancio “povero” come non si vedeva da oltre dieci anni, la Manovra 2026 si presenta come uno dei dossier più difficili per il governo Meloni.
Mentre il M5S parla di “manovra inesistente” e le opposizioni preparano la battaglia parlamentare, la Lega di Salvini è costretta a difendere un provvedimento che smentisce la sua stessa propaganda.

“Se non cancelliamo la Fornero, spernacchiatemi”, diceva Salvini.
Oggi, con l’età pensionabile che sale e le promesse svanite, l’eco di quella frase risuona come un boomerang politico.


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