Marco Travaglio torna a colpire con toni durissimi l’Unione Europea e i principali leader occidentali per la gestione della guerra in Ucraina. In un intervento pubblico, il direttore del Fatto Quotidiano ha ribadito le sue critiche verso i governi europei, accusandoli di non aver mai cercato seriamente una via diplomatica e di aver trasformato il conflitto in un fallimento politico, strategico e morale.
“Scemi di guerra”
Travaglio ha ricordato come già due anni fa definisse i leader occidentali “scemi di guerra”. Secondo il giornalista, la situazione odierna dimostra la fondatezza di quella previsione: “Il problema è che noi siamo governati da dei tali deficienti che sono in lutto perché potrebbe finire la guerra in Ucraina e si stanno industriando in tutti i modi per sabotare il negoziato che Trump tenta di avviare”.
Un’accusa diretta non soltanto all’establishment di Bruxelles, ma anche ai principali capi di governo europei e occidentali: da Ursula von der Leyen a Macron, da Scholz a Draghi, passando per Meloni, Johnson, Starmer e altri. Tutti colpevoli, secondo Travaglio, di aver fallito su ogni fronte.
Tre anni sprecati
Per il direttore del Fatto, l’Europa ha avuto tre anni di tempo per dimostrare la capacità di gestire il conflitto e aprire spiragli di pace, ma non ha ottenuto alcun risultato concreto:
Non è riuscita a far prevalere la linea militare, pur avendo promesso la vittoria di Kiev.
Non ha mai costruito un percorso diplomatico credibile.
Non ha nemmeno nominato un delegato europeo per i negoziati, a differenza di altri attori internazionali.
“Ce l’hanno tutti il delegato per il negoziato, tranne l’Unione Europea”, ha sottolineato Travaglio, parlando di una scelta che riflette la mancanza di volontà politica e la totale subalternità europea a Washington.
La linea dei governi occidentali
Secondo il giornalista, i leader europei vivono in uno stato di “lutto” di fronte alla possibilità che la guerra si possa chiudere. Un paradosso che denuncia il vero obiettivo delle classi dirigenti: non la pace, ma il prolungamento del conflitto per motivi geopolitici ed economici.
In questo quadro, Travaglio ha visto nell’iniziativa di Donald Trump — che punta a forzare un negoziato con Mosca — una possibilità concreta per l’Europa, ma allo stesso tempo una sconfitta morale per governi che si erano presentati come difensori dei valori democratici e della libertà ucraina.
Il giudizio di Marco Travaglio sull’Europa e sui governi occidentali è netto: “Hanno sbagliato tutto. Hanno fallito in tutto”. L’assenza di una strategia diplomatica, unita alla retorica bellicista degli ultimi tre anni, ha lasciato l’Unione Europea in una posizione di totale irrilevanza. Se davvero un negoziato di pace dovesse arrivare, conclude il direttore, non sarà merito dell’Europa, ma il segno definitivo del suo fallimento politico e strategico.
Leggi anche

Figuraccia OLIMPICA RAI – Ecco cosa è successo – Telemeloni colpisce ancora? L’accaduto shock
La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina doveva essere la vetrina perfetta: spettacolo, orgoglio nazionale, racconto all’altezza di un evento planetario. E
VIDEO:
Il nuovo affondo di Marco Travaglio non si limita a un’analisi critica, ma assume i contorni di una vera e propria sentenza politica. Tre anni di guerra, centinaia di migliaia di vittime, miliardi di euro spesi e un’Europa che, invece di farsi protagonista, si è relegata al ruolo di spettatrice e gregaria degli Stati Uniti. Nelle parole del direttore del Fatto Quotidiano emerge l’immagine di un continente incapace di decidere, prigioniero delle proprie contraddizioni e delle sue leadership deboli. Se la pace dovesse arrivare, sarà paradossalmente per iniziativa altrui, segno che l’Unione Europea non ha saputo difendere né i propri interessi né i propri principi. Un fallimento che pesa sul futuro del progetto europeo e che, secondo Travaglio, rischia di condannare l’Ue a un destino di irrilevanza geopolitica e morale.


















