Mario Giordano inaspettato senza freni, attacca duramente Meloni e il Governo – IL VIDEO SHOCK

La critica da destra che pesa sul governo

Non arrivano dall’opposizione, ma da uno dei volti più noti del giornalismo di area centrodestra le parole che oggi fanno discutere. Mario Giordano, conduttore e commentatore da sempre vicino al mondo sovranista, ha espresso apertamente la sua delusione verso il governo di Giorgia Meloni. Un giudizio severo, che smonta la narrazione del “tutto va bene” e che mette in luce il crescente malcontento anche tra chi aveva sostenuto con convinzione Fratelli d’Italia.

“Non c’è il disastro, ma mancano le risposte”

Giordano parte da una premessa netta: “Io penso che gli altri siano peggio sicuramente, la magistratura è cattiva, c’è il babau, l’uomo nero, l’uomo cattivo. Detto questo, io penso che gli italiani hanno votato questo governo, hanno dato una maggioranza politica dopo dieci anni che non c’era proprio perché volevano che cambiassero alcune di quelle cose che invece non stanno cambiando”.

Per il giornalista, quindi, non si tratta di gridare all’allarme democratico: “Non è arrivato il fascismo, non c’è il sabato fascista, non c’è lo sfascio dei conti pubblici, non c’è il disastro”. Ma subito aggiunge: “Però, però, gli italiani che hanno dato una maggioranza forte al centrodestra lo hanno fatto per avere risposte che non ci sono”.

Sicurezza, sanità, Europa: le promesse mancate

Il punto più critico del ragionamento di Giordano riguarda le politiche concrete: “Non ci sono risposte sul fronte della sicurezza, il decreto sicurezza è un decreto che fa acqua da tutte le parti. Sulla sanità, sulle liste d’attesa, il ministro Schillaci ha fatto una legge che da un anno sta lì, inapplicata”.

E ancora, l’accusa sul piano internazionale: “Siamo andati in Europa a rimorchio del peggior governo europeo che ci sia, della Ursula von der Truppen e della Ursula von der Leyen. Adesso mandiamo lei a trattare sui dati. A me questo fa paura”.

Il timore di un’occasione sprecata

Giordano riassume così la sua critica: “Il governo Meloni è come un governo Forlani: ci siamo barcamenati, non abbiamo fatto disastri, ma non abbiamo cambiato in più”. Il rischio, secondo il giornalista, è che la grande occasione di avere una maggioranza politica solida dopo dieci anni venga sprecata in un immobilismo che delude le attese di chi ha votato con la speranza di un vero cambiamento.

Una voce che rompe il coro

Le parole di Giordano fanno rumore perché arrivano da un osservatore considerato vicino alla stessa area di governo. Non è un attacco dall’opposizione, ma un segnale chiaro di malessere interno all’elettorato di centrodestra. Una spia che Giorgia Meloni non può ignorare: se anche chi l’ha sostenuta comincia a parlare di “occasione persa”, la fiducia politica rischia di sgretolarsi molto più rapidamente del previsto.

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Le critiche di Mario Giordano pesano più di molte opposizioni parlamentari perché nascono dentro lo stesso perimetro culturale e politico che ha sostenuto Giorgia Meloni. Non si tratta di un attacco ideologico, ma del riflesso di un malessere reale: la percezione che il governo stia amministrando senza imprimere quel cambio di passo promesso in campagna elettorale. Per la premier, l’allarme non arriva dai soliti avversari, ma da una voce amica che intercetta il sentimento di parte dell’elettorato di centrodestra. Ignorarlo significherebbe rischiare di trasformare la più solida maggioranza degli ultimi dieci anni in un’occasione mancata.

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