Mario Giordano shock sulla Premier Giorgia Meloni: “Una de…” – Le parole shock

L’attacco dal fronte Mediaset

Lo sfogo arriva da chi, negli anni, è stato spesso considerato vicino alla narrativa della destra. Mario Giordano, volto storico di Mediaset e conduttore di punta di Rete 4, rompe il silenzio e affonda il colpo contro la premier Giorgia Meloni. «È una delusione, una speranza tradita», ha dichiarato in un’intervista al Fatto Quotidiano, accusando la presidente del Consiglio di essersi ormai trasformata nell’establishment che per anni aveva promesso di combattere.

La politica estera: «Irriconoscibile»

Il primo terreno di critica riguarda la politica estera. Secondo Giordano, Meloni ha tradito le aspettative: «All’opposizione contestava le sanzioni alla Russia e accusava l’Europa di essere serva degli Stati Uniti. Ora è irriconoscibile: a braccetto con la stessa Europa che persino Draghi ha definito fallimentare». Per il giornalista, il risultato è chiaro: «Se governare significa non poter cambiare nulla, allora ditelo. Non stupitevi se cresce l’astensionismo».

«Brava, ma intrappolata»

Nonostante l’attacco frontale, Giordano non risparmia un riconoscimento alla premier: «Meloni è probabilmente la più brava che c’è sulla scena europea». Ma il giudizio resta severo: «Se voto la più brava e poi mi ritrovo con Ursula von der Leyen e questa Europa, alle urne ci andrà al massimo il 40%».

Israele e Gaza: «Serve coraggio»

Un passaggio significativo riguarda la guerra in Medio Oriente: «Meloni è timidissima su Israele e Gaza. Capisco le difficoltà di chi viene da una certa cultura, ma siamo davanti a un genocidio inaccettabile. Ci vorrebbe più coraggio: fanno i timidi sulle sanzioni a Israele e poi ne votano 19 alla Russia».

Immigrazione e sicurezza: «Decreti all’acqua di rose»

Giordano affonda anche sul fronte interno: «Gli sbarchi restano altalenanti e non c’è stato il blocco navale promesso. Ma la vera emergenza è la sicurezza nelle città: quartieri in mano agli spacciatori, stupri, polizia aggredita. Da un governo di centrodestra ci si aspetta altro».
Durissimo il giudizio sul decreto contro i ladri di case: «Norma inutile, riguarda solo la prima casa e non tocca il 95% del problema. Era meglio non intervenire che fare un provvedimento buono solo per i social».

«Meloni è establishment»

Il punto più radicale dello sfogo è la definizione della premier come parte integrante del potere: «Giorgia si è trasformata nel suo peggior nemico, l’establishment. Non si va a Palazzo Chigi per fare le barricate, ma bisogna decidere: vuoi cambiare il sistema o mantenerlo così com’è?».

L’avvertimento finale

Giordano conclude con un monito alla leader di Fratelli d’Italia: «So che i sondaggi oggi vanno bene, ma nei due anni che restano alle elezioni, la premier deve recuperare l’insoddisfazione del suo popolo, che cova sotto la cenere. Altrimenti il rischio è che quella speranza che ha acceso si spenga del tutto».

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In conclusione, lo sfogo di Mario Giordano incrina il fronte che finora aveva sorretto Giorgia Meloni: da voce amica a critica severa, accusa la premier di essersi adagiata nell’establishment, tra una politica estera “irriconoscibile”, timidezze su Gaza e provvedimenti interni giudicati annacquati. Il monito è chiaro: senza scelte nette e risultati tangibili, la speranza accesa nel 2022 può trasformarsi in disillusione e astensionismo. Per Meloni la sfida non è di immagine ma di sostanza: decidere se cambiare davvero il sistema o limitarsi ad amministrarlo.

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