Maurizio Crozza torna a scatenarsi contro il governo: da Salvini a Urso, – IL SUPER VIDEO

“Fratelli di Crozza” accende il venerdì sera sul Nove con imitazioni taglienti e battute sulla politica economica del governo Meloni

Maurizio Crozza è tornato a fare ciò che sa meglio: sferzare il potere con la satira. Nella quarta puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, andata in onda venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, il comico genovese ha messo nel mirino il governo Meloni, alternando ironia feroce e analisi pungente.

Tra le imitazioni più applaudite, quella del ministro delle Imprese Adolfo Urso e del vicepremier Matteo Salvini, due volti simbolo di un esecutivo che, secondo Crozza, “predica crescita ma taglia i servizi, promette meno tasse ma ne introduce sempre di nuove”.

Crozza-Urso: “La manovra italiana? Difficile come un sudoku in lira turca”

Nei panni di Adolfo Urso, Crozza ha giocato sul linguaggio solenne e sul lessico da conferenza economica che contraddistingue il ministro, portando il pubblico all’esplosione di risate:

“La nostra manovra economica è un successo. Siamo riusciti a fare di meno con meno. Non era facile, ma noi ci siamo riusciti. È un po’ come giocare a sudoku in lira turca, con i numeri che cambiano valore ogni tre minuti.”

 

Il finto Urso ha poi ironizzato sui dazi americani e sulle tensioni internazionali:

“Con Biden abbiamo un rapporto eccellente: lui non sa chi sono io, e io non ho capito cosa vuole. Ma ci rispettiamo moltissimo.”

La parodia ha strappato applausi anche per i riferimenti all’inflazione, ai tagli di bilancio e alla “magica crescita promessa da Meloni che però continua a farsi attendere come Godot”.

Crozza-Salvini: “Spernacchiatemi pure, ma la Fornero è ancora lì”

Il momento più travolgente è arrivato quando Crozza ha indossato la giacca del leader leghista Matteo Salvini, tra le caricature più amate dal pubblico.
Il comico ha riportato in scena un Salvini agitato e logorroico, che sogna ancora di essere “il Robin Hood dei lavoratori” ma che deve fare i conti con promesse elettorali rimaste sulla carta:

“Spernacchiatemi pure, ma la Fornero è ancora lì! L’avevo detto: aboliremo la legge Fornero. Era il 2018, e oggi siamo nel 2025… Ma le riforme, si sa, hanno bisogno di tempo. Nel mio caso, di ere geologiche.”

E poi, con un tono tra il comico e il tragico:

“Io volevo abbassare le tasse, alzare le pensioni, bloccare i mutui e far sorridere gli italiani. Invece oggi gli italiani pagano più tasse, hanno meno servizi e mi guardano come si guarda il Wi-Fi quando non prende.”

Una battuta che ha fatto il giro dei social nel giro di poche ore, con migliaia di condivisioni e commenti tra divertimento e amarezza.

“Trump è come Fabrizio Corona, non sa tenersi un segreto”

Crozza non ha risparmiato nemmeno il fronte internazionale. Nella sua apertura monologo ha accostato l’ex presidente americano Donald Trump a Fabrizio Corona, definendolo “un uomo incapace di tenersi un segreto, anche quando si tratta di quelli di Stato”.

“Trump è come Fabrizio Corona, solo con più lacca e meno autocontrollo. Entrambi amano parlare troppo, e tutti e due hanno problemi con la giustizia, ma almeno Corona non vuole tornare alla Casa Bianca.”

 

Una battuta accolta da risate scroscianti in studio, seguita dal commento di Crozza sulla politica globale:

“Il mondo è pieno di leader che fanno proclami e tweet, ma pochi che lavorano davvero. Ormai governare significa solo fare dirette social.”

 

Satira e realtà: il successo di Crozza nella stagione della crisi

La nuova stagione di Fratelli di Crozza continua a confermarsi uno degli appuntamenti più seguiti e commentati del venerdì sera.
Tra imitazioni, parodie e riflessioni, Crozza riesce a trasformare l’attualità politica in una lente ironica ma impietosa sulla situazione del Paese.

In un momento in cui la manovra economica del governo Meloni è al centro di critiche per tagli e tasse, e la fiducia dei cittadini cala, il comico genovese restituisce con la satira ciò che spesso manca nel dibattito politico: chiarezza e verità, anche se fanno ridere amaramente.

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I VIDEO:
Maurizio Crozza, ancora una volta, dimostra che la comicità può essere la forma più alta di critica politica.
Dietro ogni battuta, un messaggio preciso: il potere può cambiare volto, ma non cambia abitudini.
E così, tra un “Spernacchiatemi pure” e un “Sudoku in lira turca”, Fratelli di Crozza si conferma come lo specchio deformante — e più sincero — dell’Italia di oggi.

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