Michela Ponzani asfalta Salvini e Meloni sull’ipocrisia politica su Papa Francesco – VIDEO

Durante la puntata di Otto e Mezzo andata in onda il 23 aprile 2025 su La7, la storica e opinionista Michela Ponzani ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’uso politico della religione da parte della destra italiana, con particolare riferimento ai leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Un intervento vibrante, denso di riferimenti morali ed evangelici, che ha scosso il dibattito televisivo e acceso una riflessione sul rapporto tra fede, potere e propaganda.

Ponzani non ha usato giri di parole: “Quella messa in atto da Salvini e dalla destra è un’operazione di ipocrisia, un uso osceno della religione come strumento di propaganda politica”. Un’accusa netta, che affonda le radici non solo nell’attualità politica, ma anche nella storia recente della comunicazione sovranista.

Il rosario come simbolo di battaglia

Michela Ponzani ha ricordato uno degli episodi più simbolici e controversi del leader della Lega: “Salvini arrivò persino a farsi stampare una maglietta con scritto Il mio Papa è Benedetto, in aperta polemica con Papa Francesco”. Era il tempo in cui la destra populista cercava una legittimazione morale e religiosa contrapposta al pontificato di Francesco, percepito come troppo vicino ai migranti, troppo radicale nella sua critica al capitalismo globale, troppo scomodo per chi voleva usare la religione come collante identitario e arma politica.

L’immagine di Salvini che brandisce il rosario sul palco di un comizio elettorale, invocando la protezione del Sacro Cuore di Maria contro l’“invasione” dei migranti, è divenuta un simbolo potente, ma anche profondamente divisivo. “Non c’è niente di più lontano dal messaggio evangelico di Papa Francesco”, ha ribadito Ponzani.

Sepolcri imbiancati: la condanna evangelica

La storica ha evocato un’immagine netta, tratta direttamente dal Vangelo: “In Parlamento oggi sono andati in scena i sepolcri imbiancati”. Il riferimento è a quelle figure che, pur apparendo devote e religiose all’esterno, sono in realtà vuote, ipocrite, lontane dallo spirito autentico della fede. “Tutti improvvisamente cattolici, tutti cristiani di primavera – ha osservato con sarcasmo – ma in realtà sembravano tanti farisei, tanti sepolcri imbiancati”.

Per Ponzani, l’attuale appropriazione dei valori cristiani da parte della destra non è che una strategia comunicativa mirata, un tentativo di conquistare il consenso delle fasce più conservatrici della società, facendo leva su un’identità religiosa semplificata e funzionale alla propaganda. “Un uso dei simboli, dei miti, che nulla ha a che vedere con la sobrietà evangelica. Altro che Papa Francesco, questa è religione ridotta a folklore politico”.

Il Papa dei poveri Cristi

Nel suo intervento, Michela Ponzani ha voluto riaffermare la distanza siderale tra il messaggio di Papa Francesco e quello veicolato dalla retorica sovranista. “Francesco è stato davvero il Papa dei poveri Cristi, l’apostolo dei diseredati, dei reietti, dei dimenticati. È lui che ha interpretato fino in fondo le parole del Vangelo, se le parole del Vangelo hanno ancora un senso”.

Un senso che viene tradito ogni volta che la fede viene piegata agli interessi politici del momento. E così, mentre la destra cerca oggi di presentarsi come paladina della cristianità, si moltiplicano i segnali di una profonda contraddizione tra i proclami pubblici e le scelte concrete, soprattutto in tema di accoglienza, giustizia sociale e tutela dei più deboli.

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Una religione di comodo

Alla fine, il messaggio di Michela Ponzani è chiaro: quello messo in atto da Salvini e da parte della destra italiana è un uso opportunistico e strumentale della religione. Una fede di comodo, che serve a legittimare politiche escludenti, a costruire identità contrapposte, a raccogliere consensi su basi emotive e simboliche.

“Se si parla di sobrietà, allora cominciamo dai raduni sovranisti – ha concluso – cominciamo dai palchi elettorali dove si agita il rosario come una clava, dove si invoca il Sacro Cuore non per accogliere ma per respingere. Nulla di più lontano dal Vangelo”.
VIDEO:

 

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