La manovra economica del governo Meloni continua a suscitare discussioni, polemiche e un crescente malcontento nell’opinione pubblica. L’ultimo sondaggio SWG per il Tg La7 dipinge un quadro inequivocabile: la Legge di Bilancio 2026 non convince gli italiani e, anzi, la percezione generale è peggiorata rispetto agli anni precedenti.
Un voto insufficiente: cala ancora la fiducia nella manovra
Secondo i dati SWG, gli italiani assegnano alla manovra finanziaria un voto medio di 5,2, un livello che rimane inferiore agli anni precedenti e distante dal picco del governo Draghi (5,8 nel 2022). Il dato più rilevante è però il divario tra blocchi politici:
Elettori della maggioranza: voto medio 7,2
Elettori dell’opposizione: voto medio 3,7
Un Paese spaccato, che percepisce la manovra in modo diametralmente opposto a seconda della collocazione politica.
Chi favorisce la manovra? Per uno su tre vince il modello pro‐ricchi
Uno dei grafici più significativi misura la percezione della distribuzione dei benefici:
Categoria favorita Percentuale
Redditi bassi 15%
Ceto medio 51%
Ricchi 35%
Nessuno 15%
Il governo sostiene di aver realizzato una manovra “per famiglie e lavoratori”. Gli italiani però la vedono diversamente: solo il 15% crede che la manovra aiuti i meno abbienti, mentre il 35% pensa favorirà soprattutto i più ricchi.
Ancora più significativo: solo uno su due crede che il ceto medio ne trarrà beneficio, cuore dell’elettorato promesso dal governo.
Pressione fiscale: per la maggioranza aumenterà
Quando si entra nel merito delle tasse, il quadro è persino più netto:
26% pensa che pagherà più tasse
45% crede che resteranno uguali
solo 14% ritiene che pagherà meno
Il confronto storico peggiora ulteriormente il quadro: negli anni precedenti la quota di chi prevedeva “meno tasse” era significativamente più alta (dal 20% della manovra 2022 al 17% nel 2023, fino al 13% nel 2024). Oggi scende al 6% tra gli indecisi e solo 14% nel totale campione.
L’idea, dunque, è chiara: la promessa elettorale del “meno tasse per tutti” non si sta realizzando.
Una manovra senza entusiasmo: nemmeno la base meloniana esulta
Se è vero che gli elettori della maggioranza esprimono un voto più positivo, anche in quell’area emergono dubbi: molti ritengono la manovra timida, non strutturale, poco incisiva sul fronte crescita e salari.
Le stesse valutazioni sull’impatto economico mostrano un Paese che non vede nella manovra una svolta:
Non aumenta l’ottimismo economico
Non altera la percezione del potere d’acquisto
Non risponde al tema del costo della vita, segnalato come priorità da oltre il 60% del campione nei sondaggi recenti.
La narrativa politica non coincide con la percezione reale
Il governo presenta la manovra come:
“Responsabile, seria, dalla parte di famiglie, imprese e giovani.”
Ma dalle risposte emerge uno scollamento evidente tra la comunicazione di governo e la percezione reale dei cittadini:
- pochi vedono benefici concreti
molti temono aumenti fiscali
quasi nessuno la considera una manovra di svolta
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Conclusione: una manovra che non convince
Il sondaggio SWG fotografa con chiarezza un fatto politico: la manovra finanziaria 2026 non racconta una visione di futuro né restituisce fiducia al Paese.
È una legge percepita come gestionale, prudente, tiepida, più preoccupata di “tirare avanti” che di affrontare le vere emergenze: salari bassi, costo della vita, precarietà e stagnazione economica.
Se l’obiettivo era entusiasmare l’elettorato, il risultato è l’opposto: una bocciatura senza appello da parte della maggioranza degli italiani.



















