Nuovi sondaggi Ixè che lasciano di stucco il Governo e premiano C… – Ecco tutti i dati

I dati dell’Osservatorio Politico del 25 aprile mostrano un’importante crescita del Movimento 5 Stelle. Fratelli d’Italia perde terreno, mentre il Partito Democratico si conferma seconda forza. In calo Alleanza Verdi Sinistra, rimbalza Forza Italia. L’area centrista resta frammentata.

ROMA – Il nuovo sondaggio dell’Istituto Ixè, aggiornato al 25 aprile 2025, certifica un’importante inversione di tendenza nelle intenzioni di voto degli italiani. Il dato più rilevante riguarda il Movimento 5 Stelle, che con un balzo al 13,1% conferma una crescita costante da novembre 2024, guadagnando oltre 3 punti percentuali in meno di sei mesi. Un risultato che riaccende i riflettori sulla leadership di Giuseppe Conte, spesso data in crisi ma ora chiaramente in ripresa, e che alimenta il dibattito sul ruolo crescente del M5S in vista delle prossime scadenze politiche.

M5S: +3,1% in sei mesi, Conte raccoglie i frutti dell’opposizione
Il Movimento 5 Stelle era sceso al 10,0% alle elezioni europee del 2024, toccando l’11,7% a novembre. Da allora, il trend è stato nettamente positivo: 12,1% a dicembre, 12,3% a febbraio e infine il 13,1% attuale. Una progressione che conferma la capacità di Conte e del gruppo parlamentare di intercettare il malcontento crescente verso il governo Meloni, soprattutto su temi come il caro vita, l’ambiente e – come dimostra l’interrogazione sul piano ReArm EU – la difesa dei risparmiatori.

La crescita del M5S avviene in un contesto in cui le altre forze politiche arrancano o mantengono posizioni stabili. Questo rende il recupero grillino ancora più significativo.

Fratelli d’Italia in flessione, ma resta primo partito
Fratelli d’Italia conserva la leadership nel panorama politico italiano con il 28,6% dei consensi. Tuttavia, il calo è evidente: a febbraio 2025 era al 30,4%, a dicembre 2024 al 27,1%. Un andamento altalenante che conferma la difficoltà di Giorgia Meloni nel mantenere stabile l’ampio consenso conquistato alle politiche e alle europee (28,8%).

La frenata è legata probabilmente al logoramento del governo e a una serie di provvedimenti percepiti come poco incisivi su economia, lavoro e gestione delle emergenze sociali. Inoltre, l’appoggio all’ambizioso (e controverso) progetto europeo di riarmo potrebbe iniziare a erodere consensi anche tra l’elettorato più conservatore.

Il Partito Democratico si conferma stabile, bene Forza Italia
Il Partito Democratico di Elly Schlein resta la seconda forza del Paese con il 21,8%, pressoché invariato rispetto al mese precedente (21,9%) e in linea con il risultato delle europee (24,1%). La stabilità del PD riflette una leadership ancora in fase di consolidamento, che però mantiene salda la base elettorale progressista.

Forza Italia, invece, segna un lieve recupero, passando dall’8,6% di febbraio al 9,2% attuale. Un rimbalzo che può essere attribuito alla strategia di rilancio post-Berlusconi e al posizionamento più moderato rispetto agli alleati di destra.

Crolla la Lega, calano i Verdi. Centro ancora frammentato
Tra i dati negativi spicca il continuo declino della Lega, che con l’8,8% tocca uno dei punti più bassi degli ultimi anni. Il partito di Matteo Salvini, pur mantenendo una certa base nelle regioni del Nord, sembra ormai lontano dai fasti del 2019. Anche la sua ambiguità su temi europei e internazionali ha penalizzato la sua credibilità politica.

Male anche Alleanza Verdi e Sinistra, che scende dal 7,6% di febbraio al 6,7% di aprile. L’area ecologista paga probabilmente l’erosione da parte del M5S, che ha fatto suoi molti temi legati alla sostenibilità e alla giustizia ambientale.

Nel centro, la situazione resta estremamente fluida e frammentata:

Azione si attesta al 3,5%, in lieve crescita;

+Europa perde terreno, scendendo al 2,2%;

Italia Viva è al 1,8%, sotto la soglia di rilevanza.

Questi dati confermano che, al momento, nessuna forza centrista è in grado di proporsi come ago della bilancia.

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Il quadro politico: Meloni resiste, ma l’opposizione si riorganizza
Nel complesso, il centrodestra (FdI, FI, Lega, Noi Moderati) resta avanti, ma con segnali di affaticamento: insieme totalizzano circa il 47,6%, rispetto al 50% abbondante di pochi mesi fa.

Il centrosinistra (PD, Verdi-Sinistra, +Europa) è fermo attorno al 30,7%, mentre l’M5S si conferma l’elemento potenzialmente decisivo per qualsiasi coalizione futura.

Il messaggio che emerge dal sondaggio Ixè è chiaro: la partita è ancora aperta. Se il governo Meloni sembra ancora solido, le opposizioni – e in particolare il M5S di Conte – stanno riguadagnando terreno con posizioni nette e un’opposizione aggressiva, soprattutto su questioni sensibili come l’economia, la difesa e il ruolo dell’Europa.

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