Orsini shock: “L’UE non vuole la pace in Ucraina, preferisce la guerra per compiacere la…” – VIDEO

Ancora una volta, Alessandro Orsini scuote il dibattito pubblico con un’analisi radicale e destinata a far discutere. A margine della presentazione del suo nuovo libro, il professore di Sociologia del terrorismo internazionale ha rivolto durissime accuse all’Unione Europea e alla Nato per il ruolo giocato nel conflitto in Ucraina.

> “L’Unione Europea non vuole la pace in Ucraina. Sta facendo tutto il possibile per prolungare la guerra, non per fermarla. E lo fa per compiacere la Nato e gli Stati Uniti, che sono i veri registi di questa tragedia”.

 

Una dichiarazione netta, che mette in discussione la narrazione prevalente secondo cui Bruxelles stia sostenendo l’Ucraina per difenderne la libertà e l’integrità territoriale. Per Orsini, si tratta invece di una scelta strategica a favore della prosecuzione del conflitto, a danno del popolo ucraino.

“L’Europa ha rinunciato alla diplomazia per servire l’Alleanza”

Orsini ha accusato l’Unione Europea di aver abdicato a ogni funzione diplomatica autonoma, scegliendo di allinearsi completamente alla linea della Nato.
“L’Europa non è più un soggetto indipendente. È diventata il megafono di Washington. Ha scelto la via della guerra e ha messo da parte ogni possibilità negoziale”, ha affermato.

Secondo il professore, il continuo invio di armi, l’assenza di iniziative di pace credibili e l’indurimento delle posizioni ufficiali sono la dimostrazione di una volontà politica precisa: non risolvere il conflitto, ma prolungarlo fino allo sfinimento della Russia.

“L’Ucraina viene strumentalizzata. E a pagare è la popolazione”

Un altro punto centrale del ragionamento di Orsini riguarda il destino dell’Ucraina, che secondo lui non è più un attore sovrano, ma uno strumento geopolitico nelle mani dell’Occidente.

> “Non si sta difendendo l’Ucraina. La si sta usando come trincea avanzata di una strategia americana contro Mosca. I veri interessi in gioco non sono quelli del popolo ucraino, ma quelli delle élite militari e industriali occidentali”.

 

Il professore ha parlato apertamente di cinismo politico, sostenendo che il dolore dei civili viene sistematicamente ignorato in nome di obiettivi strategici che nulla hanno a che vedere con la pace o con la giustizia.

“L’opinione pubblica è stanca, ma i governi tirano dritto”

Orsini ha anche sottolineato come le società europee stiano mostrando crescenti segnali di stanchezza e rigetto nei confronti della guerra, ma senza trovare risposte da parte delle istituzioni.

“Le persone non vogliono questa guerra infinita. L’inflazione, i tagli, l’incertezza: sono tutti effetti collaterali diretti di un conflitto che viene alimentato ogni giorno da scelte politiche precise. Ma le élite fanno finta di niente”.

Secondo il professore, si tratta di una strategia “pericolosa e miope”, che finirà per allontanare i cittadini dalle istituzioni europee e accrescere le tensioni interne nel continente.

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Un’analisi divisiva, ma sempre ascoltata

Come spesso accade, le parole di Orsini dividono: per alcuni sono lucide e coraggiose, per altri eccessive, se non filorusse. Ma una cosa è certa: le sue analisi continuano a intercettare un sentimento crescente di disagio verso il ruolo dell’Europa nella guerra, e a dare voce a domande che molti si pongono, ma che in pochi hanno il coraggio di esprimere pubblicamente.

E anche questa volta, con un libro sotto il braccio e il tono fermo delle sue convinzioni, Alessandro Orsini ha fatto centro nel cuore di una delle questioni più spinose del nostro tempo.
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