Papa Francesco, la polemica shock di Di Battista che spiazza tutti: “Ora lo glorificano, ma prima lo…”

 – La morte di Papa Francesco, avvenuta questa mattina alle 7:35, ha scosso il mondo intero. Politici, capi di Stato, intellettuali e leader religiosi stanno esprimendo cordoglio per la scomparsa di un pontefice che ha segnato la storia della Chiesa con un’impronta di apertura, riforma e impegno sociale. Ma a poche ore dalla notizia, a rompere la narrazione unanime è stato Alessandro Di Battista. L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha pubblicato un post destinato a far discutere, in cui accusa apertamente l’establishment politico-mediatico di ipocrisia.

“Preparatevi alla glorificazione postuma”

Di Battista non usa mezzi termini. Nel suo intervento, denuncia quella che definisce la “consueta glorificazione postuma” destinata a sommersi di encomi e retorica, proprio da parte di coloro che – secondo lui – hanno ignorato o silenziato Papa Francesco nei momenti più scomodi del suo pontificato.

> “Nei prossimi giorni assisteremo all’ipocrita e consueta glorificazione postuma da parte di politici e giornalisti. Verranno fatte trasmissioni, maratone televisive, verranno scritti km di editoriali per ricordare ‘il Papa innovatore’, ‘il Papa riformista’, ‘il pontefice venuto dalla fine del mondo’. Verranno a Roma leader mondiali a rendergli omaggio ai funerali.”

Il messaggio è chiaro: secondo Di Battista, chi oggi si professa devoto al Papa, ieri ha preferito ignorarlo quando le sue parole disturbavano il potere.

Il silenzio sull’industria delle armi e sulla guerra

L’ex deputato affonda il colpo rievocando alcuni degli interventi più forti e controversi di Papa Francesco. In particolare, il suo attacco all’industria bellica, le sue dichiarazioni sulla responsabilità della NATO nell’escalation del conflitto in Ucraina e, più recentemente, la denuncia del massacro in corso a Gaza.

“Ricordatevi una cosa. Molti, tra coloro che lo aduleranno (politici e giornalisti), sono gli stessi che l’hanno del tutto ignorato, considerato pari a zero quando Francesco ha osato scagliarsi contro l’industria delle armi, quando ha rotto il velo dell’ipocrisia parlando della genesi della guerra in Ucraina e delle responsabilità della NATO e soprattutto quando ha urlato la sua assoluta indignazione per il genocidio in corso in Palestina.”

Di Battista cita apertamente le parole pronunciate da Francesco il 17 novembre 2024: “Occorre indagare se a Gaza è in corso un genocidio.” Un’affermazione forte, passata quasi sotto silenzio nei palazzi del potere, se si esclude la reazione indignata di Israele.

Un Papa ignorato dai potenti

Nel mirino dell’ex parlamentare finiscono direttamente anche i vertici del governo italiano, da Giorgia Meloni ad Antonio Tajani, accusati di aver voltato le spalle al Papa nel momento in cui ha denunciato le violenze e i crimini perpetrati nei confronti della popolazione palestinese.

> “Quelli che ora lo incensano, da Meloni a Tajani, l’hanno ignorato quando ha denunciato l’orrore (anche stanotte i terroristi israeliani hanno bombardato gli sfollati) in corso a poche centinaia di km di distanza da Roma. Ipocriti, mercanti del tempio!”

 

Una denuncia dura, che richiama l’immagine evangelica di Gesù che caccia i mercanti dal Tempio, per sottolineare la distanza tra i valori proclamati e le azioni reali di chi governa e commenta.

Francesco, “un uomo di Pace”

Di Battista chiude il suo intervento con parole di profonda ammirazione per la figura di Francesco, definendolo “un uomo di Pace”, capace di parlare controcorrente in un’epoca segnata dalla guerra, dalla propaganda e dalla paura.

> “Francesco è stato un uomo di Pace, e di questi tempi, così oscuri, mi pare un merito enorme.”

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Una polemica destinata a lasciare il segno

Il post di Di Battista ha già iniziato a circolare sui social, raccogliendo consensi, critiche, e rilanci da parte di attivisti e opinionisti. Non è escluso che nelle prossime ore la polemica possa assumere toni ancora più accesi, in un contesto mediatico in cui la scomparsa di Papa Francesco ha aperto una riflessione globale sul suo pontificato e sull’eredità spirituale, politica e culturale che lascia.

Mentre Roma si prepara a salutare il pontefice venuto dalla “fine del mondo”, la voce fuori dal coro di Alessandro Di Battista segna una crepa nel racconto ufficiale, riportando l’attenzione sulle battaglie più scomode e spesso dimenticate di un Papa che non ha mai smesso di sfidare il potere, in ogni sua forma.

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