Il video-denuncia
Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’INPS, oggi candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha pubblicato un video durissimo in cui pone una serie di domande al governatore uscente Roberto Occhiuto e, più in generale, alla destra di governo. Tono diretto, lessico semplice, messaggio netto: perché prendersela con chi è rimasto indietro, con chi non ha lavoro e spesso “non ha i soldi per la cena”?
Le accuse: “Ipocrisia sui sostegni”
Tridico parla di “evidente stato confusionale” del centrodestra e elenca ciò che considera contraddizioni clamorose:
gli esponenti che oggi si presentano con il simbolo “Berlusconi Presidente”, ricorda, applaudivano quando lo stesso Berlusconi proponeva di raddoppiare l’importo del Reddito di cittadinanza;
Occhiuto, sostiene Tridico, nel 2021 votò a favore del RdC e nel 2022 si oppose alla sua abolizione;
la destra che in Calabria boccia la proposta di un “reddito di dignità” regionale sarebbe la stessa che in Veneto, con il presidente Zaia, propone 700 euro al mese di sostegno per chi è senza lavoro.
“Davvero volete dire a noi calabresi che il ricco Veneto ne ha più bisogno di noi?”, provoca Tridico.
Che cos’è il “reddito di dignità” proposto da Tridico
Nel cuore del messaggio c’è la sua idea di reddito di dignità: un sostegno economico temporaneo per le persone senza reddito o in povertà, legato a percorsi di formazione, politiche attive e servizi sociali. Non un sussidio fine a se stesso, ma uno strumento per reggere l’urto di chi perde il lavoro o vive in condizioni di esclusione e per accompagnare al reinserimento.
Tridico lo presenta come una misura regionale, pensata per una terra che porta da anni il peso di alti tassi di disoccupazione e precarietà.
Il bersaglio politico: “Destra dei selfie, non delle soluzioni”
L’ex presidente dell’INPS affonda: il centrodestra preferirebbe i titoli facili contro il “parassitismo” piuttosto che affrontare la realtà di chi non ce la fa. “Tutta la destra continua a compiacersi”, dice, ma davanti alle famiglie che non arrivano a fine mese servono misure concrete, non slogan.
Welfare come investimento, non come elemosina
Il filo rosso del video è la sua impostazione culturale: sostegni e servizi sono un investimento che riduce povertà, marginalità e criminalità, e che genera mobilità sociale. Demonizzare il welfare – sostiene – significa colpire i più fragili e, alla lunga, indebolire l’economia.
La sfida elettorale
In vista del voto, il messaggio è limpido: la partita in Calabria non è solo sui nomi ma tra due modelli di società. Da un lato, quello che “alza i ponti levatoi” e taglia i sostegni; dall’altro, quello che progetta una rete di protezione con obblighi di formazione e attivazione per chi riceve aiuti.
“La Calabria non chiede privilegi, chiede giustizia”
Tridico chiude rivendicando dignità per la sua regione: non “regali”, ma diritti e pari opportunità. La scelta che affida agli elettori è tra punire la povertà o combatterla, con strumenti moderni e verificabili.
Il guanto di sfida è lanciato: adesso tocca agli avversari spiegare perché ciò che si può fare altrove non si dovrebbe fare proprio in Calabria.
Il video di Pasquale Tridico segna un punto di svolta nella campagna elettorale calabrese: non solo un attacco politico al centrodestra, ma un tentativo di cambiare la narrazione sulla povertà e sul welfare in Italia. Mentre gli avversari liquidano i sostegni come strumenti assistenzialistici o “premi al parassitismo”, Tridico rilancia l’idea di un welfare come investimento, capace di creare inclusione e sviluppo.
La sua proposta di reddito di dignità si pone così come banco di prova non soltanto per la Calabria, ma per l’intero Paese. La domanda che lascia sul tavolo è netta: se il Veneto può permettersi un sostegno ai disoccupati, perché la Calabria, con i suoi record negativi di povertà e disoccupazione, dovrebbe esserne privata?
L’altro attacco di Pasquale Tridico:
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VIDEO:
La campagna elettorale, dunque, non si gioca più solo sulle alleanze o sui sondaggi, ma sulla capacità di offrire un modello di società. Tridico propone giustizia sociale e pari opportunità, mentre accusa il centrodestra di fermarsi ai selfie e agli slogan. Alla fine, la vera sfida per i calabresi sarà decidere se accettare lo status quo o rivendicare il diritto a una rete di protezione che non punisca la fragilità, ma la trasformi in opportunità di riscatto.


















