Pedullà senza freni all’attacco dell’ex 5 stelle. Ecco cosa ha combinato ora – ASSURDO!

La decisione di Dalila Nesci, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle e già sottosegretaria per il Sud con il governo Draghi, di candidarsi alle prossime regionali calabresi nelle liste di Fratelli d’Italia, ha acceso un vero terremoto politico. Una scelta che la stessa Nesci ha definito “di maturità e responsabilità”, sostenendo di aver trovato nella comunità guidata da Giorgia Meloni un partito serio, capace di unire esperienza e rinnovamento.

Eppure, la mossa ha destato più di una polemica: da una parte il suo passato di fondatrice dei meetup grillini in Calabria, dall’altra il fatto che proprio nelle stesse elezioni il centrosinistra abbia scelto come candidato un altro esponente storico del M5S, Pasquale Tridico.

Il durissimo affondo di Pedullà

A intervenire senza mezzi termini è stato Gaetano Pedullà, ex direttore de La Notizia e oggi eurodeputato del Movimento 5 Stelle. Il suo commento non lascia spazio ad ambiguità:

“Lo schifo non è una miracolata dei 5 Stelle che passa con Meloni per un seggio in Regione, ma Fratelli d’Italia che chiama ‘scappati di casa’ i 5 Stelle e poi se li prende e li candida. Traditori due volte. Ma d’altra parte, chi si somiglia si piglia. Tridico, vinci anche per spazzare via questa politica!!!”

Un attacco diretto sia alla scelta personale della Nesci sia alla presunta incoerenza di Fratelli d’Italia, che fino a ieri bollava i pentastellati come inaffidabili e oggi li arruola nelle proprie fila.

Le accuse di incoerenza

Il nodo sollevato da Pedullà riguarda proprio la coerenza politica. Da mesi esponenti di FdI – da Donzelli a La Russa – hanno ironizzato o attaccato frontalmente i 5 Stelle definendoli “dilettanti allo sbaraglio” o “scappati di casa”. Oggi, però, il partito di Meloni non solo accoglie un’ex grillina di lungo corso, ma la candida in Calabria come volto spendibile per governare la Regione.

Per Pedullà, si tratta di un tradimento doppio: della storia politica personale di Nesci, che abbandona il Movimento per un seggio, e di Fratelli d’Italia, che piega i propri slogan pur di allargare il consenso.

Un segnale in vista delle regionali

La Calabria si conferma così un laboratorio politico incandescente. Da un lato Roberto Occhiuto (Forza Italia) punta al bis con il sostegno di tutto il centrodestra, incluso FdI e la new entry Nesci. Dall’altro lato il centrosinistra schiera Pasquale Tridico, ex presidente INPS e volto storico del M5S, con l’obiettivo di aggregare le opposizioni.

Le parole di Pedullà rivelano un auspicio: che la candidatura di Tridico non serva solo a contendere la guida della Regione, ma anche a lanciare un messaggio di discontinuità rispetto a una politica percepita come opportunista e incoerente.

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Conclusione

Il caso Nesci riaccende il dibattito sul trasformismo politico, tema che ciclicamente torna a scuotere la politica italiana. Nel mirino non c’è solo la scelta individuale, ma il sistema delle alleanze, dove linee invalicabili diventano improvvisamente trattabili e le parole dure di ieri si dissolvono di fronte alla convenienza elettorale di oggi.

Pedullà, ora eurodeputato 5 Stelle, affonda con un giudizio netto: “Traditori due volte”. Un marchio che, a poche settimane dal voto in Calabria, rischia di pesare non solo sulla candidata, ma sull’immagine di Fratelli d’Italia nel Sud.

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