Durante la puntata speciale di Accordi & Disaccordi su Nove, l’ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro la politica israeliana di Benjamin Netanyahu nella Striscia di Gaza e, più in generale, contro l’inerzia dell’Europa e dell’Italia. Le sue parole, secche, indignate e profondamente politiche, hanno fatto il giro del web e sono già diventate virali.
“Adesso ti fermi”: la denuncia sulla strage a Gaza
“La parola d’ordine oggi è una sola: adesso ti fermi”, ha dichiarato Bersani con forza, riferendosi direttamente al premier israeliano Netanyahu. L’ex ministro ha denunciato senza mezzi termini quella che ha definito “una strage”, criticando chi ancora si rifugia in equilibrismi diplomatici o in discussioni teoriche sul diritto alla sicurezza di Israele.
“È inutile pettinare le bamboline — ha detto — qui c’è una strage in corso. E se non ci mettiamo un argine, nei prossimi decenni non potremo più obiettare su nessuna aggressione nel mondo. Il silenzio di oggi sarà una condanna per domani”.
“Scene che nel terzo millennio non si possono vedere”
Nel corso dell’intervista, Bersani ha guardato in diretta le immagini dei convogli umanitari bombardati a Gaza, e ha scosso il capo: “Scene così, nel terzo millennio, non si possono nemmeno vedere. Mamma mia”.
La potenza delle immagini, unita alle sue parole, ha creato un momento televisivo di rara intensità. Non si è trattato di una semplice analisi geopolitica, ma di un grido civile e morale.
“Ci dobbiamo vergognare”: attacco al governo italiano
Bersani ha poi rivolto un attacco frontale al governo di Giorgia Meloni, reo, secondo lui, di votare contro la revisione degli accordi con Israele e contro il riconoscimento dello Stato di Palestina.
“Ma lo sa la Meloni che tre quarti dei Paesi dell’ONU hanno riconosciuto la Palestina? Noi da che parte vogliamo stare?”, ha chiesto polemicamente.
L’ex leader del centrosinistra ha definito “un insulto alla civiltà europea” il temporeggiare delle cancellerie occidentali. E pur riconoscendo che “meglio tardi che mai”, ha lamentato la totale mancanza di efficacia delle iniziative in corso.
L’Italia ha perso il suo profilo internazionale
“Una volta l’Italia parlava con tutti. Era credibile. Era l’unico Paese europeo che poteva davvero facilitare un dialogo di pace”, ha ricordato Bersani, citando come questo tratto unisse forze diverse come DC, PCI, PSI e Vaticano.
Secondo lui, oggi l’Italia ha perso la sua identità internazionale, ha smarrito la sua vocazione di mediazione, e naviga senza bussola in politica estera.
“Siamo diventati muti. Abbiamo buttato via tutto. E adesso ci raccontano che abbiamo una politica estera perché andiamo in Uzbekistan? Per favore, non scherziamo”.
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Conclusione: il grido di Bersani scuote il dibattito
L’intervento di Bersani non è stato solo politico, ma profondamente etico. Ha rifiutato qualsiasi ambiguità e ha chiesto, con parole semplici e dure, che l’Europa e l’Italia si assumano le proprie responsabilità. “Adesso ti fermi” non è solo un monito a Netanyahu: è un appello rivolto all’intera comunità internazionale.
In un clima in cui la diplomazia sembra spesso paralizzata, le parole dell’ex segretario dem ricordano che, almeno in certi momenti, servono la chiarezza e il coraggio. Anche a costo di risultare scomodi.
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