La manifestazione contro il riarmo organizzata ieri dal MoVimento 5 Stelle a Roma, con la partecipazione del leader Giuseppe Conte e di migliaia di cittadini, ha suscitato una serie di reazioni anche all’interno del Partito Democratico. Tra le voci più critiche, quella di Pina Picierno, europarlamentare dem e vicepresidente del Parlamento europeo, che è intervenuta durante la trasmissione Omnibus su La7.
Pur non avendo partecipato direttamente all’evento, il Partito Democratico era rappresentato da una delegazione composta da Francesco Boccia, Marco Furfaro, Susanna Camusso e Sandro Ruotolo, la cui presenza è stata apertamente contestata dalla stessa Picierno.
“La delegazione del Pd presente ieri alla manifestazione contro il riarmo, in qualche modo, si è mostrata favorevole alla impostazione di quella piazza. Io credo che avallare e legittimare quella piattaforma politica attraverso la presenza di una delegazione del Pd sia un errore, perché quella piattaforma politica si basa su una mistificazione dei fatti. Io in quella piazza non ci sarei andata, non ci sono andata e non avrei mai mandato una delegazione del Pd perché significa accettare il campo da gioco di Giuseppe Conte“.
Secondo l’europarlamentare, infatti, la manifestazione avrebbe veicolato un messaggio distorto e parziale sul contesto geopolitico attuale, in particolare sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
“Da quel palco – rincara Picierno – io non ho sentito una parola contro l’aggressione criminale di Putin. Ed è gravissimo. Tutti vogliamo la pace, gli ucraini per primi, ma pace non significa resa alle ragioni dell’aggressore perché se noi accettiamo questo principio, disordiniamo il mondo. Quindi, legittimare un racconto pubblico che ha il populismo come cifra e che è mistificatorio rispetto ai fatti, secondo me, non fa un buon servizio alla creazione di un’alternativa che ci deve essere“.
La vicepresidente del Parlamento europeo ha poi puntato il dito contro il tipo di narrazione che, secondo lei, ha caratterizzato l’iniziativa politica promossa dal M5S:
“Quando si racconta di un’Europa cattiva pronta ad affamare i cittadini, a riarmare 27 stati nazionali e addirittura a togliere i soldi a scuole a ospedali, ancora una volta si fa un torto alla verità, utilizzando il linguaggio della mistificazione e la cifra del populismo. E questo penso che sia un errore perché l’alternativa non può nascere da una radicalizzazione così estrema del linguaggio della politica – continua – perché quando si radicalizza così, si restringe il campo della responsabilità. Io credo che l’alternativa debba nascere da una postura credibile e la credibilità ci impone di dire le cose come stanno, non raccontare quelle sciocchezze sull’Europa“.
Un giudizio netto, che conferma le tensioni esistenti nel centrosinistra sul tema della pace e del riarmo, e che riaccende il dibattito interno al PD sulle alleanze e sulle scelte strategiche future.
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La posizione di Pina Picierno, netta e divisiva, evidenzia un nodo politico che il Partito Democratico non può più eludere: scegliere da che parte stare. Da un lato c’è il sostegno a una Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che spinge con forza per il riarmo dei 27 Stati membri, destinando 800 miliardi di euro alle spese militari. Dall’altro, ci sono migliaia di cittadini scesi in piazza, che chiedono a gran voce che le risorse pubbliche vengano investite nella sanità, nella scuola, nelle infrastrutture, nei servizi sociali.
Il tempo dell’ambiguità è finito. Il PD è chiamato a una scelta di campo chiara: continuare a sostenere politiche di militarizzazione, o ascoltare quella parte del Paese che chiede pace, giustizia sociale e una diversa idea di Europa.
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