Pirondini M5S risponde alla Meloniana in diretta TV: “Bocciati 6 milioni per i tumori al.. – VIDEO

Un affondo chirurgico. È quello che il senatore del Movimento 5 Stelle Andrea Pirondini ha sferrato in diretta su La7, ospite della trasmissione Coffee Break. Di fronte a una deputata di Fratelli d’Italia, Pirondini ha smontato con una semplice domanda tutta la retorica del governo sulla tutela delle donne e sulla gestione delle risorse pubbliche. Il tema: 6 milioni di euro chiesti per la prevenzione del tumore al seno, respinti dal Parlamento, contro 10 miliardi di euro approvati per la spesa militare.

> “Pochi giorni fa, in Senato, il MoVimento 5 Stelle ha presentato un emendamento che chiedeva di stanziare 6 milioni di euro per la prevenzione del tumore al seno. È stato bocciato quell’emendamento e contemporaneamente si chiede di spendere 10 miliardi di euro per le armi. Allora mi dica, tra queste due opzioni, quale è quella che protegge le donne? Ma perché non l’ha fatto la sua ministra? No, mi risponda, quale tra le due protegge le donne?”

Parole che hanno gelato lo studio. La deputata meloniana ha provato a spostare il discorso su un piano astratto di “difesa nazionale” e “impegni internazionali”, ma Pirondini ha tagliato corto, ponendo una questione semplice: le priorità del governo sono davvero dalla parte dei cittadini?

A rincarare la dose è arrivato l’intervento dell’ex premier Giuseppe Conte, che ha denunciato l’enorme squilibrio tra le risorse destinate agli armamenti e quelle per la sanità, la scuola e le fasce deboli della popolazione.

> “Un Governo che pochi giorni fa non ha trovato 6 milioni di euro per la prevenzione del tumore al seno, che è impantanato sul contrasto delle liste di attesa negli ospedali, che taglia il personale della scuola e le misure contro la povertà, oggi ci dice – per bocca del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che faremo volare le spese militari al 2% del Pil già da quest’anno. Il Ministro Crosetto incita a spendere ancora di più.”

Conte sottolinea anche le tempistiche sospette dell’annuncio:

> “Guarda caso, dagli Stati Uniti – a poche ore dall’incontro Meloni-Trump – un alto dirigente statunitense fa sapere che ‘è molto necessario’ ciò che Meloni può fare per raggiungere il 2% alla Nato.”

Una coincidenza che l’ex presidente del Consiglio interpreta come un segnale chiaro: l’Italia sta piegando le sue scelte interne a pressioni esterne, perdendo di vista le emergenze del Paese.

> “Ricordo che nel 2022 – dopo un duro scontro con l’allora premier Draghi – il M5S aveva ottenuto di spalmare almeno fino al 2028 l’aumento delle spese militari al 2% del Pil perché l’emergenza numero uno erano gli aiuti contro il carobollette collegato alla guerra in Ucraina.”

Ma oggi, secondo Conte, quelle cautele sono saltate. E l’aumento della spesa militare si impone in un contesto di crisi sociale crescente.

> “È totalmente irresponsabile concentrare subito le spese nel settore militare mentre ci sono persone che aspettano 8 mesi per un referto, 22 mesi per un’operazione chirurgica. Raddoppiano i lavoratori ai tavoli di crisi, aumenta la cassa integrazione, e l’industria crolla da 25 mesi sotto il peso di 10 miliardi di carobollette, burocrazia, nuovi obblighi e tasse.”

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La conclusione di Conte è durissima:

> “È irresponsabile farlo pensando a qualche nuovo ‘bacio’ oltreoceano anziché mettere prima di ogni cosa le sofferenze di famiglie e imprese.”

Il messaggio è chiaro: la credibilità di un governo si misura sulle scelte. E se le donne, i malati, i precari e i lavoratori vengono dopo gli interessi della NATO, allora non si può più parlare di “responsabilità”.
Si può parlare solo di priorità sbagliate.
VIDEO PIRONDINI:

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