Ponte sullo stretto? Ennesimo stop per Salvini, ma si o fa o non si fa? L’Europa boccia…

La Commissione Ue invia una lettera al Ministero dell’Ambiente: servono ulteriori garanzie sull’impatto ambientale e sulle procedure di appalto. Bonelli: “Il progetto si sta infrangendo contro le norme europee, non si farà”. Il governo insiste: “Opera strategica, avanti con il dialogo”.

La lettera da Bruxelles che gela Palazzo Chigi

Nuovo stop europeo sul Ponte sullo Stretto di Messina. A pochi giorni dall’approvazione del progetto da parte del Cipess e dalle dichiarazioni trionfali del ministro Matteo Salvini, l’Unione europea ha chiesto all’Italia ulteriori chiarimenti su una serie di aspetti cruciali, a partire dall’impatto ambientale.

Nella missiva, recapitata al Ministero dell’Ambiente e svelata da Bloomberg, Bruxelles segnala “aree su cui sono necessari approfondimenti e ulteriori misure” prima di concedere l’autorizzazione definitiva all’avvio dei cantieri. Una richiesta che, di fatto, rimette in discussione la tabella di marcia annunciata dal governo, che fissava l’apertura dei lavori già per ottobre 2025.

Le criticità ambientali: habitat, acqua, aria e rumore

Tra i nodi evidenziati dalla Commissione figurano l’impatto dell’opera sugli habitat naturali e sugli animali, la gestione delle acque, le emissioni inquinanti e il rumore prodotto dai cantieri e dalla futura infrastruttura.

Il Dipartimento Ambiente dell’Ue, rispondendo anche a numerose segnalazioni provenienti da associazioni ecologiste e comitati locali, ha chiesto che il governo italiano chiarisca perché abbia proseguito nell’iter del progetto nonostante la presenza di vincoli ambientali europei che potrebbero risultare incompatibili con l’opera.

Bonelli all’attacco: “Norme europee violate, il ponte non si farà”

Il leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Angelo Bonelli, ha confermato di aver ricevuto una comunicazione diretta da Bruxelles. Secondo l’esponente ambientalista, “il Ponte sullo Stretto si sta infrangendo contro le norme europee sugli appalti e sulla tutela ambientale. Meloni deve spiegare come sia stato possibile approvare la delibera Cipess quando il governo sapeva benissimo che c’erano vincoli ambientali da rispettare”.

Parole che ribadiscono la linea tenuta da Avs sin dall’inizio: il ponte non solo è insostenibile economicamente, ma rappresenta un disastro ambientale e legale che difficilmente potrà vedere la luce.

Ciucci (Stretto di Messina Spa) minimizza: “Normale dialettica con l’Ue”

L’amministratore delegato di Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, ha tentato di ridimensionare la portata della lettera europea, definendola un passaggio “fisiologico” nella dialettica tra Roma e Bruxelles. “La Commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente ha già espresso parere favorevole, con prescrizioni che saranno rispettate nella redazione del progetto esecutivo. Non vedo allarmi, ma un normale confronto istituzionale”, ha dichiarato.

La linea del Mit: “Opera strategica, avanti senza paura”

Il Ministero delle Infrastrutture guidato da Salvini ha ribadito che il Ponte resta “un’opera strategica di rilevanza europea” e che “Bruxelles riceverà tutte le risposte necessarie”. Fonti del Mit parlano di “ottime notizie”, sostenendo che la Commissione ha riconosciuto l’importanza strategica del progetto e la bontà del dialogo in corso con l’Italia.

Tuttavia, la lettera non nasconde i dubbi della stessa Commissione, che definisce “ambizioso” l’obiettivo del governo di completare l’opera entro il 2032.

Ombre sul calendario: rischio slittamenti

Il nuovo intervento europeo potrebbe tradursi in un rallentamento sostanziale della tabella di marcia. Salvini continua a ripetere che i lavori partiranno in ottobre, se arriverà il via libera della Corte dei conti. Ma tra vincoli ambientali, osservazioni europee e contestazioni sui bandi di gara, la prospettiva di rispettare i tempi appare sempre più lontana.

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Conclusione: la grande opera tra propaganda e realtà

Il Ponte sullo Stretto continua a essere il simbolo di una frattura politica e culturale. Da un lato, il governo Meloni lo presenta come il “fiore all’occhiello” della modernità italiana; dall’altro, l’Europa, le opposizioni e il fronte ambientalista ne mettono in luce contraddizioni, rischi e violazioni normative.

La nuova bocciatura europea è un duro colpo per Palazzo Chigi, che aveva già incassato critiche per i costi enormi dell’opera e per la mancanza di investimenti paralleli in infrastrutture realmente utili al Sud. Resta la propaganda, ma il futuro del ponte appare sempre più incerto.

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