Milano, 6 novembre 2025 —
Torna il “Celeste”. O almeno, qualcuno in Forza Italia vorrebbe che tornasse.
A far riesplodere il caso è stato Alessandro Sorte, segretario regionale del partito in Lombardia, che ha lanciato l’idea di una nuova candidatura di Roberto Formigoni alla presidenza della Regione.
Una proposta che ha immediatamente scatenato polemiche, reazioni indignate e un coro di proteste da parte dell’opposizione.
La proposta: “Formigoni sarebbe un ottimo candidato”
“C’è un braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e la Lega per la presidenza della Regione — ha dichiarato Sorte durante un convegno milanese di Forza Italia intitolato Milano trasparenza e visione urbanistica —. Tutti i nomi sono legittimi e tutti i partiti hanno le loro proposte.
Se non dovessero trovare una sintesi, possiamo sempre chiedere a Roberto Formigoni di scendere in campo tra due anni e mezzo. Sono convinto che sarebbe un ottimo candidato del centrodestra. Ha vinto quattro volte su quattro contro il centrosinistra, ci può essere anche una quinta.”
Parole che hanno colto di sorpresa anche molti esponenti del partito azzurro, riaccendendo i riflettori su uno dei protagonisti più controversi della storia politica lombarda.
Il passato giudiziario del “Celeste”
Roberto Formigoni, governatore della Lombardia dal 1995 al 2013, è stato condannato in via definitiva nel 2019 a cinque anni e dieci mesi di reclusione per corruzione nell’ambito del caso Maugeri-San Raffaele.
Secondo la sentenza, avrebbe ricevuto vacanze di lusso, viaggi e favori in cambio di appalti e convenzioni regionali.
L’ex presidente scontò parte della pena ai domiciliari e in seguito ottenne l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Oggi, a 78 anni, è tornato a intervenire saltuariamente nel dibattito politico, ma l’idea di una sua ricandidatura istituzionale era considerata da molti impensabile. Fino a ora.
L’indignazione del Movimento 5 Stelle: “Uno schiaffo ai cittadini onesti”
Durissima la reazione del Movimento 5 Stelle, che ha bollato la proposta come “un insulto a tutti i lombardi”.
“Solo in Italia — si legge in una nota dei pentastellati lombardi — si può pensare di proporre alla guida di una Regione un politico condannato in via definitiva per corruzione. È uno schiaffo ai cittadini onesti, ai magistrati che hanno fatto il loro dovere e a tutti coloro che ogni giorno combattono contro la corruzione.”
Anche Alleanza Verdi-Sinistra ha parlato di “ennesimo segnale del degrado morale del centrodestra”, mentre dal Partito Democratico è arrivata una nota più ironica ma altrettanto critica:
“Forza Italia ha finito i nomi? Formigoni come simbolo del rinnovamento è una barzelletta di pessimo gusto.”
Il centrodestra si spacca
La proposta di Sorte non sembra trovare consensi unanimi neanche all’interno della coalizione.
Fonti della Lega hanno fatto sapere che “una candidatura del genere non è nemmeno ipotizzabile”, mentre Fratelli d’Italia ha preferito non commentare ufficialmente.
Un parlamentare meloniano, però, a microfoni spenti, ha confidato:
“Capisco la nostalgia per un’epoca in cui il centrodestra dominava la Lombardia, ma evocare Formigoni nel 2025 è politicamente suicida.”
Tra nostalgia e scandali: il simbolo di un’era finita
La figura di Roberto Formigoni divide ancora profondamente.
Per i suoi sostenitori è il politico che “ha portato la Lombardia al modello di efficienza europea”, per i detrattori è “l’emblema di un sistema di potere fondato sul clientelismo e sui privilegi”.
Negli ultimi anni il “Celeste” aveva provato a riabilitare la propria immagine, pubblicando libri e partecipando a incontri pubblici. Ma il suo nome, inevitabilmente, continua a evocare la stagione più opaca della politica lombarda.
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Conclusione – Il paradosso del ritorno
A dieci anni dalle sue dimissioni e sei dalla condanna, la sola ipotesi di una nuova corsa di Formigoni riporta la politica lombarda indietro di decenni.
Il centrodestra si divide tra chi invoca il rinnovamento e chi rimpiange i “vecchi leader vincenti”.
Ma, come ha commentato un deputato d’opposizione, “se davvero Forza Italia pensa di riconquistare la Lombardia riesumando Formigoni, allora il problema non è solo politico: è morale.”


















