Quando Conte umiliò Calenda davanti a tutti: “Hai votato con la destra” Lui nega ma poi… – VIDEO che lo incastra

«Il MoVimento 5 Stelle va cancellato». Con queste parole, pronunciate sul palco dell’evento nazionale di Azione a Roma, Carlo Calenda ha rilanciato il suo attacco frontale al M5S e al suo leader Giuseppe Conte. Un’affermazione che ha fatto rumore, anche perché arriva all’indomani di una grande manifestazione promossa proprio dal M5S, che ha portato circa 100.000 persone in piazza a Roma per dire no al riarmo europeo e alle politiche del governo Meloni.

Una partecipazione imponente, capace di radunare cittadini, associazioni, sindacati e realtà sociali da tutta Italia. Un successo di popolo che stride con le parole liquidatorie di Calenda. Ma il confronto tra i due non è una novità.

Lo scontro al congresso della CGIL

Già nel marzo 2023, durante una tavola rotonda al congresso della CGIL a Rimini, i toni tra Conte e Calenda si erano accesi. L’ex presidente del Consiglio aveva detto senza mezzi termini:

«Solo per rispondere a Carlo, a me non preoccupa affatto quando Carlo prende qualche voto dalla destra, mi preoccupa di più quando è successo che tu con il tuo amico Matteo Renzi voti con la destra».

Una stoccata diretta, a cui Calenda aveva replicato con fastidio:

«Quando ho votato con la destra? Scusate, a me va bene di tutto, voi potete applaudire, ma qualcuno di voi che ha applaudito mi dica quando ho votato con la destra. Ah, sulla guerra? Allora ho votato anche con il Pd, è di destra il Pd? E allora invece di fare i pecoroni, ragionate. Noi con la destra non abbiamo mai votato!»

Ma a smentire Calenda è arrivata nei mesi successivi un’analisi puntuale realizzata da Pagella Politica, che ha ricostruito almeno cinque votazioni parlamentari in cui Azione e Italia Viva hanno votato insieme al centrodestra.

I voti con la destra secondo Pagella Politica
Ecco alcuni esempi concreti:

1. Voto sul decreto “Aiuti-ter” (novembre 2022): Il 10 novembre 2022, i deputati di Azione e Italia Viva hanno votato a favore della conversione in legge del decreto “Aiuti-ter” insieme a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Questo decreto, presentato dal governo Draghi, conteneva misure contro l’aumento dei prezzi dell’energia. In quell’occasione, PD e M5S si sono astenuti, mentre Alleanza Verdi-Sinistra ha votato contro.

2. Emendamento sul “merito” nel Ministero dell’Istruzione (dicembre 2022): Il 5 dicembre 2022, durante la discussione sulla riorganizzazione dei ministeri, Azione e Italia Viva hanno votato con la maggioranza contro emendamenti che proponevano di eliminare la parola “merito” dalla nuova denominazione del Ministero dell’Istruzione. Luigi Marattin di Azione-Italia Viva ha dichiarato: “Il concetto di merito è intrinsecamente e ontologicamente inscindibile dal concetto di pari opportunità.”

3. Relazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio (gennaio 2023): A gennaio 2023, sia alla Camera che al Senato, Azione e Italia Viva hanno votato a favore delle risoluzioni della maggioranza sulla relazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Enrico Costa di Azione-Italia Viva ha affermato: “Signor ministro, voteremo ‘sì’ alla sua relazione.”

4. Voto sul decreto “Rave” (dicembre 2022): Il 30 dicembre 2022, Azione e Italia Viva si sono astenuti sulla conversione in legge del decreto “Rave”, mentre PD, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro.

5. Voto sul decreto “Milleproroghe” (febbraio 2023): Il 23 febbraio 2023, Azione e Italia Viva hanno votato a favore della conversione in legge del decreto “Milleproroghe” insieme alla maggioranza, mentre PD, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro.

Questi episodi mostrano che, contrariamente alle affermazioni di Calenda, Azione e Italia Viva hanno votato in diverse occasioni in linea con la maggioranza di centrodestra.

 

Una piazza contro il riarmo, mentre Calenda attacca

Nel frattempo, mentre Calenda invocava la “sparizione” del M5S, Giuseppe Conte parlava da un palco circondato da decine di migliaia di persone, nel cuore di Roma. Una manifestazione partecipata, pacifica, chiara nei messaggi: no al riarmo europeo, sì alla pace, e sì a un uso diverso delle risorse pubbliche — per scuola, sanità, trasporti, salari e giustizia sociale.

Una mobilitazione che, al di là delle appartenenze partitiche, ha messo in luce un bisogno reale di rappresentanza, un’alternativa a chi considera la guerra e le spese militari come “inevitabili”.

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La conclusione: i numeri parlano più delle polemiche

Le parole aggressive di Carlo Calenda si scontrano oggi con una piazza piena, con una comunità politica viva e con un passato parlamentare difficile da negare. Al contrario, Giuseppe Conte — spesso criticato come populista — ha dimostrato con i fatti di rappresentare una parte del Paese che chiede pace, giustizia sociale e alternative credibili alla guerra.

In fin dei conti, aveva ragione lui:
“Mi preoccupa quando voti con la destra.”

E ora i voti lo dimostrano.
VIDEO:

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