Rai condannata a risarcire il famoso conduttore cacciato – Carriera trentennale – Ecco cosa è successo

Dopo 35 anni trascorsi a raccontare lo sport per il servizio pubblico, il tormentato addio di Franco Bragagna alla Rai finisce davanti alla giustizia del lavoro e si conclude, almeno in questa fase, con una decisione favorevole al giornalista. Il giudice del lavoro di Bolzano Werner Mussner ha infatti condannato la Rai a versare all’ex telecronista 40mila euro di risarcimento, oltre a circa 9mila euro di spese legali.

La sentenza riporta al centro dell’attenzione una vicenda che aveva provocato polemiche già nei mesi precedenti all’uscita di Bragagna da Viale Mazzini. Il giornalista, una delle voci più riconoscibili dell’atletica italiana e delle grandi manifestazioni olimpiche, avrebbe voluto concludere la propria lunghissima esperienza in Rai raccontando prima i Mondiali di atletica di Tokyo 2025 e soprattutto le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Non gli è stato possibile: la questione delle oltre 500 giornate di ferie accumulate ha portato l’azienda a collocarlo in ferie prima della conclusione del rapporto.

Bragagna ha quindi scelto di rivolgersi alla giustizia. E ora è arrivata la decisione del Tribunale del lavoro.

La decisione del giudice di Bolzano: 40mila euro più le spese legali

Il nuovo capitolo della vicenda arriva con la pronuncia del giudice del lavoro di Bolzano Werner Mussner, che ha riconosciuto a Bragagna un risarcimento di 40mila euro. A questa cifra si aggiungono altri 9mila euro circa per le spese legali.

Una decisione significativa soprattutto considerando la storia professionale del giornalista all’interno del servizio pubblico.

Bragagna ha lavorato per la Rai per circa 35 anni, diventando una presenza familiare per generazioni di appassionati. Atletica leggera in primo luogo, ma non soltanto: la sua carriera è stata strettamente legata alle grandi competizioni internazionali e soprattutto alle Olimpiadi.

Proprio i Giochi di Milano-Cortina avrebbero dovuto rappresentare, nelle intenzioni del telecronista, il grande appuntamento con cui chiudere la sua esperienza a Viale Mazzini.

Oltre 500 giorni di ferie arretrate dietro allo scontro

Al centro del contenzioso c’è la particolare situazione delle ferie maturate dal giornalista durante la sua lunga carriera.

Bragagna aveva accumulato oltre 500 giornate di ferie arretrate. Prima del pensionamento la Rai aveva deciso di fargliele smaltire, collocandolo di fatto in ferie per un periodo molto lungo.

La conseguenza sul piano professionale era stata pesantissima: il telecronista non aveva potuto seguire alcuni degli appuntamenti che considerava fondamentali per concludere la propria carriera.

Prima erano saltati i Mondiali di atletica di Tokyo del 2025. Successivamente era diventato evidente che non sarebbe stato lui a raccontare per la Rai neppure Milano-Cortina 2026.

Una situazione che Bragagna aveva vissuto con profonda amarezza.

«Avevo chiesto di poter rimanere fino alle Olimpiadi»

Il giornalista aveva cercato di raggiungere un accordo con l’azienda. La sua richiesta era quella di poter continuare a lavorare almeno fino alle Olimpiadi invernali organizzate in Italia.

«Io avevo chiesto alla Rai di poter rimanere fino ai Giochi olimpici di Milano-Cortina, a fronte comunque di tante ferie che avevo sostanzialmente deciso di regalare all’azienda», ha raccontato Bragagna al Corriere dell’Alto Adige.

Il telecronista sostiene che una soluzione di questo tipo non sarebbe stata neppure un’eccezione assoluta rispetto a quanto avvenuto precedentemente nell’azienda.

«Si tratta di una prassi che in passato è stata utilizzata più volte», ha spiegato. Ma la risposta ricevuta dalla Rai sarebbe stata negativa: «Mi è stato detto di no».

È proprio da quella chiusura che la vicenda professionale ha iniziato a trasformarsi progressivamente in una battaglia giudiziaria.

L’amarezza per Milano-Cortina: sarebbero stati i suoi diciottesimi Giochi

Per Bragagna il mancato appuntamento con Milano-Cortina aveva anche un fortissimo valore simbolico.

Se fosse riuscito a commentare quelle Olimpiadi, sarebbero stati infatti i diciottesimi Giochi della sua carriera. Un traguardo straordinario per un giornalista che ha costruito una parte fondamentale della propria notorietà proprio raccontando le imprese degli atleti italiani e internazionali.

C’era inoltre un elemento personale: quelle Olimpiadi si sarebbero disputate in Italia e, per Bragagna, anche geograficamente molto vicino alla propria realtà.

«I Giochi sono dietro casa mia», aveva ricordato in un’intervista rilasciata a gennaio al FattoQuotidiano.it.

Da qui la «malinconia» confessata dal giornalista e il rimpianto per un finale di carriera profondamente diverso da quello immaginato.

«Finire con i Mondiali o le Olimpiadi sarebbe stata la ciliegina sulla torta»

Bragagna non aveva nascosto quanto fosse importante per lui poter chiudere il percorso professionale con uno dei grandi appuntamenti internazionali.

«Finire con i Mondiali di atletica o le Olimpiadi invernali sarebbe stata per me la ciliegina sulla torta. Non l’hanno consentito», aveva raccontato.

Parole che restituiscono la dimensione umana di una controversia che non può essere ridotta esclusivamente alla gestione amministrativa delle ferie.

Dopo più di tre decenni di lavoro, il giornalista immaginava infatti un’uscita di scena costruita attorno all’evento che più di ogni altro aveva accompagnato la sua carriera: i Giochi olimpici.

La realtà è stata completamente diversa e Bragagna era arrivato a parlare pubblicamente anche di una «presa in giro».

Le dimissioni e l’uscita definitiva dalla Rai il 31 dicembre 2025

Quando è diventato evidente che non avrebbe commentato Milano-Cortina, Bragagna ha deciso di interrompere definitivamente il rapporto con Viale Mazzini.

«Una volta capito che non avrei fatto i Giochi ho deciso di dimettermi, visto che avevo già i requisiti di età e contributi», ha spiegato.

La fuoriuscita effettiva dalla Rai è avvenuta il 31 dicembre 2025.

Si è chiusa così una collaborazione durata 35 anni. Non con una grande telecronaca olimpica, ma con una controversia sulle ferie e con la successiva decisione del giornalista di portare la questione davanti al giudice del lavoro.

Ora la sentenza di Bolzano segna un nuovo passaggio della vicenda.

L’addio alla Rai non ha fermato Bragagna

La conclusione del rapporto con il servizio pubblico non ha però significato l’abbandono delle telecronache.

A 67 anni Bragagna ha trovato una nuova collocazione professionale grazie a una collaborazione con Sky. Durante le Olimpiadi di Milano-Cortina ha seguito l’evento dagli studi dell’emittente, mentre nell’estate del 2026 è tornato direttamente in cabina di commento in occasione degli Europei di Birmingham.

Una seconda vita professionale che dimostra come il giornalista non considerasse affatto conclusa la propria attività.

Il paradosso è evidente: Bragagna non ha potuto raccontare Milano-Cortina dalla postazione Rai, come avrebbe desiderato dopo 35 anni di servizio, ma ha continuato comunque a occuparsi di sport e grandi competizioni per un’altra emittente.

Ora nel mirino ci sono persino le Olimpiadi di Los Angeles 2028

E il futuro potrebbe riservare un’ultima grande sfida.

Bragagna non esclude infatti di arrivare alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Avrà allora 69 anni, ma non considera l’età un ostacolo insuperabile.

«Certo, avrò 69 anni e molte cose possono cambiare anche repentinamente. Ma se dovessi essere come oggi, direi di sì», ha spiegato.

Los Angeles potrebbe così diventare l’appuntamento della rivincita professionale: un nuovo ritorno alle Olimpiadi dopo il mancato finale con la Rai.

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Una conclusione amara dopo 35 anni e una sentenza che riapre il caso

La vicenda di Franco Bragagna racconta quindi molto più di una controversia economica.

C’è una carriera durata oltre tre decenni, ci sono centinaia di giornate di ferie accumulate, c’è la volontà di un giornalista di chiudere il proprio percorso raccontando ancora una volta i Giochi e c’è la decisione dell’azienda di procedere diversamente.

Poi sono arrivate le dimissioni e il tribunale.

Ora il giudice del lavoro di Bolzano ha condannato la Rai a 40mila euro di risarcimento più circa 9mila euro di spese legali, aprendo un nuovo capitolo di una storia che sembrava essersi conclusa con l’uscita di Bragagna da Viale Mazzini.

E mentre la battaglia giudiziaria lascia il segno sul tormentato finale di quella esperienza, la voce che per 35 anni ha raccontato lo sport in Rai non sembra affatto pronta a spegnersi. Dopo Milano-Cortina e Birmingham, Bragagna guarda già a Los Angeles 2028: il possibile diciottesimo appuntamento olimpico è sfumato, ma l’ultima telecronaca della sua carriera potrebbe essere ancora tutta da scrivere.

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