Ranucci annuncia il servizio shock sulle email che… Assurdo quello che dice ai telespettatori – Video

Una puntata annunciata come ad alto impatto: dalle stragi del 1992 e la cosiddetta “pista nera” rimasta ai margini, fino a Casale Monferrato dove “l’amianto uccide ancora”, passando per un filone che Report presenta come “l’ombra di Epstein in Italia” e un’ulteriore inchiesta sul caso Eternit con documenti e mail che la trasmissione definisce “esclusive”.

Dalle anticipazioni social della redazione, la scaletta promette un racconto che prova a mettere insieme fascicoli spariti, testimonianze mai valorizzate e atti che – secondo Report – non sarebbero stati acquisiti in passaggi chiave. E, sullo sfondo, una domanda che la trasmissione rilancia con forza: chi sono stati i “veri mandanti” delle stragi del ’92?

La “pista ignorata” sulle stragi del 1992: verbali, informative e un nome che ritorna

Il primo blocco, per come viene presentato, entra nel cuore delle stragi del 1992 e di una linea investigativa che chiamerebbe in causa ambienti eversivi neofascisti.

Report ricostruisce che, subito dopo la strage di via D’Amelio, emergono verbali e informative che tirano in ballo quell’area. Al centro del racconto ci sono le dichiarazioni di Maria Romeo, indicata come:

compagna di Alberto Lo Cicero (oggi deceduto),

sorella di Domenico Romeo, definito “autista di Stefano Delle Chiaie”.


Secondo le anticipazioni, le dichiarazioni confluiscono in una nota del 5 ottobre 1992, redatta dal Capitano Cavallo. Ma qui sta il punto “shock” che la trasmissione evidenzia: di quella informativa “non c’è più traccia per decenni”. Report la racconta come una pista che “finisce nel nulla”, mentre il nome di Stefano Delle Chiaie (indicato come estremista di destra) resta sullo sfondo, senza diventare un filone centrale.

Capaci e la segnalazione “prima della strage”: cosa raccontano Lo Cicero e Maria Romeo

Nelle card social, Report sostiene che Alberto Lo Cicero (autista e guardaspalle del boss Mariano Tullio Troia) e la stessa Maria Romeo, poco prima della strage di Capaci, avrebbero indicato a un brigadiere dei carabinieri la presenza di Stefano Delle Chiaie a Capaci.

L’elemento che la trasmissione vuole evidenziare è doppio:

1. l’esistenza di un’allerta/indicazione precedente,


2. l’idea che quella traccia non sia stata sviluppata con continuità o che si sia “spenta” nei passaggi successivi.

L’audio “mai acquisito”: l’interrogatorio del 2007 e il magistrato Donadio

Un altro segmento che Report presenta come esclusivo riguarda un interrogatorio del 2007: il magistrato Gianfranco Donadio (Direzione Nazionale Antimafia) interroga Maria Romeo. Da quella testimonianza – secondo quanto anticipato – emergerebbero due aspetti destinati a far discutere:

nel 1992 Delle Chiaie si sarebbe recato a Palermo e avrebbe preso contatti con il boss Troia;

Lo Cicero avrebbe avuto più incontri con Paolo Borsellino.


Report afferma di essere in possesso dell’audio di quell’incontro, datato 10 maggio 2007, e sottolinea un dettaglio cruciale: l’audio non sarebbe mai stato acquisito dalla Procura di Caltanissetta (che indaga sui mandanti esterni delle stragi). È uno dei passaggi su cui la puntata sembra voler battere di più: materiale esistente, ma rimasto fuori dai binari ufficiali.

“Informazioni sparite dai fascicoli” e il ruolo di Arnaldo La Barbera

Le anticipazioni insistono anche su un punto che, in termini narrativi, è una miccia: “queste informazioni sono sparite dai fascicoli”.

E viene citato l’allora capo della Mobile di Palermo, Arnaldo La Barbera (dicembre 1992), che – secondo quanto riportato nelle card – avrebbe sempre negato la presenza di Delle Chiaie in Sicilia.

Qui il tema diventa inevitabilmente quello dei “buchi” investigativi: Report sembra voler chiedere, in modo diretto, che cosa è accaduto a quella nota, a quelle dichiarazioni, a quel materiale e alle tracce che avrebbero dovuto generare.

“Chi furono i veri mandanti?”: la domanda che accompagna la puntata

La trasmissione lega questa ricostruzione a una tesi più ampia: le celebrazioni ufficiali ricordano gli eroi, ma spesso evitano le domande scomode. Il messaggio delle anticipazioni è chiaro: non solo mafia, ma anche una strategia politica più ampia dietro l’uccisione di Borsellino, con l’idea che il magistrato stesse guardando a una “pista” non convenzionale.

È una formulazione forte: Report la propone come terreno di verifica giornalistica, puntando su atti, testimonianze e “zone grigie” che, se confermate, riscriverebbero la percezione di quei mesi.

RANUCCI HA SCRITTO POCO FA:

“Il senatore Gasparri con le sue agenzie sta cercando di fermare l’inchiesta di questa sera sulle stragi di mafia. Ma Report andrà in onda regolarmente e manderà in onda gli audio rimasti per circa 20 segreti dove Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia, parla della presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale, a Capaci, e di sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l’esplosivo. Un’inchiesta a firma di Paolo Mondani. A partire dalle ore 20.30 su Rai3 e su RaiPlay”



Casale Monferrato: “l’amianto uccide ancora” e la Costituzione chiamata in causa

Altro capitolo: Casale Monferrato e il tema dell’amianto, con un taglio che Report presenta anche come civile e costituzionale.

Nelle anticipazioni si ricorda che Casale è diventata simbolo mondiale per la tenacia della comunità, ma la domanda resta attuale: le bonifiche vanno avanti, ma a che velocità?
Il dato che viene riportato è drammatico: in media, un caso di mesotelioma a settimana.

Qui Report lega il racconto all’articolo 32 della Costituzione (“la Repubblica tutela la salute…”), mettendo il tema in una cornice più ampia: non è solo cronaca giudiziaria o sanitaria, ma diritto collettivo e responsabilità pubblica.

Caso Eternit: “mail esclusive” e un contatto con un ex alto agente del Mossad

Sempre sul fronte Eternit, la trasmissione annuncia un contenuto definito “esclusivo”: dopo la condanna in secondo grado a 18 anni, il finanziere svizzero Heinz Pauli, indicato come “braccio destro” di Schmidheiny, avrebbe contattato Avner Azulay, presentato come ex alto agente del Mossad.

Report sostiene di avere mail in cui i due discuterebbero del caso Eternit prima che gli avvocati del miliardario svizzero presentino ricorso in Cassazione. L’angolo, qui, è delicatissimo: pressioni, strategie, canali informali e tentativi di influenza, secondo la prospettiva che la puntata promette di sviluppare.

“L’ombra di Epstein in Italia”: la nuova pista internazionale

Altro tema che Report annuncia come esplosivo: “L’ombra di Epstein in Italia”.

Secondo l’anticipazione, gli “Epstein files” che mettono in imbarazzo la Casa Bianca rivelerebbero una rete di influenza internazionale in cui compaiono esponenti di primo piano del governo israeliano e agenti del Mossad. La novità che Report rivendica è questa: la rete legata a Epstein avrebbe agito “in diverse occasioni” anche in Italia.

È un filone enorme e controverso, e proprio per questo la puntata sembra volerlo trattare come inchiesta: collegamenti, documenti, riscontri e ricostruzioni che – se supportate – aprirebbero uno scenario molto più ampio del solo “caso americano”.

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I VIDEO:

Perché questa puntata viene presentata come “shock”

Dalle anticipazioni, l’effetto “shock” nasce da tre parole chiave:

Stragi ’92: non solo mafia, ma piste laterali, atti spariti, audio non acquisiti e un nome (Delle Chiaie) che torna.

Eternit/Casale: il presente dell’amianto e il retroscena di mail e contatti internazionali.

Epstein: un’ombra globale che, secondo Report, avrebbe avuto “passaggi” anche italiani.


In sostanza, la puntata promette di unire memoria, giustizia e potere, mettendo al centro ciò che sarebbe rimasto ai margini: fascicoli che evaporano, testimonianze che non diventano prove, e collegamenti internazionali che – se dimostrati – cambiano il perimetro delle storie.

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