Ranucci e Report nel mirino di Palazzo Chigi. Ecco cosa vogliono fare per fermare… – Shock

ROMA – Il capo di gabinetto della presidente del Consiglio, Gaetano Caputi, ha presentato una denuncia formale contro la trasmissione Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci, chiedendo – secondo quanto denuncia pubblicamente il giornalista – la cancellazione della puntata dedicata alla presunta scalata di Monte Paschi e Mediobanca, vicenda in cui sarebbe coinvolto anche il Governo.

L’annuncio arriva direttamente da Ranucci, con un post su Facebook in cui ricostruisce non solo l’oggetto dell’inchiesta trasmessa, ma anche una lunga serie di pressioni e denunce che, a suo dire, il programma d’inchiesta di Rai3 ha ricevuto nel corso degli ultimi anni da esponenti del Governo e della maggioranza.

Caputi denuncia Report: al centro la scalata a Monte Paschi e Mediobanca

Secondo quanto riferito da Ranucci, la denuncia presentata da Caputi riguarda la recente puntata di Report dedicata al presunto coinvolgimento di membri dell’esecutivo e di ambienti vicini a Fratelli d’Italia nella scalata di Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, condotta – secondo l’inchiesta – da Giorgio Mottola, giornalista storico della trasmissione.

Nel mirino del capo di gabinetto di Giorgia Meloni ci sarebbe il racconto della presunta regia governativa dietro alcune manovre economico-finanziarie, che coinvolgerebbero soggetti di primo piano della destra politica e istituzionale.

Ranucci: “Attacchi continui. Ma noi andiamo avanti”

La replica di Sigfrido Ranucci è netta. Nel post, il giornalista elenca una serie impressionante di denunce e tentativi di pressione ricevuti da Report:

“La denuncia di Caputi si aggiunge a quelle che abbiamo ricevuto in questi anni di Governo: da Fratelli d’Italia, dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dai suoi figli, dal ministro Giorgetti, dalla moglie, dalla sorella della moglie, dal ministro Urso, da Gasparri, da Santanchè e il suo ex compagno, dalla sottosegretaria Rauti, dalla famiglia Berlusconi e da Fascina”.

Ranucci chiarisce che nonostante queste pressioni, Report continuerà a fare il suo lavoro:

“Report va in onda su Rai3 ogni domenica alle 21. Grazie per il sostegno e l’affetto che ci dimostrate. Non ci facciamo intimidire”.

La richiesta: “Cancellate la puntata”

Secondo quanto riferisce il giornalista, Caputi non si sarebbe limitato alla denuncia, ma avrebbe anche formalmente chiesto la cancellazione della puntata già trasmessa. Una mossa che solleva interrogativi sul fronte della libertà di stampa e del rapporto tra il potere esecutivo e il servizio pubblico radiotelevisivo.

Non è chiaro, al momento, a chi sia stata indirizzata la richiesta, ma il sospetto è che sia stata inviata ai vertici della Rai, già nel mirino di polemiche e contestazioni per le scelte editoriali e i condizionamenti politici.

Il contesto: tensioni crescenti tra Governo e informazione

L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione tra il Governo Meloni e alcune voci critiche del mondo dell’informazione. Solo pochi giorni fa il leader del M5S, Giuseppe Conte, aveva denunciato la proposta di riforma della Rai da parte della maggioranza come “irricevibile” e “strumento di controllo politico”. Ora arriva questo nuovo fronte, con la testata d’inchiesta Report nuovamente sotto attacco.

La trasmissione diretta da Ranucci è da anni oggetto di polemiche e querele, ma ha sempre goduto di ampio consenso tra il pubblico e di numerosi riconoscimenti internazionali per il rigore delle sue inchieste.

La puntata contestata: cosa ha raccontato Report

Nella puntata finita nel mirino, Report avrebbe documentato un complesso intreccio tra finanza e politica, che vedrebbe coinvolti ambienti vicini a Fratelli d’Italia e figure istituzionali nella regia di una scalata a due istituti finanziari chiave come Mps e Mediobanca. La ricostruzione giornalistica punta a mostrare una strategia coordinata per controllare leve fondamentali della finanza italiana, in un momento delicatissimo per l’economia e per il sistema bancario del Paese.

Libertà d’informazione sotto pressione

La vicenda ripropone una questione cruciale: la tenuta della libertà di stampa nel Paese, soprattutto quando si tratta di inchieste giornalistiche che toccano il potere. Se confermata, la richiesta di “cancellare” una puntata di un programma d’inchiesta rappresenterebbe un atto grave e senza precedenti nella recente storia della televisione pubblica.

Ranucci, da parte sua, continua a rivendicare il diritto-dovere dell’informazione di indagare, documentare, raccontare. E la sua posizione trova sostegno in ampie fasce dell’opinione pubblica.

Un fronte aperto per Meloni

Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si apre ora un fronte delicatissimo: quello del rapporto tra la sua struttura di Palazzo Chigi e il servizio pubblico. Difficile, a questo punto, evitare domande sulla trasparenza, sulla gestione del potere e sulle interferenze sui media.

Il rischio, per il Governo, è che questa denuncia si trasformi in un boomerang politico, alimentando il sospetto di un clima repressivo nei confronti del giornalismo d’inchiesta. E che la vicenda di Report diventi il nuovo simbolo dello scontro tra informazione indipendente e potere esecutivo.

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La gestione del caso Report rischia di diventare qualcosa di più di una polemica passeggera: potrebbe trasformarsi in un indicatore dello stato di salute della libertà di stampa in Italia. Per Giorgia Meloni, il nodo non è solo politico ma istituzionale. Il rapporto tra governo e informazione pubblica torna al centro del dibattito, con riflessi profondi sulla credibilità dell’esecutivo.

In un contesto già segnato da tensioni con la Rai, dimissioni eccellenti e accuse di ingerenze, la vicenda getta nuove ombre sulla tenuta dell’autonomia editoriale. Se non verranno fornite risposte chiare, il rischio è che l’opinione pubblica percepisca un tentativo di controllo piuttosto che di trasparenza, e che Report diventi il simbolo di una resistenza necessaria a difesa del giornalismo libero e del pluralismo democratico.

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