Ranucci: “Guardate il gov cosa mi ha fatto. Tira fuori la lista e fa i nomi shock- IL VIDEO

Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, ha denunciato davanti al Parlamento Europeo le pressioni politiche subite dal programma d’inchiesta della Rai e ha lanciato un allarme sulla libertà di stampa in Italia. Invitato a Bruxelles dal parlamentare europeo Sandro Ruotolo, Ranucci ha tracciato un quadro preoccupante sulla condizione del giornalismo italiano, evidenziando come il Paese sia quello con il più alto numero di giornalisti minacciati in Europa.

Le denunce di Ranucci: l’Italia, un Paese “malato” per la stampa

Nel suo intervento, Ranucci ha parlato di:

1. Querele temerarie: “L’Italia è il Paese europeo con più giornalisti minacciati, non solo fisicamente ma anche con azioni legali pretestuose. Querele temerarie utilizzate come strumento di intimidazione da parte di politici, imprenditori e criminali.”


2. Precarietà e mancanza di tutela per i giornalisti: “Mentre io ho il supporto di una grande azienda come la Rai, ci sono giornalisti freelance che non godono neanche delle tutele dell’equo compenso e sono esposti a ogni tipo di pressione.”


3. Pressioni politiche su Report: “Ci sono stati tentativi concreti di delegittimare il nostro lavoro, di fermare l’azione giornalistica del programma. Non si è voluto colpire solo me, ma l’intera redazione e il diritto dei cittadini a un’informazione libera.”

4. Censura nel palinsesto Rai: “La Rai ha cancellato le repliche di Report, una risorsa storica per l’azienda, e ridotto il numero di puntate in palinsesto da 8 a 5. È un chiaro segnale di come la politica voglia limitare l’impatto dell’informazione investigativa.”


5. Manipolazione dell’opinione pubblica: “Quando la stampa viene messa a tacere, vengono messe a tacere le persone. Il rischio è che l’opinione pubblica venga manipolata, minacciando così i fondamenti stessi della democrazia.”

Ruotolo: “L’Italia rischia la democratura”

Al fianco di Ranucci, Sandro Ruotolo ha espresso preoccupazione per la situazione italiana e per il crescente clima di ostilità nei confronti del giornalismo indipendente. “Quando la stampa viene imbavagliata, anche i cittadini perdono la loro voce. In Italia e in Europa stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante che possiamo definire ‘democratura’ o recessione democratica”, ha affermato l’europarlamentare.

Il rischio per la libertà di stampa in Italia e in Europa

Le parole di Ranucci e Ruotolo hanno trovato ampio eco nel dibattito europeo, con diverse voci che hanno sottolineato come il problema non riguardi solo l’Italia, ma sia un campanello d’allarme per l’intera Unione Europea. La libertà di stampa, pilastro della democrazia, è oggi sotto attacco in molti Paesi, tra pressioni politiche, concentrazione dei media e aggressioni fisiche e legali ai giornalisti.

L’intervento di Ranucci all’Europarlamento non è solo un atto di denuncia, ma un appello alla comunità internazionale affinché vigili sulla situazione italiana e garantisca che il giornalismo d’inchiesta possa continuare a svolgere il suo ruolo senza condizionamenti.

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Mentre il governo Meloni minimizza il problema, la realtà raccontata dai dati e dalle testimonianze dimostra che la libertà di stampa in Italia è sempre più sotto attacco. Il caso Report è solo uno dei tanti esempi di come la politica tenti di limitare il diritto all’informazione, trasformando la stampa da cane da guardia della democrazia a bersaglio di attacchi e censure.
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