Razzi vuole tornare in politica? Ecco con chi vuole candidarsi – Il nome inaspettato

Antonio Razzi potrebbe tornare in campo. Dopo anni lontano dagli scranni parlamentari, l’ex senatore non nasconde la possibilità di una nuova candidatura e guarda con interesse a una delle realtà che stanno modificando gli equilibri del centrodestra: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

A riaccendere le indiscrezioni è stata la presenza di Razzi alla Camera proprio nei giorni della delicatissima discussione sulla nuova legge elettorale. Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex parlamentare ha spiegato di essere arrivato a Montecitorio per capire che cosa stesse accadendo attorno alla riforma. Ma quando gli è stato chiesto se quella presenza potesse anticipare un ritorno personale alla politica attiva, Razzi non ha affatto chiuso la porta.

Anzi. Alla domanda su una possibile nuova candidatura ha risposto con una delle sue espressioni destinate a fare notizia: «Le vie del Signore sono infinite». E poco dopo ha indicato chiaramente il progetto politico che oggi guarda con maggiore interesse: quello di Vannacci.

Razzi ricompare alla Camera durante la battaglia sulla legge elettorale

Il punto di partenza è proprio Montecitorio.

Razzi è stato avvistato alla Camera mentre il Parlamento era impegnato nella discussione sulla riforma elettorale, uno dei dossier politicamente più delicati di questa fase della legislatura.

Alla domanda su cosa facesse lì, l’ex senatore ha spiegato al Corriere di voler capire gli sviluppi della nuova legge elettorale. Una presenza che inevitabilmente ha alimentato la domanda successiva: Razzi sta pensando di candidarsi nuovamente?

La risposta non è stata una smentita. «Le vie del Signore sono infinite», ha detto, lasciando volutamente aperto lo scenario. E quando gli è stato chiesto con quale partito potrebbe eventualmente presentarsi, Razzi non ha indicato immediatamente una sigla: sarebbe disponibile, ha spiegato, per chi volesse averlo nelle proprie liste.

È soltanto andando avanti nell’intervista che emerge il nome politicamente più interessante.

«Mi piace la politica del generale Vannacci»

Razzi non nasconde infatti la propria attenzione per Roberto Vannacci e Futuro Nazionale.

«Mi piace la politica del generale Vannacci», ha dichiarato l’ex senatore.

Non c’è ancora una candidatura ufficiale e, soprattutto, dalle informazioni disponibili non risulta alcun accordo tra Razzi e Futuro Nazionale. È quindi prematuro parlare di un ingresso già deciso.

Ma non siamo nemmeno davanti a una semplice suggestione giornalistica: è stato lo stesso Razzi ad aprire pubblicamente la porta.

E c’è un particolare che rende il retroscena ancora più interessante: Razzi e Vannacci si sono già incontrati a cena.

La cena con Vannacci: «Non gli ho detto niente»

L’ex parlamentare ha raccontato di aver già cenato insieme al leader di Futuro Nazionale.

Durante quell’incontro, però, sostiene di non aver avanzato alcuna richiesta di candidatura. Non avrebbe chiesto un posto in lista e non avrebbe aperto direttamente il discorso sul proprio ritorno in Parlamento.

La ragione è perfettamente coerente con il personaggio Razzi.

L’ex senatore sostiene infatti che l’eventuale iniziativa dovrebbe partire da Vannacci: «Voglio che sia lui a cercarmi». La motivazione è altrettanto esplicita: ritiene di essere già sufficientemente conosciuto e quindi di non avere bisogno di presentarsi personalmente al leader di Futuro Nazionale per ottenere attenzione.

Insomma, Razzi si dichiara disponibile, manifesta apprezzamento per Vannacci, racconta di averlo già incontrato, ma lascia al generale la prossima eventuale mossa.

E arriva la battuta: «Sono pulito, lavato con Perlana»

Durante l’intervista arriva inevitabilmente anche una delle battute nel tipico stile comunicativo dell’ex senatore.

Quando gli viene chiesto perché Vannacci dovrebbe scegliere proprio lui come candidato, Razzi rivendica innanzitutto di essere «pulito», aggiungendo subito dopo: «Lavato con Perlana».

Una battuta che in poche ore è stata ripresa da numerose testate e che ha riportato Razzi al centro dell’attenzione politica e mediatica.

Dietro l’ironia, però, la questione politica è concreta: l’ex senatore sta manifestando pubblicamente la disponibilità a rientrare nella competizione elettorale e individua nel partito di Vannacci una delle possibili destinazioni.

Prima di Vannacci c’è la storia con Berlusconi

Il passaggio è particolarmente significativo considerando la lunga vicinanza politica di Razzi a Silvio Berlusconi.

L’ex senatore continua infatti a rivendicare quel rapporto e nell’intervista afferma di aver sempre amato politicamente il fondatore di Forza Italia. Ma proprio da qui parte una critica molto dura alla situazione attuale del partito.

Razzi sostiene di non riconoscere più Forza Italia con l’attuale leadership di Antonio Tajani. Alla domanda sulla possibilità di candidarsi nuovamente con gli azzurri, pone infatti una condizione precisa: un cambiamento al vertice.

Non si tratta quindi di una rottura con la storia berlusconiana che Razzi continua a rivendicare. È piuttosto una critica all’attuale corso del partito.

L’attacco alla Forza Italia di Tajani

Ed è probabilmente questo uno dei passaggi politicamente più pesanti dell’intervista.

Secondo Razzi, Forza Italia dovrebbe individuare una figura capace di recuperare almeno in parte il carisma politico che lui attribuisce a Berlusconi.

Il riferimento all’attuale segretario Antonio Tajani è evidente.

Razzi arriva persino a fare due nomi per un’eventuale futura guida del partito: Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, e Alessandro Cattaneo, deputato ed ex sindaco di Pavia.

Naturalmente si tratta esclusivamente delle preferenze espresse da Razzi: non risultano, sulla base delle fonti disponibili, decisioni di Forza Italia per una sostituzione di Tajani né candidature ufficiali di Occhiuto o Cattaneo alla segreteria.

Il dato politico resta però evidente: l’ex senatore subordina un proprio eventuale ritorno in Forza Italia a un cambio della leadership e, contemporaneamente, guarda pubblicamente verso Vannacci.

Razzi rivendica un ruolo anche in politica estera

Nell’intervista c’è poi un altro passaggio destinato a far discutere.

Razzi sostiene che, in caso di ritorno in Parlamento, potrebbe essere particolarmente utile nel campo della politica estera.

Per spiegare questa convinzione ricorda i 41 anni trascorsi in Svizzera e la propria esperienza lavorativa in fabbrica, dove racconta di essere entrato in contatto con lavoratori appartenenti a 37 nazionalità differenti. Cita inoltre la conoscenza di diverse lingue, tra cui il tedesco imparato durante gli anni di lavoro in Svizzera.

Arriva anche a definirsi conoscitore dell’Islam attraverso l’esperienza maturata con alcuni colleghi musulmani.

Sono valutazioni autobiografiche dello stesso Razzi, che le utilizza per sostenere la propria possibile utilità politica in campo internazionale.

Una carriera politica passata attraverso diversi schieramenti

Il possibile ritorno avrebbe inevitabilmente un forte valore simbolico anche per la particolare storia politica di Antonio Razzi.

Nato nel 1948, emigrato per molti anni in Svizzera, Razzi entrò alla Camera nel 2006 con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. La sua notorietà politica aumentò soprattutto nel 2010, quando lasciò l’IdV e contribuì a sostenere il governo Berlusconi durante una fase particolarmente delicata della legislatura.

Successivamente entrò nell’area berlusconiana e nel 2013 venne eletto al Senato con il Popolo della Libertà, aderendo poi a Forza Italia.

Negli anni divenne uno dei personaggi più riconoscibili della politica italiana, anche grazie alle imitazioni televisive e a un linguaggio volutamente diretto e spesso ironico.

Adesso, a distanza di anni dall’ultima esperienza parlamentare, la possibilità di una candidatura torna nuovamente sul tavolo.

Perché Razzi guarda proprio a Futuro Nazionale

Il corteggiamento a distanza arriva in una fase particolare per il centrodestra.

Futuro Nazionale sta cercando di costruire una propria struttura politica e di consolidare una presenza autonoma rispetto ai partiti tradizionali della coalizione. Il partito di Vannacci ha inoltre iniziato a guardare alle prossime competizioni amministrative e politiche, mentre la discussione sulla nuova legge elettorale rende ancora più importante il tema delle future candidature.

È in questo contesto che va letta l’apertura di Razzi.

Non c’è, almeno per ora, un annuncio da parte di Vannacci. Non c’è un collegio assegnato, non c’è una candidatura ufficiale e non risulta un accordo formalizzato.

C’è però una disponibilità pubblica dell’ex senatore e c’è già stato un incontro personale tra i due.

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La mossa, adesso, dovrebbe farla Vannacci

Razzi sembra aver scelto una strategia precisa: non bussare direttamente alla porta di Futuro Nazionale, ma aspettare che sia Vannacci a chiamarlo.

La posizione è stata ribadita chiaramente. L’ex senatore ritiene di avere una notorietà sufficiente per non dover avanzare personalmente la propria candidatura e considera la sua esperienza un possibile valore aggiunto.

Resta da capire se dall’altra parte arriverà una risposta.

Al momento Vannacci non risulta aver annunciato pubblicamente una candidatura di Razzi. Per questo è corretto parlare di apertura dell’ex senatore a Futuro Nazionale, non di un ingresso già avvenuto.

Un ritorno che potrebbe passare da Vannacci

La presenza alla Camera durante la discussione sulla legge elettorale, quindi, potrebbe non essere stata soltanto una visita dettata dalla curiosità politica.

Razzi ammette apertamente di non escludere una nuova candidatura. Critica la Forza Italia guidata da Tajani, indica Occhiuto e Cattaneo come possibili alternative alla leadership azzurra, rivendica la propria esperienza internazionale e soprattutto manifesta apprezzamento per il progetto di Vannacci.

Il passaggio decisivo, però, deve ancora avvenire.

Antonio Razzi è disponibile a tornare. Futuro Nazionale è una delle strade che considera. Ma, almeno per ora, la candidatura non esiste.

L’ex senatore ha comunque mandato un messaggio piuttosto chiaro al generale: si sono già incontrati, hanno già cenato insieme e Razzi sarebbe pronto ad ascoltare un’eventuale proposta.

Solo che, questa volta, non vuole essere lui a fare la telefonata.

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