Le elezioni regionali del 23-24 novembre in Campania, Puglia e Veneto non sono solo un appuntamento locale: per Lorenzo Pregliasco e YouTrend rappresentano un vero test nazionale sugli equilibri tra centrodestra e campo largo, sul ruolo del M5S e sulla tenuta dell’astensione. I grafici mostrati a SkyTg24 tracciano una mappa politica molto più complessa di un semplice “3 a 0” o “ribaltone”.
M5S, i numeri di YouTrend: più forte quando esprime il candidato presidente
Il primo dato che salta agli occhi è quello sulla media dei voti M5S nelle 15 regionali in cui ha corso in alleanza con il Pd.
Secondo l’elaborazione YouTrend mostrata da SkyTg24:
Quando il candidato presidente è del M5S (Molise 2023, Sardegna 2024, Calabria 2025) il Movimento raggiunge in media il 7,1%.
Quando il presidente è un indipendente o di un altro partito, sostenuto insieme da Pd e 5 Stelle, la media scende al 6%.
Quando il candidato è del Pd, il M5S si ferma a circa il 4,9%.
Numeri che spiegano bene perché in Campania il campo largo abbia scelto Roberto Fico come frontman: il Movimento si dimostra strutturalmente più competitivo quando può “metterci la faccia” sulla scheda, invece di limitarsi al ruolo di alleato junior.
Veneto contro Sud: centrodestra vs campo largo
Un altro grafico di YouTrend mette a confronto i risultati delle Europee 2024 in Italia e nelle tre regioni chiave. Lo schema è semplice:
A livello nazionale il centrodestra mantiene un vantaggio sul campo largo (Pd, M5S, Avs e liste collegate).
In Campania e in Puglia la situazione si ribalta: il campo progressista è competitivo, in alcuni casi avanti, grazie al peso personale dei candidati e alla radicata presenza del centrosinistra.
In Veneto, al contrario, il centrodestra parte da una posizione di forza consolidata e il campo largo insegue a distanza.
La fotografia conferma che il voto del 23-24 novembre è una sfida a geometria variabile: Sud contendibile, Nord-Est ancora saldamente nel perimetro della destra guidata da Lega e Fratelli d’Italia.
Forza Italia, il partito “regista” delle Regioni
Colpisce anche la mappa YouTrend sui presidenti di Regione per partito: il colore che compare più spesso non è quello di FdI né della Lega, ma il blu di Forza Italia.
La formazione fondata da Silvio Berlusconi, data più volte in crisi, continua invece a esprimere il numero più alto di governatori all’interno della coalizione: una rete di amministratori regionali che, anche dopo la scomparsa del Cavaliere, resta un pilastro del potere territoriale del centrodestra.
In questo quadro, le regionali di Veneto, Puglia e Campania diventano anche un banco di prova per capire se il baricentro della coalizione resterà in mano agli azzurri o se FdI riuscirà a consolidare la propria egemonia anche a livello locale.
Campania: Fico contro Cirielli, il Sud come terreno di scontro politico nazionale
In Campania la sfida tra Roberto Fico (campo largo) ed Edmondo Cirielli (centrodestra) ha un valore che va ben oltre Napoli e la regione.
Pregliasco ricorda come il voto meridionale alle Europee 2024 abbia premiato l’asse Pd-M5S-Avs, rendendo il Sud l’area più contendibile del Paese. Qui il M5S ha radici profonde e la candidatura di un ex presidente della Camera – sostenuto da un’ampia coalizione che va dai dem ai centristi di Mastella, fino alla lista “A testa alta” vicina a De Luca – mira a trasformare la regione nel simbolo di una possibile alternativa nazionale alla destra.
Dall’altra parte, Cirielli porta in dote la compattezza della coalizione meloniana: FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Udc, liste civiche centriste e dei pensionati. Una macchina elettorale pesante, che punta a sfondare proprio laddove la premier ha scelto di chiudere la campagna tra cori da stadio e polemiche con l’opposizione.
In questo contesto, il dato YouTrend sull’M5S più forte quando guida la coalizione rende la Campania il test principale sulla capacità del Movimento di tornare protagonista, non solo alleato, nel sistema delle alleanze di centrosinistra.
Puglia: Decaro contro Lobuono, laboratorio del “decaismo”
In Puglia l’analisi di Pregliasco incrocia numeri e biografie. Il campo largo schiera Antonio Decaro, ex sindaco di Bari ed ex presidente Anci, oggi eurodeputato Pd: un profilo amministrativo e radicato, sostenuto da sei liste (Pd, M5S, Avs, lista personale, Per la Puglia, Avanti Popolari).
Il centrodestra punta sul civico Luigi Lobuono, imprenditore vicino a Forza Italia, sostenuto da FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e una lista territoriale.
Alle Europee 2024, la Puglia ha visto un buon risultato del campo progressista e, secondo YouTrend, il campo largo parte competitivo, grazie all’effetto-Decaro e alla continuità con le giunte Emiliano. Ma il margine non è blindato: la presenza di una destra unita e il possibile aumento dell’astensione possono ridurre le distanze.
Veneto: Stefani favorito, il centrosinistra prova l’impresa
Il quadro cambia completamente in Veneto, dove l’eredità dei tre mandati di Luca Zaia rende la regione una vera roccaforte del centrodestra.
YouTrend registra un vantaggio strutturale della coalizione che sostiene il leghista Alberto Stefani, appoggiato da FdI, Lega, Forza Italia-Noi Moderati e Udc. Dall’altra parte, il centrosinistra unito con Giovanni Manildo può contare su un numero elevato di liste (Pd, M5S, Avs, civiche progressiste, +Europa, Volt, socialisti), ma parte da più indietro.
La presenza di candidature alternative – dal comunista Marco Rizzo al civico Fabio Bui, fino al medico no-green pass Riccardo Szumski – rischia di frammentare ulteriormente il voto di protesta, senza mettere in discussione il predominio del centrodestra. Per Pregliasco, il vero interrogativo non è tanto chi vincerà, ma con quale margine e quanto consenso personale riuscirà a costruirsi il giovane Stefani, possibile volto nazionale della Lega del dopo-Zaia.
L’incognita decisiva: l’affluenza in calo
L’ultimo grafico YouTrend presentato a SkyTg24 riguarda la partecipazione al voto in Veneto, Puglia e Campania:
alle regionali 2020 l’affluenza superava di poco il 60% in Veneto e si attestava a metà Cinquanta in Puglia e Campania;
alle politiche 2022 si è registrato un balzo in alto, soprattutto in Veneto;
alle Europee 2024 si è tornati a scendere, con percentuali intorno o sotto il 50%, in particolare al Sud.
La proiezione è chiara: anche alle regionali 2025, il rischio è una partecipazione più bassa, con il Veneto comunque più “partecipativo” e la Campania maglia nera.
Per Pregliasco, una bassa affluenza potrebbe avere due effetti: consolidare il vantaggio del centrodestra nelle sue roccaforti, dove l’elettorato è più fidelizzato, e rendere decisiva la mobilitazione del voto di opinione nelle regioni contendibili come Campania e Puglia.
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Un test nazionale travestito da voto locale
Guardando nel complesso i dati di YouTrend, l’analisi di Lorenzo Pregliasco restituisce un quadro molto netto:
Campania e Puglia sono il vero terreno di sfida tra campo largo e centrodestra, con il M5S in posizione centrale e Forza Italia ancora determinante negli equilibri di coalizione.
Veneto misura la capacità del centrodestra di rinnovare la propria classe dirigente e di confermare la presa su uno dei territori simbolo del suo radicamento.
L’affluenza è l’incognita che può spostare gli equilibri, soprattutto in un Paese dove la distanza tra cittadini e politica cresce elezione dopo elezione.
Il 23-24 novembre, insomma, non si sceglieranno solo tre presidenti di Regione: si misurerà anche la forza reale dei blocchi politici in campo, il peso elettorale del M5S quando guida il “campo largo” e la tenuta del sistema delle alleanze che, da Nord a Sud, decide chi governa l’Italia.


















