I candidati in campo
Eugenio Giani (presidente uscente), sostenuto dal “campo largo” di centrosinistra (PD, M5S, AVS e civiche). Punta al bis rivendicando continuità su PNRR, sanità territoriale e transizione verde.
Alessandro Tomasi (sindaco di Pistoia), candidato del centrodestra (FdI, Lega, FI-Udc, Noi Moderati e lista civica “È Ora!”). Campagna centrata su sicurezza, liste d’attesa, infrastrutture e riduzione della pressione fiscale regionale.
Antonella Bundu (Toscana Rossa), esponente della sinistra radicale. Focus su lavoro, casa, sanità pubblica e diritti sociali.
Quando si vota: domenica 12 ottobre (7–23) e lunedì 13 ottobre (7–15). Eventuale ballottaggio il 26–27 ottobre. Elettori chiamati al voto: circa 3.007.000.
Affluenza alle ore 12 (domenica): il quadro generale
Alle 12 l’affluenza regionale è 9,95%, in calo rispetto al 14,66% registrato alla stessa ora nel 2020. ANSA.it
Affluenza ore 12 – principali città (dato comunale ove disponibile)
Nota: dove il dato comunale non era ancora pubblicato sui portali ufficiali, riportiamo il dato provinciale più recente, chiaramente indicato.
Firenze (COMUNE): 12,84%. Fonte: portale ufficiale del Comune (360 sezioni).
Pisa (COMUNE): 11,25% (85/86 seggi rilevati alle 12).
Prato (COMUNE): 10,86% (vs 16,03% nel 2020).
Siena (COMUNE): 10,66% (4.607 votanti su 43.234).
Pistoia (PROVINCIA): 10,74% (dato provinciale; comunale non pubblicato al momento della rilevazione).
Livorno (PROVINCIA): 9,62% (Val di Cornia in linea col calo; dato comunale non disponibile al momento).
Grosseto (PROVINCIA): 10,01% (dato provinciale).
Lucca (PROVINCIA): 8,09% (dato provinciale; tra i più bassi).
Massa-Carrara (PROVINCIA): 7,86% (dato provinciale; il più basso in regione).
Arezzo (PROVINCIA): 8,76% (dato provinciale).
Cosa ci dicono i numeri di mezzogiorno
Calano i flussi in tutta la regione, complice il voto su due giorni e l’assenza di altre consultazioni concomitanti (nel 2020 c’era anche il referendum sul taglio dei parlamentari). ANSA.it+1
Firenze sopra la media regionale; Massa-Carrara e Lucca sotto. Pisa, Prato e Siena attorno al 11–10,5%, in linea con il calo generale. NoiTV+4wwwext.comune.fi.it+4VTrend+4
Perché conta
Affluenze differenziate tra aree urbane e periferiche possono incidere sugli equilibri tra i tre candidati:
la mobilitazione nei capoluoghi tende a favorire le coalizioni con basi urbane più forti;
i bacini della costa e dell’entroterra (Prato, Pistoia, Arezzo, Grosseto) sono spesso decisivi nelle sfide punto a punto.
RISPETTO AL 2020:
Dove si perde di più (e di meno)
Provincia di Firenze: è l’area con l’affluenza più alta di giornata (11,48%), ma anche qui il confronto con il 2020 è negativo (16,6% allora; −5,1 punti).
Provincia di Arezzo: 8,76% oggi contro 13,63% nel 2020 (−4,87 punti).
Provincia di Pisa: 10,12% oggi contro 15,30% nel 2020 (−5,18 punti).
Provincia di Massa-Carrara: fanalino di coda con 7,86% (classifica di giornata).
Fra i capoluoghi, alcuni segnali utili per la lettura del voto:
Firenze (comune) sopra la media regionale (12,84%), indice di maggiore mobilitazione urbana.
Siena (comune) al 10,66% (4.607 votanti su 43.23
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La partita si gioca su due tempi: oggi si misura chi porta più elettori ai seggi, domani si capirà chi convince più toscani a tornare. I primi dati dicono affluenza in calo e territori che “tirano” in modo diverso. Tradotto: serviranno organizzazione, tenuta fino a lunedì e centralità dei capoluoghi. Alla fine, tra la continuità di Giani, l’alternativa di Tomasi e la spinta “di principio” di Bundu, vincerà chi trasformerà meglio la propria presenza territoriale in voti reali. Tutto il resto—sondaggi, percezioni, rumor—conta poco: contano le urne.
(Dati e candidati verificati su fonti ufficiali e testate locali/nazionali aggiornate al 12 ottobre 2025, ore 12–13).



















