Una polemica pesante scuote la campagna per il referendum sulla giustizia. Il comitato per il No alla riforma ha presentato una segnalazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) denunciando quello che definisce un caso di “par condicio notturna” nei telegiornali Mediaset. Secondo i promotori del No, gli spazi dedicati alle posizioni contrarie ai quesiti referendari sarebbero stati trasmessi in fasce orarie praticamente invisibili al grande pubblico, sollevando dubbi sul reale rispetto dell’equilibrio informativo.
La denuncia arriva in un momento già delicato per la campagna referendaria e rischia di trasformarsi in un nuovo fronte politico sul tema dell’informazione televisiva e dell’equità degli spazi mediatici.
La segnalazione all’Agcom
Il caso è stato formalmente portato all’attenzione dell’Agcom dal comitato per il No, che ha deciso di segnalare quanto accaduto nei giorni scorsi nei telegiornali delle reti Mediaset. Secondo i promotori, l’azienda televisiva avrebbe cercato di riequilibrare il tempo dedicato alle due posizioni sul referendum solo all’ultimo momento, trasmettendo i servizi favorevoli al No in orari notturni con un pubblico molto ridotto.
Una scelta che, secondo il comitato, consentirebbe formalmente di rispettare la par condicio nei conteggi complessivi, ma che di fatto ridurrebbe drasticamente la visibilità delle posizioni contrarie alla riforma.
I servizi trasmessi nel cuore della notte
Il punto più contestato riguarda proprio gli orari di messa in onda dei servizi. In base alla ricostruzione fornita dai promotori del No, uno dei servizi dedicati alle ragioni contrarie ai quesiti referendari sarebbe stato trasmesso su Canale 5 intorno all’1.45 di notte, con una durata di circa tre minuti.
Per il comitato, si tratterebbe di un esempio evidente di riequilibrio solo formale. L’argomento è semplice: se i servizi che presentano una delle due posizioni vengono trasmessi quando quasi nessuno guarda la televisione, il principio della par condicio rischia di essere svuotato di significato.
Il nodo della par condicio
La par condicio è la normativa che regola la presenza delle diverse posizioni politiche nei media durante le campagne elettorali e referendarie. L’obiettivo è garantire pari opportunità di accesso ai mezzi di informazione per tutte le parti coinvolte.
Secondo i promotori della segnalazione, il problema non riguarda solo il numero complessivo di minuti dedicati alle diverse posizioni, ma anche la loro collocazione nei palinsesti.
Se uno schieramento ottiene visibilità nei principali telegiornali serali e l’altro compare solo in orari notturni, sostengono i promotori del No, il principio di equilibrio informativo rischia di diventare puramente tecnico.
Il monitoraggio dei telegiornali
La denuncia nasce da un monitoraggio effettuato dal comitato sulla presenza delle diverse posizioni nei tg. Secondo questa analisi, nei giorni precedenti gli spazi dedicati ai sostenitori del Sì al referendum sarebbero stati nettamente prevalenti.
Da qui la necessità, secondo il comitato, di recuperare minuti per riequilibrare i tempi complessivi. Ma proprio il modo in cui questo riequilibrio sarebbe stato effettuato – cioè con servizi trasmessi a notte fonda – è al centro della polemica.
Il ruolo dell’Agcom
A questo punto la palla passa all’Agcom, l’autorità indipendente che vigila sul rispetto delle regole nel sistema radiotelevisivo. L’Autorità potrà esaminare la segnalazione e verificare se la distribuzione degli spazi informativi sia avvenuta nel rispetto delle norme previste durante la campagna referendaria.
Le verifiche potrebbero riguardare non solo il numero complessivo di minuti dedicati alle diverse posizioni, ma anche le modalità di trasmissione e la collocazione nei palinsesti.
Una polemica che entra nella campagna referendaria
La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per il dibattito politico sul referendum sulla giustizia. Il tema della riforma è già al centro di uno scontro molto acceso tra maggioranza e opposizione, e la questione della copertura mediatica rischia ora di aggiungere un nuovo elemento di tensione.
Per il comitato del No, la denuncia rappresenta un tentativo di difendere la correttezza del confronto pubblico. Secondo i promotori, il rispetto della par condicio non dovrebbe limitarsi a un conteggio matematico dei minuti, ma garantire una reale possibilità per gli elettori di conoscere tutte le posizioni in campo.
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Il dibattito sull’informazione televisiva
Il caso riaccende anche una discussione più ampia sul ruolo dei telegiornali nella formazione dell’opinione pubblica durante le campagne elettorali. In Italia la televisione continua a essere uno dei principali strumenti di informazione politica, e proprio per questo il tema dell’equilibrio tra le diverse posizioni resta estremamente sensibile.
La decisione dell’Agcom sarà quindi osservata con attenzione non solo dai protagonisti della campagna referendaria, ma anche dal mondo dell’informazione.
Nel frattempo la polemica continua a crescere. Per il comitato del No si tratta di una “par condicio solo sulla carta”, mentre ora spetterà all’autorità di vigilanza stabilire se quanto accaduto rientri davvero nelle regole oppure se sia necessario intervenire.



















