Il giornalista rompe il silenzio dopo le minacce e annuncia: “La nostra scorta siete voi”. Nel mirino le nomine di Cinecittà, l’Ufficio Privacy e le pressioni sul giornalismo d’inchiesta
ROMA — È tornato Report, il programma di inchieste condotto da Sigfrido Ranucci, con una puntata d’apertura che ha immediatamente fatto discutere.
Tra le rivelazioni sull’Ufficio del Garante della Privacy, le nomine all’interno di Cinecittà e un commento sulle minacce ricevute negli ultimi mesi, la nuova stagione si apre in un clima teso, ma con la determinazione di sempre.
“La nostra scorta siete voi”: l’apertura di Sigfrido Ranucci
Nel suo intervento iniziale, Ranucci ha ricordato l’attentato subito dalla sua redazione e le pressioni politiche che da tempo circondano la trasmissione, ringraziando i telespettatori per la solidarietà ricevuta.
“La nostra scorta siete voi”, ha detto il conduttore, sottolineando come la forza del programma derivi dal sostegno del pubblico e dal principio di servizio alla verità.
Con questo messaggio, Report ha voluto riaffermare la propria indipendenza giornalistica, in un contesto mediatico che — come lo stesso Ranucci ha più volte denunciato — diventa ogni anno più difficile per chi si occupa di inchieste su potere politico e istituzioni.
Il caso Ghiglia e la sanzione al programma
Uno dei punti più discussi della puntata riguarda la presenza, segnalata dalle telecamere di Report, di Agostino Ghiglia, membro dell’Ufficio del Garante della Privacy, in via di Scrofa a Roma proprio il giorno in cui l’Autorità ha deliberato una sanzione nei confronti del programma.
La domanda lanciata in trasmissione è stata diretta: “Cosa ci faceva lì Ghiglia il giorno della decisione sulla multa a Report?”
Un interrogativo che ha alimentato curiosità e polemiche, anche alla luce del ruolo istituzionale ricoperto dal funzionario.
Ranucci ha annunciato che il tema sarà ulteriormente approfondito nelle prossime puntate, ribadendo che Report intende esercitare pienamente il proprio diritto di cronaca e di indagine, anche quando riguarda autorità pubbliche.
Cinecittà, nomine e intrecci politici
Un altro servizio che ha attirato grande attenzione riguarda la nomina di Manuela Cacciamani come amministratrice delegata di Cinecittà.
La sua figura, come riportato in trasmissione, è legata alla famiglia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Secondo quanto ricostruito da Report, la nomina sarebbe arrivata dopo una telefonata tra Arianna Meloni — sorella della premier — e la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni.
La trasmissione ha inoltre citato le parole del ministro Alessandro Giuli, che aveva descritto Cinecittà come “un cratere estivo” prima dell’arrivo di Cacciamani.
Alcune testimonianze raccolte dal giornalista Luca Bertazzoni suggeriscono che con questa nomina gli equilibri interni al Ministero della Cultura sarebbero mutati, in particolare dopo l’arrivo di Giuli alla presidenza.
Nel servizio viene riportato anche il punto di vista di Fabio Longo, che aveva lavorato a stretto contatto con Borgonzoni, secondo cui “l’arrivo di Giuli avrebbe cambiato i rapporti di forza all’interno del Ministero”.
Il ruolo di Zaccone Teodosi e le parole degli esperti
Nel corso della puntata è intervenuto anche Angelo Zaccone Teodosi, presidente dell’Istituto Italiano per l’Industria Culturale, che ha contestualizzato le recenti scelte politiche in materia di gestione dei fondi pubblici per la cultura e l’audiovisivo.
Il suo contributo ha permesso di collegare la vicenda Cinecittà alle dinamiche più ampie della governance culturale italiana, un tema da sempre al centro dell’interesse del programma.
Un ritorno carico di tensioni
L’avvio della nuova stagione di Report arriva dopo settimane di polemiche, querele e attacchi politici contro la trasmissione e il suo conduttore.
La sanzione del Garante, le pressioni istituzionali e l’episodio dell’attentato contro Ranucci e la redazione hanno reso ancora più delicato il contesto in cui il programma si muove.
Ciononostante, l’audience e la risposta del pubblico restano alte: i post pubblicati sui canali social ufficiali di Report hanno raccolto migliaia di interazioni e commenti di solidarietà.
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I VIDEO:
Con la nuova stagione, Report conferma il proprio ruolo di programma simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano.
Le rivelazioni su Cinecittà, sull’Ufficio Privacy e sulle dinamiche politiche legate al mondo della cultura aprono una serie di piste investigative che promettono nuovi sviluppi.
Sigfrido Ranucci, tra attacchi e riconoscimenti, ribadisce una linea chiara: continuare a raccontare i fatti con rigore, trasparenza e libertà.
Come ha ricordato lui stesso:
“La nostra scorta siete voi.”



















