Rocco Casalino dalla Gruber rivela tutto e le parole forti su Giuseppe Conte – IL VIDEO

Roma, 11 novembre 2025 – ore 21:00
Rocco Casalino torna in televisione e lo fa nel salotto di Otto e Mezzo, su La7, per una lunga intervista in cui ripercorre il suo rapporto con Giuseppe Conte, il ruolo nel Movimento 5 Stelle e la prospettiva di un nuovo equilibrio nel centrosinistra.
Il suo messaggio è chiaro: «Conte è il leader più sottovalutato della politica italiana. Non ha più bisogno di me, è diventato fortissimo nella comunicazione».

“Conte è il leader più sottovalutato. È stato un ottimo premier”

L’ex portavoce del governo Conte, oggi impegnato in un nuovo percorso professionale, non ha dubbi sulla statura politica del presidente del Movimento 5 Stelle:

“Sono convintissimo che il Movimento 5 Stelle abbia la possibilità di crescere e che il centrosinistra possa vincere le prossime elezioni. Conte è la persona in assoluto più sottovalutata. Secondo me è stato un ottimo premier.”

Casalino ha raccontato anche la sua decisione di chiudere un ciclo personale e professionale:

“Credo di aver concluso un ciclo. La crescita di Conte e della sua comunicazione mi hanno reso meno necessario e utile. È forte come leader, non ha più bisogno di un capo comunicazione come me.”

Parole che segnano una cesura ma anche un riconoscimento: per l’ex braccio destro del premier, il Movimento è maturato e Conte è riuscito a costruirsi una leadership autonoma, solida e popolare, capace di reggere il confronto diretto con Giorgia Meloni.

“Meloni si vanta di aver tolto il reddito. Io sono orgoglioso di averlo fatto”

Nel corso dell’intervista, Casalino ha difeso con forza le principali battaglie sociali del Movimento 5 Stelle, in particolare il Reddito di cittadinanza, abrogato dal governo Meloni:

“Non vedo alcuna misura straordinaria dell’attuale governo che porti crescita. Il Reddito di cittadinanza ha portato fuori dalla povertà moltissima gente. Meloni si vanta di averlo tolto, io sono orgoglioso di averlo fatto.”

Un attacco diretto alla premier e alla narrazione di destra che negli ultimi mesi ha tentato di smantellare i simboli delle politiche sociali introdotte durante i governi Conte.

Casalino ha anche ricordato gli sforzi del M5S per cambiare la gestione della RAI, sottolineando le differenze con l’attuale esecutivo:

“Col Movimento abbiamo cercato in tutti i modi di cambiare il meccanismo di controllo sulla RAI. Niente di paragonabile all’attuale governo. Oggi assistiamo a un’informazione asservita e squilibrata.”

“Giornalismo partigiano, ma io voglio restare vicino alla verità”

Parlando della sua esperienza personale, Casalino ha ammesso le difficoltà vissute negli anni più intensi della sua carriera politica:

“Col Movimento abbiamo molto sofferto di un giornalismo troppo partigiano, soprattutto quando siamo arrivati in Parlamento. Nel mio nuovo percorso voglio fare uno sforzo: non sarà facile staccarmi dopo 15 anni da dirigente politico, ma voglio raccontare i fatti e restare il più possibile vicino alla verità.”

Un messaggio che lascia intendere la volontà di Casalino di tornare nel mondo dell’informazione, ma con uno sguardo meno militante e più analitico rispetto al passato.

“Partita aperta tra Conte e Schlein. Meloni può essere battuta”

L’ex portavoce ha poi analizzato il quadro politico in vista delle prossime elezioni, individuando nel duo Conte-Schlein il centro di gravità del campo progressista:

“Credo sia realistico iniziare a pensare che Giorgia Meloni si possa battere. In questi anni si è parlato molto di politica internazionale, un terreno che ha favorito la premier in carica. Ma ora la partita è aperta.”

 

Secondo Casalino, Elly Schlein avrebbe “spostato troppo a sinistra il Partito Democratico”, raggiungendo “il massimo possibile senza riuscire a conquistare i voti del centro”.
Per questo motivo, spiega, “Conte ha oggi ottime possibilità di crescere e di competere direttamente con Meloni”.

L’ex spin doctor ha anche citato Silvia Salis, vicepresidente del CONI, definendola “telegenica e con ottime doti comunicative”, pur precisando che “le manca ancora spessore politico, ma ha tempo per costruirlo”.

“È una partita aperta tra Conte e Schlein. Sono loro i veri protagonisti del campo progressista.”

La visione di Casalino: il ritorno di un centrosinistra competitivo

Casalino, che per anni ha plasmato la comunicazione del Movimento, vede oggi uno spazio politico reale per un campo largo di centrosinistra che unisca pragmatismo e giustizia sociale:

“In questi tre anni Conte e Schlein hanno cercato di chiarire la propria identità. Ora è il momento di unire forze e visioni diverse per costruire un’alternativa credibile.”

Nel suo intervento, non c’è spazio per la nostalgia: Casalino parla da osservatore, ma con l’occhio di chi conosce a fondo i meccanismi del consenso e le dinamiche del potere mediatico.

 

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Con tono quasi affettuoso, Casalino ha chiuso l’intervista con parole che suonano come una dichiarazione di stima e di fiducia verso il suo ex leader:

“Giuseppe Conte è cambiato, è cresciuto. Non ha più bisogno di un capo della comunicazione come me, ma l’Italia ha ancora bisogno di lui.”

Un’uscita pubblica che conferma due cose: la centralità politica di Conte nel futuro del centrosinistra e il fatto che, a tre anni dal suo addio ufficiale, Rocco Casalino resta una voce capace di leggere e influenzare il dibattito politico con la stessa lucidità di sempre.

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