“Rompere il salvadanaio per fare la spesa”: la denuncia totale del M5S – Ecco cosa accadrà

Roma, 30 aprile 2025 – Il Movimento 5 Stelle alza i toni e sferra un attacco frontale al governo Meloni sulla gestione dell’economia reale, in particolare sul tema dell’inflazione e del costo della vita. Una doppia nota, firmata da sei parlamentari delle commissioni Attività produttive e dalla vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, punta il dito contro quello che viene definito “il grande Truman Show” dell’esecutivo, accusato di propagandare una narrazione ottimistica mentre le famiglie italiane sono costrette a “rompere i salvadanai” per affrontare la spesa quotidiana.

Secondo i dati Istat resi noti oggi, il carrello della spesa ha registrato un’impennata del +2,6% su base annua nel mese di aprile. Un incremento che, secondo le stime delle associazioni dei consumatori, si tradurrebbe in una stangata da oltre 700 euro l’anno per ogni famiglia italiana.

“È questo il dato che smaschera la narrazione edulcorata dell’epopea meloniana” – affermano i parlamentari M5S Sabrina Licheri, Gisella Naturale, Emma Pavanelli, Chiara Appendino, Enrico Cappelletti e Antonio Ferrara – “mentre la produzione industriale è in crollo da 25 mesi consecutivi, l’unico vero record che il ministro Urso sembra voler collezionare”.

L’attacco si concentra anche sull’inutilità del cosiddetto “carrello tricolore”, l’iniziativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità. “Una baracconata che non ha sortito alcun effetto concreto – sottolineano – e che oggi è solo un lontano ricordo, spazzato via dall’assenza totale di politiche incisive contro il caro vita”.

Nel mirino dei pentastellati anche il rifiuto sistematico del governo di affrontare il tema del salario minimo. “Ogni volta che a Meloni si nomina il salario minimo, le vengono le bolle”, scrivono i parlamentari, chiedendosi provocatoriamente “perché nessun italiano ha ancora capito le vere ragioni di questo rifiuto”. L’argomento è tornato al centro del dibattito anche per via del monito del presidente Mattarella, che ieri ha ribadito la necessità di garantire condizioni salariali più dignitose nel Paese.

Sulla stessa linea la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, che denuncia “la totale immobilità del governo” e una gestione “fallimentare” della crisi economica. “Vivere nell’Italia di Meloni – afferma – sta diventando un privilegio per pochi. Il governo continua a raccontare una realtà parallela, mentre la crescita è al palo, le famiglie arrancano e le imprese non ricevono alcun sostegno concreto”.

Secondo Castellone, il divario tra la narrazione ufficiale e i dati reali si fa ogni giorno più evidente: “Le stime sul PIL sono sempre più contenute e ben al di sotto delle previsioni del MEF. L’Italia resta sotto la media europea per crescita e competitività”.

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In un Paese dove le buste paga restano tra le più basse d’Europa e la domanda interna si contrae pericolosamente, il M5S lancia un messaggio chiaro: “Il tempo della propaganda è finito. Servono misure concrete per sostenere i redditi, frenare l’inflazione e garantire un minimo di giustizia sociale”.

Un attacco a tutto campo che prelude a un possibile scontro ancora più acceso nelle prossime settimane, con i pentastellati pronti a rilanciare le proprie proposte su salario minimo, lotta all’inflazione e redistribuzione della ricchezza, nella convinzione che la maggioranza di governo “stia voltando le spalle al Paese reale”.

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