Salvini beccato di nuovo a dire balle in diretta TV, questa volta l’ha fatto su… – IL VIDEO SHOCK

Nuova uscita televisiva, nuova gaffe per Matteo Salvini.
Ospite in un talk show, il leader della Lega ha attaccato la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, accusandola di essere “pericolosa” e di “avere lo stipendio pagato dagli italiani, perché rappresenta noi”.
Parole pesanti, che però — come spesso accade — non corrispondono alla realtà dei fatti.

A smentire il vicepremier ci ha pensato Pagella Politica, la testata indipendente che si occupa di fact-checking delle dichiarazioni pubbliche, chiarendo punto per punto come funziona davvero il ruolo dell’esperta italiana all’ONU.

Cosa ha detto Salvini

Nel corso della trasmissione, Salvini ha affermato:

“Francesca Albanese è pericolosa: ha lo stipendio pagato da me, da te, da chi è in studio e da chi è a casa, perché rappresenta noi.”

Il riferimento era alle recenti dichiarazioni della giurista, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, che aveva criticato la posizione di Israele e definito “urgente” un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

Salvini, riprendendo un vecchio refrain del centrodestra, ha così tentato di delegittimarla come rappresentante “pagata con i soldi degli italiani”.
Una tesi però smentita dalle stesse Nazioni Unite e, ancora una volta, da una verifica documentata.

Chi è Francesca Albanese e qual è il suo ruolo

Francesca Albanese è una giurista esperta di diritto internazionale e diritti umani, specializzata in Medio Oriente.
A maggio 2022 è stata nominata Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967 da Israele, un mandato rinnovato fino al 2028.

Il suo incarico deriva dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU, con sede a Ginevra: l’organo internazionale che promuove e tutela i diritti umani a livello globale e che ha la facoltà di nominare esperti indipendenti per monitorare specifiche situazioni o aree tematiche.

Oggi esistono 46 mandati tematici (per temi come la libertà di espressione, i diritti delle donne, la tortura) e 14 mandati territoriali, tra cui quello di Albanese sui Territori palestinesi.

Gli esperti ONU non rappresentano gli Stati e non sono pagati

Come spiegato più volte dalle Nazioni Unite, i relatori speciali non sono dipendenti dell’ONU, né tanto meno stipendiati da uno Stato membro.
Si tratta di esperti indipendenti, nominati per le loro competenze, che operano a titolo personale, senza rappresentare né il Paese di cittadinanza né le Nazioni Unite stesse.

Il loro lavoro è volontario e part-time: non ricevono compensi, ma soltanto rimborsi spese per le missioni ufficiali o per le trasferte necessarie alle indagini.
Le risorse provengono dal bilancio generale dell’ONU, che è finanziato da tutti gli Stati membri, Italia compresa — ma questo non significa che siano “pagati dagli italiani”, come sostiene Salvini.

Albanese continua la sua attività accademica

Proprio perché si tratta di incarichi volontari, i relatori speciali possono continuare a lavorare come ricercatori o docenti.
Nel caso di Francesca Albanese, la giurista collabora con la Georgetown University di Washington, dove è ricercatrice presso l’Institute for the Study of International Migration.

Una posizione che rafforza il carattere accademico e indipendente del suo mandato, lontano da qualsiasi vincolo politico o economico con il governo italiano.

L’ONU: “Operano in piena indipendenza e senza rappresentare nessuno”

Nel chiarimento riportato da Pagella Politica, le Nazioni Unite ribadiscono che i relatori speciali “operano a titolo personale e in piena indipendenza, senza rappresentare né le Nazioni Unite né il Paese di cui sono cittadini”.

Questa autonomia è considerata fondamentale per la credibilità del sistema ONU, che deve poter contare su voci libere e autorevoli, capaci di documentare violazioni dei diritti umani in modo imparziale.

L’ennesima disinformazione firmata Salvini

Le parole del leader leghista si inseriscono in una lunga serie di dichiarazioni imprecise o false riguardo all’ONU, alle ONG e ai diritti umani.
Già in passato Salvini aveva accusato l’organizzazione internazionale di “attaccare Israele” o di “difendere i terroristi”, distorcendo il ruolo di organismi che invece operano sulla base del diritto internazionale.

L’episodio di questa settimana dimostra ancora una volta come la propaganda politica possa deformare la realtà per colpire chi esprime posizioni scomode.
In questo caso, una giurista italiana impegnata nella difesa dei diritti umani.

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VIDEO:
In conclusione, il caso Albanese chiarisce un punto essenziale: i relatori speciali dell’ONU operano a titolo personale, in piena indipendenza e senza stipendio, dunque non rappresentano l’Italia né “sono pagati dagli italiani”. La verifica di Pagella Politica smentisce le affermazioni di Matteo Salvini e riporta il dibattito sul terreno dei fatti, dove contano ruoli, mandati e procedure. Da qui in avanti, la discussione dovrebbe riguardare il merito dei rapporti e delle analisi, non etichette fuorvianti: è questo il presupposto minimo per un confronto pubblico serio e informato.

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