Salvini pizzicato di nuovo da un Video che lo riprende mentre… – Scoppia la polemica – Video

Dal dovere civico al ritiro domestico: Salvini e il doppio volto del voto

“Fatto, ho esercitato il mio diritto e il mio dovere al voto”. Così parlava Matteo Salvini nel 2022, fuori dal seggio in cui aveva appena votato per i referendum sulla giustizia. Due anni e mezzo dopo, qualcosa è cambiato. Per i referendum del 2025, il leader della Lega ha annunciato pubblicamente che non andrà a votare, e che resterà a casa con i figli. Un cambio di rotta evidente, che pone interrogativi sulla coerenza politica e sull’uso strumentale del voto referendario.

Il video del 2022: “Non fatevi rubare il diritto di scegliere”

Nel video pubblicato l’11 giugno 2022 sui suoi canali social, Salvini si mostrava determinato: “Mi raccomando, non lasciatevi rubare la possibilità di cambiare la giustizia e il vostro straordinario Paese non nascondendo questo diritto al voto ai referendum”. Denunciava un “muro di silenzio”, parlava apertamente di “furto di democrazia” e concludeva con un appello solenne: “Chi vota sceglie, chi non vota si arrende”.

Parole forti, che indicavano nel voto referendario uno strumento di partecipazione attiva e cruciale per la vita democratica del Paese. Salvini si poneva come difensore della sovranità popolare, contro un sistema accusato di voler tenere il cittadino lontano dalle urne.

2025: il silenzio, la diserzione e i figli

Oggi, invece, Salvini annuncia che non parteciperà al voto dell’8 e 9 giugno 2025, proprio per i nuovi referendum indetti su tematiche istituzionali e sociali. La motivazione? “Starò a casa con i miei figli”. Nessun richiamo al dovere civico, nessuna denuncia di silenzio mediatico, nessuna mobilitazione.

Una presa di posizione che stride con le sue parole del passato e che, per molti osservatori, appare come un segnale di disimpegno o peggio, di imbarazzo politico. Non è chiaro se Salvini consideri irrilevanti i quesiti referendari del 2025, o se abbia scelto volutamente di non esporsi su tematiche divisive.

Il problema della coerenza politica

Il cortocircuito tra il Salvini del 2022 e quello del 2025 è evidente. Allora, chi non votava si arrendeva. Oggi, è lui a scegliere l’astensione. In un’epoca di comunicazione permanente, dove tutto resta documentato e confrontabile, la coerenza è diventata una moneta sempre più rara ma sempre più preziosa.

L’incoerenza rischia di logorare non solo l’immagine del leader, ma anche il messaggio stesso della Lega, che negli ultimi anni ha fatto del rapporto diretto con il popolo e con le urne uno dei propri pilastri ideologici.

Il problema della coerenza politica

Il cortocircuito tra il Salvini del 2022 e quello del 2025 è evidente. Allora, chi non votava si arrendeva. Oggi, è lui a scegliere l’astensione. In un’epoca di comunicazione permanente, dove tutto resta documentato e confrontabile, la coerenza è diventata una moneta sempre più rara ma sempre più preziosa.

L’incoerenza rischia di logorare non solo l’immagine del leader, ma anche il messaggio stesso della Lega, che negli ultimi anni ha fatto del rapporto diretto con il popolo e con le urne uno dei propri pilastri ideologici.

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La memoria (digitale) non dimentica

In rete circolano ancora i video di Salvini davanti al seggio nel 2022, i post appassionati, le dirette Facebook. Tutto è lì, a pochi clic di distanza. E tutto contrasta con la posizione attuale. Il leader leghista, che invitava a “rompere il muro del silenzio”, oggi tace e si ritira in casa.

Il silenzio è una scelta legittima, ma per chi si è sempre proposto come “uomo del popolo” e “voce dei cittadini”, è anche una rinuncia simbolica. Una resa. Proprio quella che, un tempo, rimproverava a chi restava a casa.

 

E ora? VIDEO

Nel vuoto lasciato da Salvini, rimane una domanda per il suo elettorato: è ancora il voto uno strumento fondamentale di partecipazione, come diceva lui stesso? E se sì, perché oggi sceglie di non usarlo? La risposta, forse, non arriverà da lui. Ma toccherà agli elettori decidere se seguire le sue parole di oggi, o quelle di ieri.
VIDEO:

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