Santin della Gialappa’s affonda il Governo Meloni con parole forti, e poi litiga con… – VIDEO SHOCK

Dal palco del festival di Grottammare all’appello per la Palestina: il comico rompe gli schemi e scatena un acceso battibecco con il pubblico

Doveva essere una serata di festa e risate, quella del festival “Cabaret Amore Mio!”, lo storico appuntamento marchigiano che da anni premia i grandi protagonisti della comicità italiana. Invece, l’intervento di Marco Santin, voce storica della Gialappa’s Band, si è trasformato in un momento di forte tensione. L’artista, premiato con l’Arancia d’Oro alla carriera 2025, ha approfittato della ribalta per lanciare un duro appello sulla situazione a Gaza, ma le sue parole hanno provocato la reazione di un uomo del pubblico.

Ne è nato un battibecco acceso, tra insulti e repliche, che ha rischiato di far deragliare la serata.

Dal ricordo della Gialappa’s al tema Gaza

Accompagnato dal presentatore Roberto Lipari, Santin ha ripercorso con ironia e nostalgia la carriera della Gialappa’s Band, dagli esordi negli anni Ottanta fino alle trasmissioni cult come Mai dire Gol e Mai dire Grande Fratello. Poi, con un cambio netto di tono, ha voluto affrontare un tema che a suo dire non può più essere ignorato: la guerra in Medioriente e le condizioni drammatiche della popolazione palestinese.

“Quello che sta succedendo a Gaza è orripilante – ha dichiarato Santin dal palco –. Gli unici imbecilli che non prendono posizione siamo noi italiani. Ci sono bambini straziati tutti i santi giorni, e noi stiamo zitti. È vergognoso”.

L’appello: “Non possiamo essere ricordati come imbecilli”

Santin ha insistito con forza sul ruolo della società civile e dei singoli cittadini, invitando a non restare indifferenti:

“Non è vero che non si può fare niente. Possiamo donare alle associazioni serie, possiamo protestare sui social, possiamo far sentire la nostra voce. Non possiamo essere ricordati nei libri di storia, tra quarant’anni, come gli imbecilli che non hanno fatto nulla mentre avveniva il massacro di un popolo”.

Il comico ha ricordato di utilizzare ormai da mesi i propri canali social quasi esclusivamente per sensibilizzare sulla crisi a Gaza, definendola “la sola causa per cui vale la pena continuare a parlare in pubblico”.

Lo scontro con uno spettatore

Mentre Santin parlava con crescente passione, dal pubblico si è alzata una voce di protesta. Uno spettatore, visibilmente contrariato, ha interrotto il monologo accusandolo di “dire ca**ate” e ha contestato le sue parole su Hamas e sul 7 ottobre, che il comico aveva definito “una scusa usata per giustificare anni di massacri”.

“Ma che cao dici? Oh scemo, cosa dici che Hamas e il 7 ottobre sono caate?”, ha urlato l’uomo.

A quel punto, Santin ha reagito con durezza ma senza perdere il controllo:

“Scemo perché? Io ti ho dato dello scemo? Pensi che sia partito tutto dal 7 ottobre? È dal 1946 che il popolo palestinese viene massacrato. Vai a studiare invece di insultare la gente”.

Il battibecco ha creato qualche momento di imbarazzo tra il pubblico, diviso tra applausi e brusii.

Un discorso fuori dagli schemi

Nonostante l’incidente, Santin ha portato avanti il suo intervento senza arretrare di un millimetro. Ha accusato il governo italiano – e in particolare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – di avere “i paraocchi” sulla questione e di non voler assumere posizioni chiare per fermare le violenze.

Per lui, la responsabilità dell’opinione pubblica è enorme:

“Con i mezzi di oggi nessuno può dire ‘non lo sapevo’. Le immagini e le notizie arrivano ovunque. Non possiamo girarci dall’altra parte”.

Il premio alla carriera dopo le polemiche

Pochi minuti dopo lo scontro, Santin ha ricevuto comunque il riconoscimento dell’Arancia d’Oro alla carriera, accolto dagli applausi della platea. Il festival ha voluto celebrare non solo la lunga storia della Gialappa’s Band, che ha segnato la televisione italiana dagli anni Ottanta a oggi, ma anche la capacità del trio di restare una voce critica, fuori dagli schemi e spesso scomoda.

Il discorso di Santin, tuttavia, ha polarizzato gli spettatori: da un lato chi ha apprezzato il coraggio di affrontare un tema così delicato in un contesto leggero come quello di una kermesse comica, dall’altro chi ha giudicato inopportuno mischiare satira e denuncia politica.

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VIDEO:

L’episodio di Grottammare conferma come la questione di Gaza continui a dividere e a scuotere anche i contesti meno prevedibili. Marco Santin, premiato per una carriera all’insegna dell’ironia, ha scelto di usare il palco non solo per ricordare i fasti della Gialappa’s, ma per lanciare un grido d’allarme politico e morale.

La lite con lo spettatore resterà come uno dei momenti più discussi di questa edizione del festival, simbolo della difficoltà di parlare di Gaza senza accendere polemiche. Ma anche della volontà, da parte di alcuni artisti, di non tacere di fronte a quello che considerano un “genocidio quotidiano”.

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