Roma, 9 novembre 2025 – Mentre il Paese affronta una manovra economica piena di tensioni, con famiglie e lavoratori alle prese con stipendi fermi e servizi pubblici in difficoltà, alla Camera dei Deputati si festeggia un’altra “novità” che ha del surreale: l’arrivo del gelato artigianale alla buvette di Montecitorio.
Dopo 48 ore di lavori “intensi” – come precisano le fonti interne – è stato installato un bancone refrigerato per consentire ai parlamentari di gustare sei gusti artigianali, rigorosamente in coppetta, durante le pause tra un voto e l’altro.
Trancassini (FdI): “Un atto di giustizia per i deputati”
A difendere l’iniziativa è stato Paolo Trancassini, capogruppo vicario di Fratelli d’Italia, che ha definito l’arrivo del gelato “un atto di giustizia nei confronti dei deputati”.
Una dichiarazione che ha immediatamente acceso la polemica.
Sui social e tra i cittadini è esplosa l’indignazione: in un Paese dove quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta, la priorità del Parlamento sembra essere diventata quella di scegliere tra pistacchio e stracciatella.
La buvette si rinnova: “Solo coppette, niente coni”
Il regolamento di Montecitorio impone che i cibi acquistati nella buvette siano consumati sul posto, motivo per cui si è scelto di servire il gelato in coppetta e non nel cono, per “ragioni di praticità”.
Il gelato era già comparso in passato nei bar dei dipendenti, ma solo in versione confezionata. Ora, con il nuovo allestimento, il Parlamento potrà contare su un prodotto artigianale e made in Italy, probabilmente fornito dal marchio romano The Gelatist.
L’impianto di refrigerazione è stato montato nel fine settimana e, secondo le fonti, “i lavori sono stati completati in tempo record”. I prezzi, invece, restano top secret.
Critiche e ironie: “Il Paese affonda, ma il Parlamento si lecca i baffi”
L’iniziativa è stata accolta da un’ondata di critiche e ironie.
Sui social si moltiplicano i commenti indignati:
“Ospedali in crisi, scuole che crollano, ma almeno i deputati hanno il gelato artigianale.”
Molti cittadini sottolineano la distanza crescente tra i problemi reali del Paese e le “comodità” del palazzo: un gesto simbolico che, per molti, racconta meglio di qualsiasi discorso il distacco della politica dalla vita quotidiana.
Ma veramente necessario? L’accaduto:
Il via libera è stato accordato dal collegio dei questori oltre un mese fa, durante la riunione del 17 settembre, e rappresenta l’approdo di un’iniziativa lanciata dai deputati di Fratelli d’Italia. L’origine risale al 2023, quando alcuni esponenti di FdI proposero di inserire il gelato artigianale nelle mense di Montecitorio: non solo per offrire un prodotto di livello, ma anche per valorizzarlo come emblema del Made in Italy e per promuovere la tradizione artigiana nazionale.
I promotori puntano inoltre all’istituzione di un “Marchio di Qualità” per il gelato artigianale italiano, sul modello di quanto esiste per il parmigiano reggiano o per l’olio d’oliva: un’etichetta che certifichi origine, standard produttivi e rispetto delle lavorazioni tradizionali, garantendo un prodotto autentico e tutelato. L’idea nasce anche dalla crescente concorrenza dei gelati industriali che, pur più economici, spesso non raggiungono le stesse caratteristiche di qualità del gelato artigianale.
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Conclusione: la dolce vita di Montecitorio
Mentre il governo discute di tagli alla sanità, stipendi stagnanti e pensioni sempre più leggere, a Montecitorio le priorità sembrano di tutt’altra natura.
Un bancone di gelato artigianale, sei gusti in coppetta e un impianto frigo installato “in tempi record”: piccoli lussi che finiscono per diventare grandi simboli del privilegio politico.
La vera domanda resta una:
chi paga il conto della coppetta?



















