Scandalo in Senato su giustizia: manca il numero legale e Patuanelli (m5s) attacca. L’accaduto –

Caos in Senato sulla riforma della giustizia: salta il numero legale per ben quattro volte

Mattinata turbolenta in Senato durante l’esame del disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Per ben quattro volte, il numero legale è mancato, causando la sospensione della seduta.

Tutto è iniziato alle 9:45, quando la prima verifica chiesta dalle opposizioni ha evidenziato l’assenza del numero minimo di senatori necessari per la validità della seduta.
Stesso esito alle 11:40, alle 13:00 e nuovamente alle 13:20, appena sei minuti dopo la ripresa della seduta precedente.

La mancanza del numero legale ha causato ripetute sospensioni mentre si stavano votando gli emendamenti all’articolo 3 della riforma, quello che prevede l’istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura: uno per i magistrati requirenti (i pubblici ministeri) e uno per i giudici.

Gasparri (FI) minimizza: “Non è un problema politico”

Il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha cercato di ridimensionare l’accaduto, parlando con i cronisti a margine di una conferenza stampa:

> “Le mancanze del numero legale sono fisiologiche, non ci sono problemi di natura politica, anche perché la gente sa che i tempi del voto finale sono fissati, o la prossima settimana o il 22 luglio. Noi abbiamo l’impegno degli anni e non l’ansia del giorno o delle ore.”

Patuanelli (M5S) attacca duramente il centrodestra: “Assenti in Aula, forse stanno studiando Signal”

Diverso il tono del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, ha attaccato frontalmente la maggioranza di governo, sottolineando l’assenza ripetuta dei senatori di centrodestra:

> “Sono talmente convinti della loro riforma che è la quarta volta oggi che non si presentano in Aula. Saranno impegnati a capire come funziona Signal.”

 

Il riferimento sarcastico all’app di messaggistica criptata Signal sembra alludere ai recenti scandali e alle comunicazioni riservate tra esponenti della politica italiana.

Una riforma sempre più divisiva

La giornata di oggi ha evidenziato ancora una volta le difficoltà politiche attorno alla riforma della giustizia, che resta uno dei provvedimenti più contestati della legislatura. L’opposizione denuncia il comportamento della maggioranza, accusandola di tentare di approvare una riforma così delicata in modo superficiale e disordinato.

Il dibattito sul disegno di legge proseguirà nei prossimi giorni, ma il clima in Palazzo Madama si fa sempre più acceso.

Il caos andato in scena oggi in Senato sul disegno di legge per la separazione delle carriere conferma quanto questa riforma sia ormai uno dei punti più divisivi e incandescenti dell’intera legislatura. Al di là delle rassicurazioni di Forza Italia, le ripetute mancanze del numero legale raccontano di una maggioranza distratta, frammentata e incapace di garantire nemmeno la presenza in Aula su un tema così centrale.

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L’opposizione, in particolare il Movimento 5 Stelle, alza i toni e accusa il centrodestra di voler approvare la riforma in modo frettoloso e disordinato, senza nemmeno riuscire a garantire un dibattito serio. E mentre lo scontro politico si fa sempre più acceso, il destino della riforma si complica, con il rischio che la battaglia sul merito venga oscurata dalla lotta sui numeri e dalle tensioni tra i partiti della stessa maggioranza. Palazzo Madama si prepara a giornate ancora più tese.

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