Un piccolo comune ai Castelli Romani, Lariano, è al centro di un caso che coinvolge direttamente il Ministero dell’Agricoltura guidato da Francesco Lollobrigida.
Secondo un’inchiesta pubblicata da la Repubblica, il dicastero avrebbe finanziato con 120 mila euro di fondi pubblici la sagra del fungo porcino organizzata nel borgo, senza alcuna gara d’appalto.
L’iniziativa, ufficialmente dedicata alla promozione dei prodotti tipici e dell’“italianità”, si è trasformata — scrive il quotidiano — in “un laboratorio di potere”, dove si intrecciano rapporti politici e locali “molto vicini ai vertici di Fratelli d’Italia”.
Il finanziamento diretto e il padiglione del Ministero
Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, il Ministero avrebbe stanziato 120 mila euro per realizzare uno stand istituzionale al centro della fiera, con corsi, degustazioni e attività promozionali.
L’affidamento sarebbe avvenuto senza gara pubblica, un elemento che solleva più di una perplessità sul piano della trasparenza amministrativa.
All’interno del padiglione, racconta il giornale, sono stati organizzati incontri e iniziative a spese dello Stato, con un costo di circa diecimila euro al giorno. Nonostante le risorse impiegate, l’evento — secondo la ricostruzione — non avrebbe registrato un grande successo di pubblico.
Lariano, “feudo” politico e simbolico
Lariano non è un luogo qualsiasi: il comune ai piedi dei Castelli Romani è noto per essere storicamente vicino ad ambienti della destra romana.
Il quotidiano sottolinea che la manifestazione è diventata “una vetrina di partito” nel nome dell’identità nazionale e dell’agricoltura italiana, ma che in realtà avrebbe finito per finanziare un circuito di rapporti politici e territoriali consolidati.
Ironia della sorte, scrive ancora la Repubblica, “i funghi della sagra, in molti casi, arrivano da molto lontano, forse dall’Est Europa”.
Un caso politico e di opportunità
Il finanziamento diretto a un evento locale da parte di un ministero, senza una procedura di evidenza pubblica, apre ora una questione politica e istituzionale.
Il principio della trasparenza e della concorrenza negli appalti pubblici, previsto dal Codice dei contratti, prevede che ogni affidamento di fondi pubblici debba avvenire secondo regole chiare e competitive, salvo eccezioni motivate.
Finora dal Ministero non è arrivata alcuna replica ufficiale. Ma la vicenda rischia di diventare un nuovo terreno di scontro politico sul rapporto tra potere, risorse pubbliche e consenso locale.
Il precedente contesto di polemiche
Non è la prima volta che il nome del ministro Lollobrigida — cognato della premier Giorgia Meloni — finisce al centro del dibattito pubblico.
Già in passato il titolare dell’Agricoltura era stato criticato per l’uso di fondi ministeriali destinati a eventi di promozione territoriale, spesso organizzati in territori legati alla destra romana o a realtà associative vicine al partito di governo.
Questo nuovo episodio, segnalano le opposizioni, “accende i riflettori su un sistema di gestione politica dei fondi pubblici che non può essere derubricato a folklore locale”.
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Conclusione
Lariano, 13 mila abitanti e un’economia basata su commercio e turismo, è oggi il simbolo di una questione più ampia: come vengono spesi i fondi pubblici destinati alla promozione agricola e territoriale.
La sagra del fungo porcino — nata come festa popolare — si trasforma così, nel racconto giornalistico, in un caso politico nazionale.
E mentre la polemica cresce, resta una domanda aperta:
chi controlla come vengono usati i soldi del Ministero, e con quali criteri vengono scelti gli eventi da finanziare?



















