Scandalo su Ursola Von der Leyen? Ecco cosa ha scoperto Ranucci e Report – Gli sms shock – VIDEO

Il Tribunale UE condanna la mancanza di trasparenza. Scambio di messaggi durante la pandemia: la Commissione avrebbe dovuto renderli pubblici.

– Il caso noto come Pfizergate torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico grazie all’inchiesta di Report, rilanciata in queste ore con un video sui social. Al centro della vicenda ci sono gli scambi di SMS tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il CEO di Pfizer, Albert Bourla, avvenuti durante i mesi cruciali della pandemia da Covid-19, nel pieno delle trattative per l’acquisto dei vaccini.

Un tema esplosivo, che si arricchisce ora di una decisione di forte impatto: secondo il Tribunale dell’Unione europea, la Commissione avrebbe violato i principi di trasparenza e avrebbe dovuto rendere pubblici i messaggi scambiati tra i due leader. Una sentenza che apre scenari politici e giuridici tutt’altro che secondari.

La sentenza del Tribunale UE: “Gli SMS andavano pubblicati”

Il Tribunale dell’Unione europea si è espresso con chiarezza: la Commissione UE avrebbe dovuto concedere l’accesso agli SMS tra Ursula von der Leyen e Albert Bourla, in quanto rilevanti per l’interesse pubblico. Tali messaggi, infatti, sarebbero stati parte integrante delle trattative che portarono alla firma dei principali contratti di acquisto dei vaccini anti-Covid da parte dell’Unione Europea.

Secondo i giudici europei, non si può escludere che anche uno scambio via messaggistica istantanea possa costituire documentazione amministrativa. Di conseguenza, il loro occultamento rappresenta una violazione del diritto dei cittadini europei a conoscere le modalità con cui sono stati gestiti i fondi pubblici e siglati gli accordi in un periodo di eccezionale rilevanza storica e sanitaria.

L’inchiesta di Report: ombre sugli accordi tra UE e Pfizer

Report, il noto programma investigativo di Rai 3, aveva già affrontato il tema in una puntata intitolata “Una dose di troppo”, firmata da Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella. In quell’inchiesta venivano sollevati seri dubbi sulla trasparenza delle trattative tra Bruxelles e Big Pharma, e in particolare sulla scelta di von der Leyen di gestire personalmente parte delle comunicazioni con il vertice di Pfizer.

Report evidenziava come le trattative si sarebbero svolte fuori dai canali diplomatici ufficiali, senza il coinvolgimento pieno degli organi tecnici della Commissione. L’assenza di verbali ufficiali e la resistenza alla pubblicazione dei messaggi alimentavano già allora sospetti di opacità e scarsa accountability.

Le conseguenze politiche e il silenzio della Commissione

Dopo la sentenza, le opposizioni europee e numerose organizzazioni della società civile chiedono ora a gran voce la pubblicazione integrale degli SMS e un chiarimento ufficiale da parte della Commissione. Alcuni europarlamentari hanno parlato di un vero e proprio “scandalo istituzionale”, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni comunitarie.

Tuttavia, da parte della Commissione non è ancora arrivata una risposta formale alla decisione del Tribunale. Ursula von der Leyen, in particolare, ha scelto la via del silenzio, alimentando ulteriormente le polemiche.

Un precedente pericoloso?

La vicenda pone interrogativi cruciali sul funzionamento della governance europea in tempi di crisi. È legittimo, si chiedono molti osservatori, condurre trattative di questa portata via SMS, senza lasciare traccia nei canali istituzionali? E chi controlla i rapporti diretti tra i massimi vertici delle istituzioni e le grandi multinazionali?

La sentenza del Tribunale UE rappresenta un precedente che potrebbe cambiare profondamente il modo in cui si gestiscono i documenti digitali nelle istituzioni europee. Se anche gli SMS e i messaggi su app private possono costituire atti amministrativi, servirà maggiore cautela e una nuova regolamentazione su archiviazione, accessibilità e trasparenza.

Un nodo etico oltre che giuridico

Oltre agli aspetti tecnici e politici, il Pfizergate solleva anche una questione etica. In un momento in cui l’Europa si trovava in piena emergenza sanitaria, con milioni di vite in gioco e miliardi di euro mobilitati, sarebbe stato essenziale garantire la massima trasparenza nei processi decisionali.

La scelta di non rendere pubblici gli SMS rischia di minare la credibilità di chi ha gestito quella fase storica e, secondo i giornalisti di Report, è dovere dell’informazione continuare a fare luce su quanto accaduto.

Leggi anche

Conclusione e VIDEO:
La decisione del Tribunale UE getta nuove ombre su uno dei momenti più delicati della recente storia europea. La mancata pubblicazione degli SMS tra von der Leyen e Bourla è ora ufficialmente una violazione delle norme sulla trasparenza. Resta da vedere se la Commissione risponderà con atti concreti o continuerà a proteggere quella che sempre più appare come una zona grigia del potere europeo.
VIDEO:

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini