Il contesto: la tregua a Gaza e la corsa ai meriti
Roma, 12 ottobre 2025 – Durante l’ultima puntata di Accordi & Disaccordi in onda sul Nove, Andrea Scanzi ha rivolto parole durissime contro Giorgia Meloni, commentando la reazione della Premier italiana alla notizia della tregua raggiunta nella Striscia di Gaza.
La Presidente del Consiglio, intervenendo al TG1, aveva rivendicato un “contributo silenzioso dell’Italia” al piano di pace mediato da Donald Trump. Una frase che ha scatenato l’ironia e la critica di molti commentatori, tra cui appunto Scanzi, che non ha risparmiato toni severi.
Scanzi: “Do quattro alla Meloni, ma potevo dare due”
Il giornalista ha introdotto il suo commento con la consueta ironia tagliente:
“A queste parole della Presidente del Consiglio do quattro, ad altre parole avrei dato due, ma adesso do quattro.”
Una valutazione volutamente sarcastica, che anticipava la critica più profonda al modo in cui Giorgia Meloni avrebbe cercato di attribuirsi meriti politici e diplomatici inesistenti nella vicenda mediorientale.
Il riferimento a Orsini: “Frase che si porterà dietro a lungo”
Nel suo intervento, Scanzi ha anche fatto riferimento alle dichiarazioni del professore Alessandro Orsini, presente in studio, che aveva definito Meloni “una delle più grandi statiste e leader degli ultimi trent’anni”.
“Ho ascoltato con attenzione Orsini – ha detto Scanzi – che l’ha definita, pur con tutti i distinguo, una delle più grandi statiste e leader degli ultimi trent’anni. Frase abbastanza forte, secondo me. Orsini se la porterà dietro a lungo, quella dichiarazione.”
Un passaggio che ha suscitato sorrisi in studio, ma che ha anche introdotto il momento più polemico del suo commento.
“Vorrei sapere qual è stato questo contributo silenzioso”
Scanzi ha poi attaccato frontalmente la narrazione del governo Meloni sul presunto ruolo dell’Italia nel piano di tregua:
“Non appena è arrivata la notizia bella del piano di pace o di tregua, la Meloni per prima cosa ha telefonato al TG1 e non ha detto soltanto quello che abbiamo letto, ma ha anche detto che i meriti di questo piano di pace sono anche del governo italiano e del suo contributo silenzioso.”
Il giornalista ha aggiunto con tono polemico:
“Io vorrei sapere cos’è, qual è stato questo contributo silenzioso. Trovo veramente deprecabile e deplorevole che stiano banchettando tutti e stiano cercando di mettere la bandierina su questo piano di pace. Lo fa Meloni, lo fa Salvini, lo fa Bignami, lo fanno tutti.”
“Non hanno toccato palla. L’Italia non conta nulla”
Il culmine del suo intervento è arrivato con una frase che sintetizza perfettamente la posizione di Scanzi:
“Si mettano in testa una cosa molto semplice, quelli del governo – compresa anzitutto la Meloni –: non hanno toccato palla. Quello che sta capitando a Gaza, nel bene o nel male, è frutto di Trump. La Meloni non ci ha messo becco, non ci ha messo palla, perché sul piano europeo e mondiale non conta assolutamente niente.”
Una sentenza netta, che ha scatenato reazioni in studio e sui social, dove molti utenti hanno rilanciato il video del passaggio con l’hashtag #Scanzi tra i più commentati della serata.
Tra ironia e indignazione
Come spesso accade nei suoi interventi, Scanzi ha alternato sarcasmo e indignazione, riuscendo a trasformare un commento televisivo in un atto politico.
La critica al governo Meloni, secondo il giornalista, va oltre la singola dichiarazione: riguarda una strategia comunicativa costante, volta a rivendicare risultati internazionali che l’Italia non ha realmente contribuito a determinare.
“È un riflesso condizionato del potere: ogni volta che succede qualcosa di buono, devono dire che è merito loro. Ma il mondo non funziona così, e la diplomazia neppure.”
Reazioni e dibattito
Le parole di Scanzi hanno immediatamente acceso il dibattito sui social e tra i commentatori politici.
Molti spettatori hanno apprezzato la sua schiettezza, sottolineando la scarsa credibilità internazionale del governo italiano, mentre altri hanno accusato il giornalista di eccessivo livore nei confronti della Premier.
Intanto, la stessa Giorgia Meloni non ha replicato alle parole pronunciate durante il programma, ma dai vertici di Fratelli d’Italia trapela irritazione per quello che viene definito “un attacco gratuito e strumentale”.
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Con il suo intervento su Accordi & Disaccordi, Andrea Scanzi ha voluto denunciare la retorica dell’autocompiacimento che spesso accompagna l’azione del governo Meloni.
La sua invettiva si inserisce in un filone ormai consolidato di critica verso un esecutivo che, a suo dire, “cerca visibilità mediatica laddove mancano risultati concreti”.
La frase simbolo resta una:
“Non hanno toccato palla. Quello che è successo a Gaza non è frutto dell’Italia, ma della diplomazia americana. E pensare il contrario è una barzelletta.”
Un giudizio tagliente, che riaccende il confronto politico tra chi difende la Premier e chi, come Scanzi, la accusa di vivere più di propaganda che di politica estera reale.



















