Nella puntata di sabato sera di “Accordi & Disaccordi”, Andrea Scanzi ha lanciato un durissimo attacco contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusandolo di strumentalizzare le tragedie internazionali per giustificare l’offensiva a Gaza. Le sue parole hanno suscitato grande clamore e acceso il dibattito politico.
Il contesto: la tragedia di Washington
Mercoledì scorso, a Washington, un attacco armato ha causato la morte di due diplomatici israeliani. Il fatto ha avuto una forte eco internazionale, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reagito puntando il dito contro i leader di Francia, Gran Bretagna e Canada, accusandoli di non fare abbastanza per combattere l’antisemitismo e invocando misure più dure contro la Striscia di Gaza.
Per Andrea Scanzi, però, la reazione del premier israeliano non è altro che un’ulteriore mossa di propaganda. “È disarmante, ma non sorprendente,” ha detto il giornalista, “vedere come Netanyahu sfrutti la tragedia di Washington per presentarsi come martire dell’antisemitismo.”
Le accuse di Scanzi: “Un genocidio è in atto”
Durante il suo intervento, Scanzi non ha usato mezzi termini: “È cominciato un genocidio. È in atto una pulizia etnica.” Ha sottolineato come anche autorevoli voci internazionali, come la giornalista Rula Jebreal, parlino apertamente di genocidio, e si è detto pronto ad assumersi la responsabilità delle proprie parole: “Uso serenamente il termine genocidio. Se qualcuno si arrabbia, pazienza: chiamatemi Tito.”
Le sue parole arrivano pochi giorni dopo l’allarme lanciato da un alto funzionario delle Nazioni Unite, secondo cui 14.000 neonati palestinesi rischiano di morire nel giro di 48 ore a causa dell’interruzione di forniture essenziali e bombardamenti mirati.
La figura di Netanyahu nel mirino
Scanzi ha espresso un profondo disprezzo personale per Netanyahu: “Zero. Per me vale zero. Mi dà fastidio anche solo guardarlo e ascoltarlo.” Secondo il giornalista, il premier israeliano si serve dell’antisemitismo come alibi, anche quando non esiste, per ottenere consenso politico: “Il colpevole di Chicago ha fatto un regalo alla destra mondiale, e quindi anche a Netanyahu, che da sempre si nutre di antisemitismo, anche quando non c’è.”
Una denuncia politica e morale
Il commento di Scanzi non è stato solo politico, ma anche morale. Ha voluto ribadire che “molte istituzioni internazionali sono complici” di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Secondo lui, il silenzio e la passività della comunità internazionale rafforzano l’impunità di chi perpetra crimini contro i civili.
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Reazioni e polemiche
L’intervento ha già suscitato reazioni contrastanti sui social e nei commenti politici. C’è chi elogia il coraggio di Scanzi nell’usare parole nette per denunciare la violenza e chi, invece, lo accusa di parzialità e di banalizzare il tema dell’antisemitismo.
Quel che è certo è che le sue dichiarazioni hanno acceso i riflettori su una delle questioni più controverse e dolorose del nostro tempo, sollevando interrogativi su cosa sia giusto dire, e soprattutto fare, quando a morire sono i civili, e tra questi migliaia di bambini.
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