Scarpinato e Conte durissimi contro Meloni e Nordio. Ecco cosa hanno detto all’evento -VIDEO

Attacco durissimo dei 5 Stelle durante un incontro a Genova sulla deriva autoritaria del Paese
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> “Prima della Costituzione, la legge era la voce dei padroni. Ora con Meloni ci stiamo tornando”.
– Roberto Scarpinato

Un Giuseppe Conte così non si era mai visto: parole di fuoco, tono drammatico, un linguaggio che abbandona ogni forma di diplomazia istituzionale per entrare in quello dello scontro aperto. “Stanno sterminando i valori costituzionali, è in atto un attacco sistematico ai principi fondanti della Repubblica”, ha detto l’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle dal palco dell’incontro “Stato di diritto sotto attacco. Costituzione, criminalità organizzata e libertà d’informazione”, tenutosi a Genova insieme al senatore M5s ed ex magistrato Roberto Scarpinato.

L’appuntamento, organizzato per riflettere sullo stato della democrazia e delle garanzie costituzionali in Italia, si è trasformato in una durissima requisitoria contro il governo guidato da Giorgia Meloni. Un esecutivo che, secondo Conte e Scarpinato, sta riscrivendo le regole della convivenza civile, mettendo in discussione diritti, tutele e perfino le basi dell’ordinamento repubblicano.

Il j’accuse di Scarpinato: “Una nuova legalità di regime”

Scarpinato, con un discorso dal tono grave, ha evocato le radici storiche della disuguaglianza giuridica in Italia: “Prima della Costituzione, la legge era la voce dei padroni, legittimava lo sfruttamento dei contadini e degli operai. Ora, con questo governo, la legge torna a essere quello strumento: non più garante di diritti, ma macchina per toglierli”.

Nel mirino dell’ex procuratore generale ci sono i provvedimenti voluti da Piantedosi, Nordio e Crosetto: il cosiddetto pacchetto sicurezza, che per Scarpinato “è un manifesto ideologico contro i principi costituzionali. Garantisce impunità ai potenti e colpisce i reati lievi delle persone comuni. Si vietano le intercettazioni per la corruzione, ma si introducono per l’istigazione all’accattonaggio. È un rovesciamento dei valori della Carta”.

Conte: “Reprimono il dissenso, ci portano verso un’economia di guerra”

Anche Giuseppe Conte ha denunciato con forza quella che ha definito “una regressione democratica senza precedenti”. Secondo l’ex premier, “siamo di fronte a un progetto lucido: non è solo una serie di provvedimenti sbagliati, ma un disegno consapevole per comprimere le libertà, militarizzare le istituzioni, reprimere il dissenso politico e sociale”.

Conte ha citato l’impianto securitario del governo, i continui richiami all’ordine pubblico, la riduzione degli spazi di confronto parlamentare e la marginalizzazione delle opposizioni: “Stanno portando l’Italia verso un’economia di guerra. Si taglia alla sanità, si investe in armamenti. Si zittisce l’informazione libera, si dà spazio alle voci obbedienti”.

“Costituzione tradita”: l’allarme dei 5 Stelle

Per il Movimento 5 Stelle l’attuale fase politica rappresenta una vera e propria torsione autoritaria. E a farne le spese sarebbero proprio i principi fondanti della Repubblica: eguaglianza, giustizia sociale, libertà. “Non c’è più una legalità costituzionale”, ha ribadito Scarpinato. “C’è una legalità di regime, costruita su misura per garantire rendite e interessi, non diritti e dignità”.

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Il confronto, moderato dal giornalista del Fatto Quotidiano Luca De Carolis, ha visto anche momenti di partecipazione accorata del pubblico. Applausi, domande, testimonianze. “La gente ha capito che siamo a un bivio – ha concluso Conte – e che se non ci mobilitiamo adesso, rischiamo di non poter più farlo domani”.

Un messaggio che appare come un chiaro invito alla disobbedienza civile e alla resistenza politica, in un contesto dove i confini tra maggioranza e opposizione sembrano sempre più assomigliare a quelli tra potere e diritti negati.
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