Scontri e insulti in RAI tra gli inviati di Report e Salvo Sottile – Ecco cosa è accaduto – Video

La tensione attorno al futuro di Report esplode anche nei corridoi della Rai. Nel cortile della sede di via Teulada si è verificato un durissimo confronto tra Salvo Sottile e due storici inviati della trasmissione, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Secondo le ricostruzioni di Fanpage e ANSA, sono volati insulti pesanti, tra cui “venduto”. Sottile conferma l’accaduto e parla di un clima di forte nervosismo. Iovene prova invece a ridimensionare: “Uno scambio di opinioni tra colleghi”. Poco dopo arriva anche Sigfrido Ranucci, che prende apertamente le parti della sua squadra.

Il caso Report continua quindi ad allargarsi. Dopo la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione, il passo indietro di Giulia Presutti, la conferma di Daniele Piervincenzi e lo stato di agitazione della redazione, adesso arriva uno scontro personale che fotografa plasticamente quanto sia deteriorato il clima interno alla Direzione Approfondimento della Rai.

L’incontro nel cortile di via Teulada

La scena si svolge nella mattinata del 3 settembre.

Salvo Sottile arriva nella sede Rai di via Teulada per partecipare alla conferenza stampa di presentazione di “Ore 14”, programma di cui sarà conduttore.

Nel cortile incontra alcuni giornalisti di Report. Tra loro, secondo Fanpage, ci sono sicuramente Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni, due volti storici della squadra del programma investigativo.

Secondo la ricostruzione, Sottile si avvicina e saluta semplicemente chiedendo: “Come va?”.

La risposta è tutt’altro che cordiale.

Fanpage racconta di un faccia a faccia diventato rapidamente molto acceso. Tra le espressioni rivolte a Sottile sarebbero volate parole come “venduto” e altri insulti molto pesanti. ANSA ha successivamente confermato l’episodio attraverso i diretti protagonisti.

Sottile conferma: “Sono volate parole grosse”

È lo stesso Salvo Sottile, poco dopo, a confermare pubblicamente quanto accaduto.

A margine della presentazione di Ore 14, il giornalista spiega che nel cortile c’è stato un incontro con alcuni inviati di Report e che sono volate “battute e battutacce”.

Sottile attribuisce l’episodio al clima particolarmente teso che si respira in queste settimane dentro l’azienda:

“Immagino ci sia del nervosismo”.

Ma sottolinea anche che insultare un collega resta qualcosa che, a suo giudizio, non dovrebbe accadere.

Sottile nega inoltre che il suo saluto fosse una provocazione.

Secondo la sua ricostruzione, avrebbe semplicemente salutato persone che conosceva, senza alcuna volontà di riaccendere la polemica.

Iovene minimizza: “Uno scambio di opinioni tra colleghi”

Una versione molto più leggera arriva invece da Bernardo Iovene.

Contattato dall’ANSA, lo storico inviato di Report conferma sostanzialmente il confronto, ma invita a non trasformarlo in un caso:

“Non esageriamo”.

Lo definisce semplicemente uno “scambio di opinioni tra colleghi”. All’Adnkronos sceglie addirittura una formula ironica, parlando di un “saluto tra vecchi amici”.

Le due versioni differiscono quindi soprattutto nel peso attribuito all’episodio: Sottile parla apertamente di insulti e di un comportamento spiacevole; Iovene cerca di ricondurre tutto a una discussione interna tra colleghi in un momento particolarmente teso.

Perché gli inviati di Report ce l’avrebbero con Sottile

Alla base della frattura ci sarebbero soprattutto le prese di posizione pubbliche di Salvo Sottile sul caso Ranucci.

Già il 27 luglio, prima che esplodesse definitivamente lo scontro sulla conduzione di Report, Sottile aveva pubblicato un intervento molto critico sul rapporto tra Ranucci, il programma e le polemiche nate attorno al caso Lavitola.

Il 12 agosto aveva poi scritto un altro intervento dal titolo emblematico: “Ranucci giù le mani da Report! La questione di opportunità ora riguarda te”.

In quel testo Sottile sosteneva che Ranucci fosse certamente vittima dell’attentato e meritasse solidarietà, ma poneva contemporaneamente un problema di opportunità rispetto alla conduzione del programma, sostenendo che Report dovesse essere tutelato anche indipendentemente dal suo conduttore.

Quelle prese di posizione sono state interpretate da una parte della squadra di Report come un attacco al collega proprio nel momento di maggiore difficoltà.

La critica del consigliere Rai Roberto Natale

La vicenda aveva provocato anche l’intervento del consigliere d’amministrazione della Rai Roberto Natale.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Natale aveva definito l’insieme delle prese di posizione contro Ranucci una sorta di “pestaggio mediatico”, facendo riferimento anche ai contenuti pubblicati da Sottile.

Sottile respinge però questa lettura.

Oggi ha sostenuto di non aver realizzato una campagna personale contro Ranucci, spiegando di essersi limitato anche a condividere articoli e notizie pubblicate da altri giornalisti, come fa abitualmente sui propri canali.

“Se questo è stato visto come un attacco o una mancanza di rispetto mi dispiace”, ha spiegato, ribadendo di non aver avuto quell’intenzione.

Ranucci interviene e difende apertamente i suoi inviati

Poco dopo lo scontro arriva anche la reazione di Sigfrido Ranucci.

L’ex conduttore pubblica sui social la notizia dell’accaduto e non lascia molti dubbi su quale parte abbia scelto.

Scrive:

“La mia squadra è sempre la mia squadra”.

E aggiunge che i suoi giornalisti hanno “spalle d’acciaio e schiena dritta”, accusando indirettamente Sottile di sentirsi protetto dal potere.

Un intervento che alza ulteriormente il livello dello scontro.

Ranucci, dunque, non prende le distanze dagli insulti, ma utilizza l’episodio per ribadire il proprio sostegno alla squadra storica di Report.

Tutto accade nel momento più delicato per Report

Il litigio non avviene in un momento qualsiasi.

La trasmissione sta attraversando probabilmente una delle crisi più profonde della propria storia recente.

Il 28 agosto la Rai aveva annunciato che Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi avrebbero sostituito Ranucci alla conduzione.

La decisione aveva provocato la dura reazione della redazione, che ha chiesto garanzie sull’autonomia editoriale ed è arrivata a proclamare lo stato di agitazione, prospettando anche lo sciopero.

Dopo il confronto tra la squadra e il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, Giulia Presutti ha però deciso di rinunciare all’incarico, spiegando di voler aiutare Report a superare una situazione divenuta troppo conflittuale.

Piervincenzi resta: Corsini non arretra

Diversa la situazione di Daniele Piervincenzi.

Proprio durante la conferenza stampa alla quale Sottile stava andando quando è avvenuto lo scontro, Paolo Corsini ha confermato che Piervincenzi resta designato alla conduzione.

Alla domanda se il giornalista rimarrà, il direttore ha risposto:

“Assolutamente sì”.

Corsini ha inoltre rivendicato apertamente la propria responsabilità nella scelta, ricordando che individuare i conduttori rientra nelle prerogative del direttore. L’intenzione della Rai resta quella di mandare in onda Report regolarmente dall’8 novembre.

Il confronto con la redazione resta aperto

La situazione, però, è ancora lontana dall’essere risolta.

Dopo l’incontro del 2 settembre tra i vertici Rai e la squadra di Report si è aperto almeno un canale di comunicazione.

Gli inviati chiedono soprattutto garanzie sulla autonomia e indipendenza delle inchieste e vorrebbero che alcune responsabilità editoriali fossero affidate a figure storiche della trasmissione.

Secondo le ricostruzioni, tra i nomi indicati ci sarebbero Bernardo Iovene e Giulio Valesini come possibili capi autore.

Il punto centrale è separare il problema della conduzione da quello ancora più importante della direzione editoriale delle inchieste.

La Rai sembra intenzionata a cercare un compromesso sul secondo aspetto, senza però rinunciare alla propria prerogativa di scegliere chi comparirà davanti alle telecamere.

Adesso la Rai valuta eventuali provvedimenti

Lo scontro con Sottile potrebbe però aprire anche un nuovo capitolo interno.

Secondo ANSA, la Rai avrebbe deciso di avviare verifiche sull’accaduto per capire se esistano i presupposti per eventuali provvedimenti disciplinari.

Non significa che sanzioni siano già state decise.

L’azienda dovrà prima ricostruire precisamente quanto avvenuto, ascoltare i protagonisti e stabilire se le espressioni utilizzate possano integrare una violazione delle regole interne.

È un ulteriore elemento di tensione in una redazione che già da giorni si trova in aperto conflitto con i vertici.

Un episodio che racconta un clima ormai esplosivo

Al di là delle responsabilità personali nello scambio di insulti, il faccia a faccia tra Sottile, Iovene e Bertazzoni mostra quanto la vicenda Ranucci abbia ormai superato il piano di una semplice decisione aziendale.

Lo scontro è diventato personale, professionale e politico.

Da una parte c’è una parte della squadra di Report che ritiene la rimozione di Ranucci parte di un tentativo di ridimensionare la trasmissione.

Dall’altra ci sono giornalisti come Sottile che hanno sostenuto pubblicamente che la continuità del programma possa e debba essere garantita anche senza Ranucci.

In mezzo c’è una Rai che tenta di costruire un nuovo assetto mentre deve contemporaneamente gestire una redazione in rivolta.

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Lo scontro nel cortile di via Teulada potrebbe essere liquidato come una lite tra colleghi. Ma sarebbe difficile ignorare il contesto nel quale è avvenuto.

Giulia Presutti ha rinunciato alla conduzione. Daniele Piervincenzi resta. La redazione chiede garanzie di indipendenza. Ranucci continua a combattere contro la propria rimozione. E adesso due inviati storici arrivano allo scontro verbale con un altro importante volto della Direzione Approfondimento Rai.

È il segnale di una frattura che ormai va ben oltre i nomi dei conduttori.

Rai e redazione possono anche trovare un compromesso sull’organigramma, sui capi autore e sulla conduzione. Ma il vero problema sarà recuperare un elemento indispensabile per qualsiasi programma investigativo: la fiducia reciproca.

Senza quella fiducia tra giornalisti, conduttori, direzione e azienda, il rischio non è soltanto una nuova lite nei corridoi di via Teulada.

Il rischio è che la battaglia sul futuro di Report finisca per danneggiare proprio ciò che tutti dichiarano di voler difendere: una delle trasmissioni d’inchiesta più importanti e riconoscibili del servizio pubblico italiano.

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