Scontro shock faccia a faccia tra M5S con Ricciardi e la DESTRA… Tutte le immagini

ROMA — Doveva essere una conferenza stampa “normale”, con la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare. È diventata invece un caso politico e istituzionale, con la sala stampa di Montecitorio trasformata in un presidio delle opposizioni e una lite esplosa in pubblico tra deputati. Al centro c’è l’iniziativa sulla “remigrazione” promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele, contestata perché legata a sigle dell’estrema destra. E in mezzo, la scena più rumorosa: Riccardo Ricciardi (M5S) che entra nello scontro diretto con Furgiuele, lo attacca sul precedente della “Decima Mas” e rilancia sui social una linea di nettezza antifascista.

Il contesto: conferenza “Remigrazione e riconquista” e ospiti contestati

La conferenza, prevista alla Camera, ruota attorno al comitato “Remigrazione e riconquista”, che intende presentare una proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione”. Nelle ricostruzioni giornalistiche, tra i promotori e i partecipanti vengono citate sigle e figure dell’ultradestra (tra cui CasaPound e rappresentanti di gruppi come Veneto Fronte Skinheads e Rete dei Patrioti), elemento che ha innescato la protesta delle opposizioni.

Il caso è diventato politico già nei giorni precedenti, quando anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana è intervenuto definendo l’evento “inopportuno” e chiedendo al deputato di “ripensarci”, pur ricordando che responsabilità di contenuti e ospiti ricade sul parlamentare proponente. Furgiuele ha replicato sostenendo che non si tratterebbe di “fuorilegge” ma di cittadini che presentano una proposta di legge.

La scena in sala stampa: Cuperlo contro Furgiuele, poi lo scontro con Ricciardi e Sportiello

La tensione esplode nella sala stampa della Camera quando deputati di opposizione occupano lo spazio per impedire lo svolgimento dell’appuntamento. Gianni Cuperlo (Pd) si rivolge a Furgiuele rivendicando il carattere antifascista della Repubblica; Furgiuele replica accusando le opposizioni di impedire la conferenza. Da lì, lo scontro degenera in insulti (“cretino”, “stupido”) e coinvolge anche i deputati M5S Gilda Sportiello e soprattutto Riccardo Ricciardi, che attacca Furgiuele ricordando: “Lui è quello che ha fatto la Decima Mas in aula”. In sala, secondo le cronache, presenti anche altri parlamentari Pd (come Orfini e Scotto) e Angelo Bonelli (Avs).

Il riferimento di Ricciardi è a un precedente: nel giugno 2024 Furgiuele fu espulso dall’Aula della Camera dopo un gesto interpretato come richiamo alla Xª MAS, episodio documentato all’epoca da diverse testate.

Ricciardi alza il livello: “Linea rossa” e presidio per impedire l’accesso ai gruppi estremisti

Ricciardi non si limita allo scontro in sala. In Aula e nelle dichiarazioni riprese da più resoconti, il capogruppo M5S spiega la scelta di presidiare la sala conferenze come un atto di interdizione politica: impedire che “si aprano le porte” a esponenti riconducibili a quell’area, sostenendo che fascismo e nazismo “non sono un’opinione” ma un crimine, e parlando di una “linea rossa” sotto la quale non scendere nelle istituzioni.

Nel merito, Ricciardi attacca anche l’idea stessa di “remigrazione”, presentandola come una proposta irrealizzabile e propagandistica (incentivi economici agli immigrati regolari per tornare nel Paese d’origine), e collega il tema alla linea del governo su migrazioni e sicurezza (dai centri in Albania alle misure su Roma Termini), sostenendo che la destra “soffia sul fuoco” con soluzioni impraticabili.

“Non abbiamo paura di loro”: il post di Ricciardi e il richiamo alla memoria

È su questo sfondo che Ricciardi interviene con un messaggio duro, esplicito, che sposta l’episodio dalla cronaca parlamentare alla dimensione storica. In un post su Facebook, il capogruppo M5S scrive:

“Noi ce li ricordiamo bene chi sono quelli della X Mas, quelli che combattevano insieme ai nazisti tedeschi e uccidevano degli italiani innocenti, proprio come a Forno. Non abbiamo paura di loro. L’antifascismo deve tornare a essere una pratica quotidiana”.

Il riferimento storico evocato è l’eccidio nazifascista del 1944 a Forno, frazione di Massa, richiamato come esempio di violenza e collaborazione con l’occupante tedesco. Il passaggio non è neutro: Ricciardi non sta facendo una citazione “culturale”, ma costruisce un nesso politico tra memoria della guerra, simboli del fascismo repubblicano e presente istituzionale.

Il video in sala stampa: Ricciardi indica Furgiuele e cita la X Mas

Oltre al post, Ricciardi pubblica un video girato durante l’occupazione. Nel filmato, secondo quanto riportato, il capogruppo M5S cita la X Mas indicando Furgiuele, facendo quindi un collegamento diretto tra quel simbolo e il deputato leghista.

Il dettaglio che rende lo scontro ancora più netto è il richiamo a un episodio precedente: nel 2024, Furgiuele sarebbe stato espulso dall’Aula per aver fatto la “croce della X Mas”. E la presenza dello stesso Furgiuele nella sala stampa, nel giorno della protesta, diventa — nella lettura di Ricciardi — il segnale di una continuità simbolica da denunciare apertamente.

Perché l’attacco a Furgiuele è centrale nello scontro

Il bersaglio non è generico: Ricciardi chiama in causa Furgiuele perché è il punto di contatto tra l’iniziativa contestata e la responsabilità politica. L’episodio della “Decima” del 2024 viene ripescato come precedente e trasformato in prova di un’identità politica che, nella lettura del capogruppo M5S, merita una risposta durissima.

In questo modo lo scontro non resta confinato al merito della conferenza, ma diventa un confronto su legittimazione, simboli, identità, memoria. È il classico terreno in cui la politica non tratta più “un evento”, ma ciò che quell’evento rappresenta.
VIDEO:

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VIDEO DELLO SCONTRO:

Con il post e il video, Ricciardi punta a fissare una linea: non solo dire “no” a un’iniziativa, ma affermare che il Parlamento — e i suoi spazi — non possono diventare luogo di normalizzazione di simboli o riferimenti che richiamano la storia della collaborazione con il nazismo e la violenza fascista.

La tensione esplosa in sala stampa si sposta così sul piano più profondo e divisivo: che cosa uno Stato democratico deve considerare “opinione” e che cosa invece debba respingere come incompatibile con i valori fondativi. Ricciardi sceglie la formula più radicale e identitaria: antifascismo quotidiano. E l’attacco a Furgiuele, con il riferimento alla X Mas, diventa il punto di massima frizione politica di una giornata già segnata dallo scontro a Montecitorio.

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