Scontro shock in Europa – Pasquale Tridico smonta il meloniano Fitto faccia a faccia – VIDEO

Durissimo intervento dell’europarlamentare M5S contro il Commissario agli Affari europei: “Avrei dato le dimissioni. È la fine della politica di coesione”

Bruxelles, 17 luglio 2025 – Un attacco frontale, durissimo, quello lanciato oggi da Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, contro Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR. L’occasione è stata l’audizione dello stesso Fitto dinanzi al Parlamento europeo, dove ha illustrato i contenuti del nuovo quadro finanziario pluriennale e le sue conseguenze sui fondi destinati all’Italia.

“Tagli drammatici a PAC e Coesione: -30% di risorse”

Tridico, ex presidente dell’INPS ed economista, non ha usato mezzi termini:

> “Il quadro finanziario pluriennale che ci sta presentando è un disastro, proprio dal punto di vista numerico”, ha detto rivolgendosi direttamente al Commissario Fitto. “La Politica Agricola Comune (PAC) e i fondi di coesione subiscono una riduzione di circa il 30% rispetto alla precedente programmazione. Si tratta della più grande riduzione di fondi mai registrata per i territori, per l’agricoltura e per la pesca”.

Un taglio che, secondo Tridico, andrà a colpire in modo particolarmente grave le Regioni del Mezzogiorno, principali beneficiarie di questi strumenti europei. Un impatto devastante, secondo l’europarlamentare M5S, che non si traduce solo in minori risorse, ma in un cambio strutturale del ruolo dell’Italia in Europa.

“Da beneficiari a contribuenti netti: un ribaltamento storico”

Un altro aspetto su cui Tridico ha puntato il dito è il ribaltamento del saldo finanziario tra Italia ed Europa. “Con questa forte riduzione dei trasferimenti, l’Italia passerà da beneficiario netto a contributore netto. È la fine della politica di coesione e della PAC così come l’abbiamo conosciuta”, ha denunciato. Una trasformazione che comporta, secondo il Movimento 5 Stelle, un gravissimo arretramento nel sostegno a settori chiave per l’economia del Paese.

“Fitto dovrebbe dimettersi: io non mi sarei mai assunto questa responsabilità”

Il punto più duro del discorso è arrivato quando Tridico ha dichiarato apertamente che, al posto del Commissario Fitto, si sarebbe dimesso:

> “Se fossi stato al suo posto, io personalmente mi sarei dimesso, perché non avrei voluto essere responsabile della fine dei fondi al Sud”. Un atto politico che, secondo Tridico, sarebbe stato coerente con la gravità della situazione.

Le accuse al governo: “Aumentano le tasse mentre si taglia all’agricoltura”

Tridico ha poi allargato il campo della critica alle priorità del bilancio europeo, sottolineando come i fondi destinati alla difesa e al riarmo risultino in crescita, mentre i settori chiave per il benessere delle comunità locali vengono depotenziati.

> “È ancora più grave vedere che, mentre si taglia a PAC e coesione, altri capitoli di bilancio come la difesa ottengono più fondi. Al contempo, c’è anche un aumento delle tasse. Questo è inaccettabile”, ha tuonato.

“Contro questo piano tutte le associazioni italiane ed europee”

Infine, Tridico ha ricordato come il piano illustrato da Fitto sia avversato non solo dal Movimento 5 Stelle, ma anche da “tutte le associazioni italiane ed europee” coinvolte, nonché da “gran parte dei gruppi della sua stessa maggioranza” nel Parlamento europeo. Un isolamento politico che, secondo l’europarlamentare, dimostra il fallimento dell’intera strategia negoziale del governo italiano sui fondi europei.

Un fronte caldo in vista della revisione del bilancio UE

Il durissimo affondo di Tridico si inserisce nel più ampio dibattito in corso sulla revisione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 dell’Unione Europea, che prevede nuovi orientamenti e tagli per adattarsi alle sfide post-pandemiche, al sostegno all’Ucraina e al rafforzamento della difesa. Il Parlamento europeo avrà ora la possibilità di discutere e votare eventuali modifiche, ma il confronto politico si annuncia incandescente.

Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha già fatto sapere che darà battaglia su ogni fronte, nei palazzi di Bruxelles come nelle piazze italiane, a difesa di quelle risorse “essenziali per garantire giustizia sociale e sviluppo nel Sud e nelle aree più fragili del Paese”.

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Le parole di Pasquale Tridico in Aula a Bruxelles segnano un punto di rottura nel dibattito europeo e italiano sulla revisione del bilancio UE. Al di là della durezza dei toni, la sua denuncia mette a nudo una questione centrale: se l’Europa riduce drasticamente gli investimenti in coesione, agricoltura e territori fragili, rinuncia a uno dei suoi pilastri fondanti.

La transizione da Paese beneficiario a contributore netto, evocata dall’ex presidente dell’INPS, non è solo uno scenario contabile, ma un passaggio politico che rischia di aggravare le disuguaglianze già profonde tra Nord e Sud, centro e periferia. E in questo contesto, l’assenza di una strategia efficace da parte del governo italiano suona come una resa annunciata.

Mentre si moltiplicano i fondi per la difesa e il riarmo, le comunità locali perdono risorse vitali per servizi, occupazione e sviluppo. Tridico lancia un messaggio che non riguarda solo il Sud, ma l’idea stessa di Europa: un’Unione che smette di investire nella giustizia sociale rischia di perdere la sua anima, oltre che il consenso dei suoi cittadini. E a quel punto, non basteranno i numeri per ricucire le fratture. Serviranno scelte. E coraggio.

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