Scontro totale tra M5S e Gasparri su Todde: “Nessuna lezione da chi ha votato…” – ULTIM’ORA

 È scontro politico senza esclusione di colpi tra il Movimento 5 Stelle e Maurizio Gasparri. Al centro della bufera c’è il cosiddetto “caso Todde”, legato alla presunta irregolarità della procedura che ha portato all’elezione della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde (M5S), vittoriosa alle scorse regionali.
Le parole usate da entrambe le parti non lasciano spazio a interpretazioni: si tratta di uno scontro durissimo, che intreccia accuse di conflitto di interessi, moralismo a intermittenza e pesanti richiami a scandali del passato.

Gasparri all’attacco: “Scandalo e ipocrisia grillina”

Il primo colpo lo ha assestato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che ha definito il caso Todde “scandaloso” e “la prova definitiva dell’ipocrisia grillina”.

“Quando la situazione si stava mettendo male per Todde – ha dichiarato Gasparri – il presidente del Collegio di garanzia elettorale della Sardegna, Poddighe, ha revocato l’avvocato Francesco Fercia, proprio colui che rappresentava l’organo che aveva segnalato le irregolarità nell’elezione di Todde. Un’operazione gravemente viziata da un macroscopico conflitto di interessi, visto che Poddighe è il coniuge di una dirigente nominata dalla Giunta Todde.”


Per Gasparri si tratta dell’ennesimo esempio del “doppio standard” dei Cinque Stelle, inflessibili con gli avversari ma disinvolti quando si tratta di se stessi. “Sono stati una delle pagine più buie della nostra democrazia – ha aggiunto – e la loro relegazione a ruoli politici marginali sarebbe una premessa di libertà per tutti.”

La risposta infuocata del M5S: “Nessuna lezione da chi votò Ruby nipote di Mubarak”

Non si è fatta attendere la replica dei Cinque Stelle, che hanno alzato i toni richiamando direttamente gli scandali politici del passato. A parlare è la senatrice Sabrina Licheri, che ha difeso con forza l’operato della presidente Todde e ha risposto colpo su colpo alle accuse di Gasparri.

> “Non accettiamo lezioni di moralità e di coerenza da Maurizio Gasparri, noto alle cronache per le sue posizioni sessiste e per dichiarazioni costantemente fuori contesto. Fa specie che proprio chi ha votato Ruby come nipote di Mubarak si permetta di parlare di doppia morale.”

Licheri ha poi ricordato che l’attuale amministrazione sarda ha ereditato una situazione disastrosa: “Todde ha preso in mano una Regione in ginocchio. Dopo solo un anno, i sardi iniziano a vedere i primi segnali di cambiamento e di ritorno alla legalità. Nell’elezione della Presidente Todde è tutto regolare. Se ne faccia una ragione.”

Un caso sardo, ma una battaglia nazionale

Quello che inizialmente poteva sembrare un contenzioso tecnico-elettorale locale sta assumendo i toni di una vera e propria guerra politica su scala nazionale. Il centrodestra accusa i Cinque Stelle di manipolazioni e forzature istituzionali, mentre il M5S denuncia il tentativo di delegittimare una vittoria democratica tramite insinuazioni infondate.

Nel frattempo, il caso giudiziario potrebbe evolversi ulteriormente. Se verranno confermate le irregolarità nella revoca dell’avvocato Fercia, la questione potrebbe aprire uno scontro legale con potenziali effetti sull’equilibrio della giunta regionale.

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Conclusione: scontro tra mondi politici opposti

Lo scontro tra Gasparri e il M5S mette in luce un conflitto più profondo tra due visioni opposte della politica. Da un lato un senatore di lungo corso, emblema di un centrodestra conservatore; dall’altro il Movimento, che rivendica il suo ruolo di forza di cambiamento, pur sotto attacco su più fronti.

In mezzo, un Paese che guarda con crescente insofferenza ai toni violenti del dibattito politico e chiede trasparenza, competenza e rispetto istituzionale.

Se la vicenda Todde finirà per risolversi nelle aule giudiziarie o resterà nel campo della battaglia politica, lo dirà il tempo. Ma una cosa è certa: il clima è ormai da campagna elettorale permanente.

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