Una serata a Palazzo Reale, i protagonisti della moda italiana e internazionale e, contemporaneamente, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. È questa sovrapposizione ad aver acceso una nuova polemica politica attorno a Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, mercoledì 23 settembre, ha partecipato alla cena inaugurale della Milano Fashion Week, mentre la delegazione italiana all’Onu era guidata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Meloni sceglie Milano e spiega perché
La presenza della premier alla Fashion Week non è stata casuale. Meloni ha spiegato di aver voluto dare un segnale concreto di vicinanza a un comparto che considera strategico per l’economia e per l’immagine dell’Italia nel mondo.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, la presidente del Consiglio ha sottolineato come il settore stia attraversando un momento non semplice ma continui comunque a produrre risultati importanti. Ha inoltre ricordato gli interventi economici messi in campo dal Governo, citando anche 100 milioni di euro destinati a incentivare gli investimenti.
Il messaggio della premier è stato chiaro: oltre ai provvedimenti e alle risorse, ha voluto manifestare anche fisicamente la presenza dell’esecutivo accanto alle imprese della moda. «È un modo bello di dire grazie al settore», ha spiegato Meloni.
A Palazzo Reale erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Camera nazionale della Moda italiana Carlo Capasa e numerosi esponenti di primo piano dell’industria della moda. Era da dieci anni che un presidente del Consiglio non partecipava alla cena inaugurale della settimana della moda milanese: l’ultimo precedente risaliva al 2016, quando vi prese parte Matteo Renzi.
Ma a New York c’è l’Assemblea generale dell’Onu
Ed è proprio qui che nasce la polemica. Negli stessi giorni a New York è in corso l’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, uno dei principali appuntamenti diplomatici internazionali dell’anno.
L’Italia non è però rimasta senza rappresentanza. Palazzo Chigi aveva delegato Antonio Tajani: il ministro degli Esteri è stato a New York dal 21 al 24 settembre e il 22 settembre ha partecipato all’apertura dell’Assemblea generale alla guida della delegazione italiana. Il 23 settembre ha inoltre tenuto l’intervento nazionale e partecipato a diversi appuntamenti diplomatici dedicati, tra gli altri temi, all’Ucraina e all’istruzione globale.
La contestazione delle opposizioni riguarda dunque l’assenza personale della presidente del Consiglio, non l’assenza dell’Italia dall’Onu.
Renzi durissimo: “Che vergogna, che figuraccia”
Da New York, Matteo Renzi ha attaccato frontalmente la scelta della premier. Il leader di Italia Viva ha sottolineato la presenza nella città statunitense di numerosi leader internazionali e ha contestato la decisione di Meloni di affidare a Tajani la rappresentanza italiana.
Renzi ha richiamato il peso delle questioni internazionali al centro dell’Assemblea, dalle guerre alle trasformazioni tecnologiche ed energetiche, sostenendo che in un momento simile la presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere personalmente presente. La sua conclusione è stata durissima: «Che vergogna, che figuraccia».
L’attacco assume peraltro un significato particolare perché proprio Renzi, quando era presidente del Consiglio, aveva partecipato nel 2016 alla cena della Fashion Week milanese. Il punto della sua critica, però, non è la presenza di Meloni a un appuntamento dedicato alla moda in sé, quanto la coincidenza con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Anche il M5S attacca la premier
Critiche pesanti sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle. Il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi ha contestato la decisione di Meloni ricordando la complessità dello scenario internazionale, con le tensioni in Medio Oriente e la situazione ucraina.
Secondo Ricciardi, proprio la gravità delle crisi in corso avrebbe richiesto la presenza della premier a New York. Il deputato M5S ha inoltre collegato la polemica ai problemi interni, citando il caro carburanti e il costo dell’energia, e ha accusato Meloni di privilegiare la comunicazione e la preparazione della prossima sfida elettorale. Si tratta, naturalmente, della lettura politica espressa dall’opposizione e contestata implicitamente dalla scelta del Governo di affidare a Tajani la rappresentanza italiana all’Onu.
Il mondo della moda, invece, apprezza la presenza della premier
Di segno opposto la valutazione arrivata dal settore della moda. Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda italiana, ha considerato importante la partecipazione della presidente del Consiglio in una fase delicata per il comparto.
Il settore del lusso sta infatti attraversando una fase internazionale complessa, segnata dal rallentamento della domanda e dalle tensioni economiche e geopolitiche. Diversi grandi gruppi stanno cercando proprio nelle settimane della moda di rafforzare visibilità e attrattività in un mercato diventato più difficile.
È quindi su due piani differenti che si sviluppa il caso: da una parte il Governo rivendica la scelta di sostenere direttamente un settore rilevante dell’economia italiana; dall’altra le opposizioni sostengono che, proprio in giornate caratterizzate da importanti crisi internazionali, la priorità istituzionale della premier avrebbe dovuto essere New York.
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Una scelta che diventa inevitabilmente politica
La vicenda, insomma, va oltre una semplice cena alla Fashion Week. La domanda sollevata dalle opposizioni riguarda il modo in cui una presidente del Consiglio stabilisce le proprie priorità tra appuntamenti nazionali e internazionali.
Il Governo può sottolineare che l’Italia all’Onu era pienamente rappresentata dal ministro degli Esteri e vicepremier Tajani, che ha svolto una fitta agenda diplomatica e pronunciato l’intervento nazionale.
Le opposizioni, invece, insistono sul valore simbolico e politico della presenza personale del capo del Governo in un’Assemblea che riunisce i vertici di numerosi Paesi.
Ed è proprio questa contrapposizione ad aver trasformato la serata milanese in un nuovo caso politico: Meloni rivendica la scelta di stare accanto alla moda italiana, mentre Renzi e M5S le contestano l’assenza da New York. Una decisione che, nel giro di poche ore, ha spostato i riflettori dalle passerelle di Milano direttamente sullo scontro politico nazionale.




















