La scena al Palazzo di Vetro
All’Assemblea generale dell’Onu, l’ingresso di Benjamin Netanyahu è stato accolto da fischi e dalla uscita dall’aula di decine di delegazioni, tra cui la Spagna, lasciando l’emiciclo visibilmente svuotato. Il premier israeliano ha atteso impassibile tra applausi e richiami all’ordine, poi ha iniziato un intervento durissimo che ha immediatamente polarizzato la platea.
Le parole chiave del discorso
Netanyahu ha ribadito che Israele vuole “finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile”, negando le accuse di genocidio e carestia: “È uno scherzo: evacuiamo i civili e stiamo deliberatamente sfamando Gaza. Se manca cibo è perché Hamas lo ruba”.
Ha attaccato i Paesi che in queste settimane hanno annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina, definendolo “un marchio di vergogna”, e ha accusato “molti leader” di aver “ceduto ad Hamas quando le cose si sono fatte difficili”.
Diretto l’appello ai miliziani: “Lasciate gli ostaggi e deponete le armi: chi lo farà vivrà, chi non lo farà sarà perseguitato”. Il premier ha anche mostrato cartelli “quiz” contro Iran, Hamas, Hezbollah e Houthi, e una spilla con QR code che rimanda a materiale sulle atrocità del 7 ottobre.
L’aula insorge, un padre tenta di interromperlo
Durante l’intervento, Tal Kuperstein, padre di un ostaggio, ha cercato per due volte di interrompere il premier: è stato allontanato dalla sala. Fonti israeliane hanno riferito che l’Idf avrebbe diffuso in diretta a Gaza il discorso di Netanyahu tramite altoparlanti e con un’operazione sui telefoni dei residenti, definita da ambienti militari come “guerra psicologica”.
Il contesto diplomatico: Ue in movimento, Onu nel mirino delle aziende
A Bruxelles, nel Coreper, si registrano “piccoli passi” di Italia e Germania verso misure commerciali limitate contro Israele (sospensione di parte del trattamento preferenziale dell’accordo Ue-Israele). Sulle sanzioni vere pesa il veto dell’Ungheria, ma cresce il consenso a colpire i coloni violenti della Cisgiordania e i ministri Ben Gvir e Smotrich.
L’Alto commissariato Onu per i diritti umani ha intanto diffuso un elenco aggiornato di 158 aziende coinvolte nell’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est (tra cui Booking, Motorola Solutions, TripAdvisor), ricordando la responsabilità d’impresa in contesti di conflitto.
La linea di Tel Aviv su Iran e fronte nord
Netanyahu ha esibito la “mappa del terrore dell’Iran”, chiedendo il ripristino delle sanzioni Onu contro Teheran e rivendicando attacchi a Iran, Houthi e leader di Hamas. In parallelo, i media libanesi segnalavano raid nella valle della Beqaa, mentre l’Idf parlava di oltre 140 obiettivi colpiti a Gaza nelle ultime 24 ore.
Mattarella e la Flotilla: appello alla prudenza
Nella stessa giornata, il Presidente Sergio Mattarella ha rivolto un appello alla Global Sumud Flotilla: riconosciuto il valore umanitario dell’iniziativa, ha chiesto di non mettere a rischio l’incolumità delle persone, accettando la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme per far arrivare gli aiuti a Gaza.
UNA FOTO DELL’AULA VUOTA SHOCK RILANCIATA DA FANPAGE:
Leggi anche

L’Ultimo sondaggio del Referendum che spaventa Nordio – Il vento sta cambiando – Dati
La nuova media sondaggi aggiornata al 12 febbraio racconta un cambiamento che, a poche settimane dal voto, pesa più della
VIDEO:
L’immagine dell’aula semivuota mentre parla Netanyahu fotografa l’isolamento crescente del governo israeliano su Gaza e la frattura che attraversa l’Assemblea. Mentre il premier promette di “finire il lavoro”, in Europa si moltiplicano i segnali – timidi ma reali – verso misure correttive nei rapporti con Israele. Sullo sfondo, ostaggi ancora prigionieri, una Striscia devastata e una comunità internazionale divisa tra pressioni per la tregua, riconoscimento della Palestina e calcoli geopolitici.



















