Un momento televisivo carico di emozione e spiritualità quello andato in onda ieri sera durante il Tg La7. Enrico Mentana, direttore e storico volto del telegiornale, ha letto in diretta il testamento di Papa Francesco, suscitando profonda commozione. La voce spezzata, lo sguardo basso, poi un sospiro e una frase semplice ma potente: “È impossibile non emozionarsi”.
Il documento, risalente al 29 giugno 2022, è stato scritto da Jorge Mario Bergoglio in forma privata, secondo la tradizione dei pontefici moderni, ma reso pubblico solo in queste ore dopo la morte del Santo Padre, avvenuta nella sua residenza a Casa Santa Marta. Le sue parole, intrise di umiltà, fede e senso di responsabilità, hanno colpito al cuore milioni di fedeli e spettatori.
Un testamento spirituale e umano
Nel testo, Papa Francesco non parla solo della Chiesa, ma si rivolge all’umanità intera. Richiama la necessità di costruire ponti, non muri; invoca la pace tra i popoli, la giustizia sociale, l’attenzione per gli ultimi, per i migranti, per i poveri. Scrive del “dovere della speranza” e del “diritto al perdono”. Una scrittura asciutta ma profondamente poetica, capace di toccare corde intime anche in chi guarda la Chiesa con distacco.
Mentana: una voce rotta dall’emozione
Durante la lettura, Mentana ha più volte interrotto il flusso per controllare la propria emozione. Un dettaglio non secondario per un giornalista abituato alla cronaca dura, alla lucidità, alla distanza. Invece, ieri sera, sul volto del direttore si è visto il peso del momento storico e spirituale. “Era da tempo che non leggevamo parole così limpide e radicali,” ha detto poco prima di chiudere il servizio, “ma soprattutto, era da tempo che non ci sentivamo così spinti a riflettere su ciò che resta, su ciò che conta davvero.”
Il ricordo della Pasqua in pandemia
Nel finale, Mentana ha voluto anche ricordare uno dei momenti pubblici più iconici del pontificato di Francesco: la liturgia pasquale celebrata da solo, sotto la pioggia, in una piazza San Pietro deserta durante la pandemia da Covid-19. Un’immagine che, come ha detto lui stesso, “rimarrà nella memoria collettiva del nostro tempo, come segno di resistenza e di fede nell’ora più buia”.
Un’eredità morale e simbolica
Papa Francesco lascia non solo un’eredità dottrinale, ma una testimonianza morale e culturale che attraversa il tempo e va oltre le mura vaticane. Il suo testamento – letto, condiviso, commentato e già tradotto in diverse lingue – sta diventando un documento spirituale globale, capace di parlare ai credenti e ai non credenti, ai giovani e agli anziani, a chi crede e a chi spera.
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I social e la commozione collettiva
Immediata la reazione sui social: decine di migliaia di condivisioni, video, commenti commossi. “Mai visto Mentana così emozionato”, scrive un utente su X (ex Twitter). “Un Papa che anche nel silenzio ci insegna a vivere”, commenta un altro. La clip del Tg La7 è diventata virale in poche ore, testimoniando come la figura di Francesco, anche dopo la morte, continui a unire e interrogare.
Conclusione
Nella cornice asciutta e rigorosa di un telegiornale serale, si è aperto uno squarcio di intimità collettiva. Le parole di Bergoglio, lette con rispetto e trasporto da Mentana, hanno restituito al pubblico un frammento di verità: quella che la fede, quando è autentica, sa parlare anche nei notiziari, anche nel dolore, anche nell’addio.
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